maintenant

indépendance - baume

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Dove niente più esiste
si estende alla ricerca di qualcosa che manca,
quella mano astigmatica che cerca.

Le sere diventano presto notte
e la luce trema al respiro della luna.
qualche lucciola entra a ricordare
l’inizio di un altro tempo senza storia.

Pile disordinate
si accumulano negli anni
e al solo sfilare un foglio, il futuro crolla.

Aumentano le transaminasi
aumenta l’acqua negli occhi,
e il domani ce lo siamo già giocati
in una partita senza fine,
in bocca.

Ho stappato un’altra sera brindando al vuoto,
urtando il mio cuore, anche l’ultimo calice

s’è rotto

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Decisamente dal calice.

mains

indépendance - mains

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Quante mani frugano nel mio silenzio,
cercando nella terra di donna,
la sorgente del fiume.

Benedirò quelle mani
che sapranno muovere i miei sospiri
senza calpestare del deserto,
il fiore.

Benedirò la pazienza
di chi riconosce in un pianto
la pioggia della terra.

E bagnerà di me, senza devastare
l’oceano donna

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Trovato credo in una scucitura del cuore

avaler

indépendance - le noir

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Nella sera
arriva fioca alla mia finestra,
trasportata dalla tua voce, una luce.

Non cerco quello che trovo
e raccolgo nella stanza
pezzi di storia caduti con me, dentro
e una tua goccia di piacere sazia le mie labbra.

Con le mani raccogli i pezzi di vetro
per bere dall’inguine,
la voce del mio silenzio come fosse vino.

Il vino rosso di una donna
che fiorisce oltre la sua morte,
anche negli anfratti
d’inverno

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se le formiche formicano
il tarlo tarla

la mer IV

indépendance - la mer

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….

Ti regalerò una conchiglia
che non abbia mari in burrasca
e una lunga spiaggia
su cui scrivere l’impotenza della rabbia.

Nel frastuono del silenzio
solo l’infrangersi delle onde sulla roccia

In cielo, insultando la sorte
anche un gabbiano bestemmia

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Stanotte le finestre di casa tua erano accese,
sui nostri fiori stanotte pioveva

prière V

indépendance - prière

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Il limite della parola
è un orizzonte dove finisce
l’infinito del mare

E’ il respiro di un bambino
che inseguendo un gioco,  si nasconde
e dopo l’onda di paura, 
cercando la follia della speranza,
nemmeno la mamma riemerge.

Poi dimmi dio
con quale diritto di fai chiamare Padre
tu che abortisci i tuoi figli
come fossero un niente,

e restituisci questi due corpi addormentati
su un letto bianco di conchiglie

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Ciao Cristina
a te e al tuo bambino
Isola del Giglio

là bas

indépendance - papillon

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Anche oggi il tempo
ha suonato due volte alla mia porta
lasciando un avviso di recapito
senza urgenze.

Un fantasma alla mia tavola
ha riempito le brocche di te
e nel delirio degli orsi che soffrono il caldo
accarezzando la testa al bisogno d’amare

ho acceso un ventilatore
sui miei capelli

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Raccolto sotto la tavola dove, una volta caduti,
 i pensieri giocavano a tresette

à tâtons

indépendance - recherche

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Quanti anni abbiamo perso come spiccioli sull’asfalto
quanta memoria ci negherà i ricordi.

Potevamo garantirci qualche giorno di futuro,
un panino all’ombra del molo,
o un sorso di vita come fosse vino.

Quante notti ci siamo persi
aspettando l’ieri ai bordi degli occhi,
dove il domani è una puttana che piange
 e solo la virilità dell’eco, cresce.

Appoggia al mio destino la luce del giorno
perchè io non debba più cadere
al risveglio.

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Trovato nel calice
ma non era un’oliva.