au cœur de l'orage

indépendance - toujours
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Fotografia di Tina

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Succede quasi ogni giorno
che l’anima incarni le mie gambe
e mi ricordi di esistere
nella brevità dello spazio.

Succede d’improvviso
quello scagliarsi di pietre d’acqua
sulle foglie d’estate
a richiamare la forza degli odori.

Temporali sul cuore
nutrono terra e lavano le foglie,
in me ogni giorno
qualcosa di vivo, lapidato dall’esistere,
 ancora cresce.

Così anch’io succedo ogni giorno
su me stessa
come se oltre il labirinto delle attese,
io stia guardando la vita
o la stia per ricordo,

per mano tua
passeggiando.

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Trovato nelle mani
– vorrei rinascere e crescere in un utero 
per tutto il mio sempre –
 

l'âme sur la terre

indépendance - les fleurs
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Fotografia di J. Penni

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E’ andando che ti intravedo
arrivare ridente,
mentre scosti la tenda dei ricordi.

Da lì arrivi, lì rimani
come qualcosa che non succede.

C’è un fucile in cielo
sempre puntato sulla mia tempia,
spara a salve ogni giorno.

S’alzano in volo
disturbati solo dall’improvviso batter di ciglio
i giorni in cielo
che nulla chiedono a questo tempo,

se non esistere nelle forme
in cui tu esisti.

Essere un’anima viandante 
in questo tempo di materia,
che cerca la bocca 
d’una muta memoria

che in silenzio urla.

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Trovato a spasso dentro me
mentre coglievo ortiche

pleurant

indépendance - tendresse
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Fotografia di S. Sabor

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Per i motivi del cielo,
è qui in terra che sfioriscono
i miei giorni.

Perchè i tuoi passi
costeggino i miei passi,

perchè io in te
diventi l’ombra del tuo andare
o il silenzio che tutto traduce.

E’ per te
che scuoto ogni giorno le nuvole,
battendo,
– piangendo –

i piedi.

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Trovato nelle inquietudini
e nella tenerezza della pioggia

je voudrais encore

indépendance - soupir
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Fotografia di Sarah Azavezza

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Vorrei sedermi accanto al tuo silenzio,
frugare la curiosità
del tuo sguardo:

saperti addormentato
sul mio sempre
nelle forme che fa la mente
quando ancora sogna.

Ci sono sere in cui
le nostre ombre
ancora s’incontrano.

Vorrei essere in te, altrove
in ogni sempre,
anche quando seppur a occhi chiusi,
è quel tempo già conosciuto

che con una mano nascondi
e con lo sguardo rassegnato

ancora cerchi.

.
trovato in te

.

encore le silence

indépendance - le retour
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Fotografia di J. K.

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(di nuovo a casa)

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Ancora si alzano
come assistite dal coraggio,
queste lunghe ore di silenzio.

Le vedo muoversi
entro i contorni delle piccole cose,
in loro
guardarti passare fra gli archi dei ricordi.
fermarmi laddove
qualcosa s’è perso.

Passano così,
senza chiedere niente,
senza rivolgerti parola
se non qualche sguardo,

queste lunghe ore
di ombre sugli specchi

in cui io sola,
distante anche dal ricordo,

 invecchio.

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Trovato qui a casa.
Nel silenzio di casa.
Sulla tastiera e fra le cose che non passano.

embrasse-moi

Immagine: Gli altri e gli abbracci

Ho un po’ di difficoltà a connettermi.
Mi è più semplice in questi frangenti connettermi velocemente
a Facebook dove non mi è necessario un archivio immagini e
dove solo copio-incollo qualcosa di già esistente,
scritto qui, su questo blog.
.Il mio luogo in rete.

Ora sono di passaggio dal pc di Monia
ma per poter fare i post come sono usuale fare mi mancano
i mie strumenti. Cosa a cui rimedierò da domani sera,
quando tornerò a casa.

Che dire…
Solo le parole in questi tre anni sono riuscite
a farmi uscire da casa.
Ho sempre le mie crisi di panico e ancora non riesco
metabolizzare come un tempo, le cose che succedono.
Quando sono fuori come adesso,  riesco a stare un po’
più a lungo dove sento famiglia
o meglio, dove mi sento a casa, altrimenti riparto subito
(come è successo più di una volta in alcuni dove).

La mia apparente assenza, non è assenza.
E’ frutto di problemi tecnici da quando non ho più il notebook.
E’ comunque un tempo in cui le parole diventano altro:
diventano prossimi incontri di parole,
incontri con maestri dell’interpretazione
Che col tempo sono diventate persone Amiche.

Mi manca di tornare a casa per darle la buona notizia.
E ancora la vedo ritagliare articoli di poesia
e tenerli lì in disparte per me.
Guardarla frugare curiosità di nomi
per lei visti solo da uno schermo.

E’ questo il dolore del ritorno.
Misurare assenze e costringermi alla convivenza.

Certi silenzi mi guardano di spalle
– lasciandole scoperte sotto al vento –
mentre la vita sta succedendo.

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Trovato sul pc di Monia

– fotogrammi di quando mi sposto –

la lune pudique

Immagine:
Gocce di pioggia sui vetri

.

immagine trovata sul lato sinistro del mio dove,
adesso, in una borgata di Roma

.

.

Ho bisogno di vie di fuga,
di verità senza pudori,
di mani capaci di cogliere nel buio,
le stelle senza spengere
o intaccare il sogno.

Aspettarmi dove la sera
neanche la luna illumina
i disastri del mondo.

Seguirla nel suo sguardo,
dove per sorte, ironia o sbaglio,

sono già quello
strappo che è successo.

.
Trovato sul pc di Monia,
nei vetri pieni di pioggia,
negli infradito di Roberto.