acquittement

Processo Andreotti 1995

 

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo
troppo vicino al buco del culo

(Fabrizio De Andre’ – Un Giudice)

 

eau

regen

 

la ragione cos’è?

eppure piove da sempre sul bagnato
s’annacqua persino il vino
e si confondono lacrime se piangi
mentre corri sotto la pioggia.

la ragione non ha tetto
quando piove
e si bagnano anche i pensieri
oltre ai miei sandali

in africa non piove mai
in casa mia, sempre, dagli embrici
arriva l’odore di una pioggia.

– questione d’abitudine –
(penso)
abito a tetto e sento ogni goccia
che mi cade addosso
o che addormenterà
le mie pagine non lette

Piove sempre sul bagnato
(da secoli, si sa)

C’ho tanta voglia di fare la comunione
di nutrirmi del Dio Peccato
io che non potrei
(eppure l’ho sempre fatto)

si bagna anche l’ostia
e non dirmi che sono blasfema

nuoto immancabilmente, controtorrente
anche sotto la pioggia

(forse anche senz’acqua)

answer

jamais

 

Il tracciato diceva che eri un treno
un treno nell’acqua.
liquido amniotico

io la tua vasca
Il mio utero sarebbe stato solo tuo
io unica tu servitù prediale
verso la vita

non perderai mai la proprietà
– nemmeno per usucapione –

Ti diranno un giorno
che eri bello
così come è bella la vita

e capirai che avevamo iniziato a raccontarti stronzate
– tranne la prima –
eri bello.
sei bello.
Somigli tutto tua madre
(e tuo padre)

meglio le favole sì.
(quando ancora ci credevi)

Poi la dolcezza
della stagione dei tuoi perchè.

Avevamo risposte, allora.
(Tu ci credevi come credevi a babbo natale)

il treno passò veloce la tua infanzia
(che mi manca, ora)
per fermarsi, ora
nell’adolescenza.

Sono cambiati i tuoi perchè
(e non credi a babbo natale, nè a Dio)

– Perchè le tasse le devono pagare solo i poveri?
– Perchè mamma?

Allora tua mamma cerca
nel catalogo dei suoi perchè, la risposta.
(è così e basta. Non lo so)

– Ma non è giusto.
– Cosa c’è di Giusto in tutto quello che ci accade intorno?
– Forse solo voi, mamma..

Allora io accarezzo la mia solitudine
perchè la tua è in compagnia

e penso ad un solo perchè
perchè io possa dire
"bella la vita"

ed è solo guardandoti
che io trovo
la mia risposta

<la mia>

.

exigence

bon ton

 

Ho l’esigenza sì
immediata
di pisciarmi addosso
la vita.

è di pudore
l’ossigenata memoria
di non più biondi capelli.

C’è un tempo per tutto.
Colori naturali
come la sottana lunga
sotto alla quale
dimori.

umori

C’è un tempo per tutto.
Di parole
di gesti
di sospiri

densi silenzi
come latte condensato
in pasta.

C’è un’esigenza urgente
che m’aspetta nel vaso

penso che lì nasceranno fiori
Tu ricordami solo
di annaffiarli

pluie

io ci sono

 

La vita non è qui.
E’ altrove.

La cerco fra i ricordi
fra le macerie del vissuto
nelle fondamenta
del domani

mi fa male la vita.
(hai un cerotto?)

Portami il cavallo e fammi andare.
A pelo, sento la vita
(che mi galoppa dentro)

– Vado a vivere.
– Mi ci vuole una botta di vita
– Usciamo di casa e andiamo a vivere. Passo a prenderti più tardi.
– Passi te o passa la vita?

La vita non è qui.
E’ dentro.
Come una marea.
Come un puzzle di momenti.
Emozioni.

C’erano sbarre ovunque…
ero il secondino dell mia vita
ero l’evasore.

Ero. (e ora?)
Ora non so
ho troppo da fare per pensare
la vita non lascia spazio
ai pensieri.
La vita è una regina
la vita è una puttana
è

una bambina
che gioca alle bambole

***  riaffiorano ricordi  ***

c’era un negozio tanto tanto tempo fa
piccolo
piccolo
ma c’era la vita dentro

era il dottore delle bambole
così lo chiamavamo noi bambini
riaccomodava i giocattoli rotti
(quando ancora i giochi erano preziosi)

c’era la vita, lì.
c’erano odori lì
c’erano filari d’uva
si rubavano ciliegie dagli alberi
gli orologi erano sempre rotti
e il tempo era una cosa inutile
futile
il tempo era l’età deli adulti
i go-kart le nostre ferrari
le fionde le nostre armi
(saremmo diventati tutti pacifisti?)

oggi piove
come allora
sul mio ombrello rotto

la vita si bagna
come una donna

parole a rendere

tre secoli di punte

 

Avevo diciott’anni quando i miei genitori
pensarono bene di regalarmi qualcosa di particolare.
La maggiore età è data da ricordare…

Andavo tutti i giorni nello studio di un maestro d’arte
un anziano eclettico
artista di bronzi e ritratti in rilievo.

Mi sedevo puntualmente sullo sgabello
mentre lui plasmava la creta umida
cercando di dargli la mia anima.

L’anziano artista mi parlava addosso i suoi quasi
ottant’anni di vita
misurata dal borgo benpensante
e evasa dalla sua anima ribelle.

All’epoca frequentavo un tale di una comune
vent’anni più grande di me

L’anziano mi guardava e diceva…

– "Sei giovane. Hai tutta la vita davanti. Assaporala tutta. Anche quella che non vuoi."
– "Facile da dire. Ma come?"
– "La gente parla molto nei paesi. (Fregatene) e vivi"
– "Non m’importa molto del giudizio della gente"
Sai. Sono stato a confessarmi settimana scorsa e parlai a lungo col parroco.
Avevo molto di cui farmi perdonare. Chiesi al prete di perdonarmi di tutto
quanto io non ho fatto nella mia lunga  ma purtroppo breve vita.
Avrei avuto molto da fare ma che non ho fatto. Tu vivi. Non rinunciare"
– "Lo farò. Cercherò di vivere anche per lei, professore. Ci conti"

Iniziai a sbagliare tutto nella mia vita
in cerca della vita da vivere
o quella sfuggita all’anziano professore.

Sono passati vent’anni da allora
e penso che il regalo più grande
non fu il bronzo che mi guarda qui nello studio
ma le parole dell’anziano proessore

Riecheggiano sempre
come parole a rendere
come una danza solitaria

Ma quegli errori
Dio, che cosa meravigliosa
come la prima doppia piruetta
di  Hanne Heinel

flying

alla tua età...

 

Mi si impigli&ograve; la vita nella tristezza.
accadde in un giorno di pioggia.

Mi gettai nel vuoto
come fossero braccia paterne
ma la vita era lì appesa alla tristezza

– imparai così a volare –
.

 

 

 

e così sia

quarzo rosa

 

Avvolgimi la vita, Bea.
Di quarzo rosa.

Il nastro strappato della vita sulla mia scrivania, stamani.
Ci gioco come se non fosse la mia
con smisurata disinvoltura
quasi con dolcezza
come se fosse una preghiera.

La preghiera al Dio dei sordi
La preghiera di chi non sa pregare
è la mia preghiera.

Mi inchino davanti al nastro della mia vita
come se fosse oggi
l’incontro con me.
Battesimo, Comunione, Confermazione.
Unione.

Ho l’abito scucito, volutamente.
Un bouquet di quarzi rosa
per dirmi T’Amo.

Mi consegno l’anello della vita
io marito, io sposa.
Mi sono giurata fedeltà
nella gioia e nel dolore
(sperando di non lasciarmi mai)

– giuralo Bea. Giuralo davanti a me, Bea che non mi lascerai mai…
– Bea, io te lo giuro. Io non Ti lascerò mai. Mai

E’ ogni giorno l’incontro con quella me
che sento pensare attraverso
gli squarci del vestito.

E ogni giorno sono sposa. Ogni giorno torno bambina.

Avvolgimi di tutto quello che mi manca
anchese dovessi avvolgermi di niente, fallo.

E’ un quarzo rosa
la mia eterna promessa.
E’ un bacio mai dato
il bacio più lungo.

Nel nome del Padre, del Figlio e del Quarzo Rosa
io ti dichiaro sposa di te stessa.

E così sia