feuilles d'automne

indépendance - feuilles
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Fotografia di C. Fred

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Silenzi
accompagnano il passare
degli anni.

Mi richiama
il volo distante
di una foglia sul passando
che racchiude il segreto
dei colori d’autunno.

Ha un senso il riverbero
del suo adagiarsi sull’acqua
in una conca di mille stelle

come se il cielo
fosse la dimensione del capovolto,
l’immagine riflessa
che non ammette distanze.

Fra noi
e quello che succede,
il passo frettoloso
di chi non conosce la meta,
il senso del viaggio

o solo una foglia senza casa
portata dal vento.

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trovato in giorni di foglie
di alberi e di cose inattese

echo

indépendance - le noir
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Fotografia di Szeike

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Il guaire dei giorni
è già eco
ora che nessuna ombra
fa ritorno.

 Un silenzio senza distanze
cade come di lino
sull’aria d’acqua
di un settembre nato stanco.

In bianco e nero
quello che arriva dalla pioggia
come filtrato da altra memoria:

quella in cui tutto è già successo
ora che la riguardo.

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Ciao Soul, compagno fedele
per dodici anni e settantaquattro giorni.

Amour éternel

indépendance - père
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Giovanni Niccolai, 13 ottobre 1925
13 settembre 1989 – 13 settembre 2009

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da un articolo che ti riguarda
apparso questa settimana sul periodoco mugellano
"il Galletto"

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Mamma fece scrivere
“uomo onesto, leale, retto”
sul manifesto che annunciava la tua morte.

A distanza di vent’anni Angela e io riconfermiamo le sue parole.
In vent’anni di Assenza è stato piantato l’abete che volevi.
Solo le tre viti d’uva non hanno resistito i lunghi, rigidi e inimmaginabili inverni.
Neanche mamma a dire il vero.

Le mancavi e ti ha reso presente ogni giorno alla sua tavola,
nei suoi silenzi, in ogni suo gesto,
rendendoti presente nella stagione in cui ci è stata accanto.
In vent’anni sei anche diventato nonno:  Giacomo ti somiglia molto:
indossa di tanto in tanto le tue cravatte.

In vent’anni non sei sparito dal cuore delle persone
che ti hanno anche solo conosciuto. 
Attimi è quello che ora ricordano e in cui tu, per mezzo loro, rivivi.

Oggi ci piace immaginarti di nuovo con mamma.
Starti lontano oltre vent’anni era forse per lei, troppo.
Chissà se siete nella spiaggia più pulita del mondo 
o se siete semplicemente,  vicino a noi, Accanto.
Ora che qui è vuoto intorno, affacciatevi almeno nei sogni.
Diventate vento e neve per i nostri inverni
e fatevi sole almeno al risveglio o nell’ora breve del tramonto.

Ora prenditi cura di mamma e pensa a tutti noi, 
fra una battuta e una burla, di tanto in tanto.

La firma potrebbe essere di Beatrice
ma credo anche di Angela, Marcella, Giacomo, Francesca (che ancora ti ricorda)
e di tutte le persone che ti sono state vicine
o che hanno semplicemente di te un Bel ricordo.
 ***
Personalmente ti ricorderò presto a Borgo San Lorenzo,
nella via del tuo babbo, Via Francesco Niccolai, 
in una serata di poesia e musica con Orsetta Foà, attrice (figlia di Arnoldo Foà),
Enrico Nascimbeni , cantautore (figlio di Giulio Nascimbeni,
il “maestro della terza pagina del corriere della sera”- e critico personale di Eugenio Montale)
e  con Lina Bernardi, attrice
(pane e tulipani, non ti muovere, la stanza del figlio, l’ultimo bacio I e II, ed altri…).
Figli di Grandi padri, insieme a me, per te,  babbo.

Beatrice

giorni strani.
fra il vecchio e il nuovo
c’è tanta strada da fare

l'espace vide

indépendance - l'espace vide
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Fotografia di Susan B.

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Il mio centro è come sempre
un bicchiere capovolto.

Fino a dieci anni ci partorivano monete,
le lucciole.

Ho capovolto tutta la mia vita,
con me al mio centro.

S’è capovolto anche il bicchiere
 e sono volate via le lucciole.
.
Mi sono spremuta le mani
perchè avevo sete
e sono volate via queste parole.

en blanc et noir

indépendance - Mike Bongiorno nel 1960 a casa mia
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Mike Bongiorno a casa mia, 1960

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Ci sono qui, nella casa dei miei, ora di mia sorella.
tanti luoghi che raccolgono passati e segreti.

Fra qualche giorno
sarà il 20° anniversario dalla morte di babbo
e con Angela ci troviamo a percorrere ricordi.

Dovevo scrivere tre righe per ricordare babbo
sul giornale locale così ci siamo cimentate a cercare
foto di babbo e mamma. insieme
ora che ci manca ferocemente anche lei.

Nelle loro fotografie ci siamo spesso noi.
Inutile dire la commozione nel trovare scatti d’altri tempi
con noi bambine  o meglio ancora
quelle in cui ancora eravamo solo un probabile progetto.

Dal cassettone delle fotografie
è saltata fuori questa, datata 1960.
E’ il retro di casa, dove un tempo babbo fece fare
un cinema all’aperto.

Dalle mie finestre vedo quel giardino,
luogo d’infanzia e di sogni
dove la vita non è ancora
quello non t’aspetti.

Era la stagione delle fragole,
degli odori che fanno ricordo
e certezza d’appartenenza.

Ora è vuoto intorno
e il passato solo una trama di ricordi.

E sono giorni in cui quello che è stato
è una pellicola che rivediamo in silenzio,
dentro noi.

Poi ci guardiamo
e con Angela confrontiamo i fotogrammi.

In vent’anni ci sono angoli di casa
che sono rimasti intatti.
Le sue pipe, le sue radici d’albero, le sue collezioni,
persino un faldone con scritti di me adolescente.

Aperto con pudore, senza sfogliare tanto
per non perdere almeno lì il suo odore,
abbiamo ritrovato un primo articolo che mi riguarda.

In questo tempo in cui le radici
sono la sola forza delle stelle,
attraversiamo il tempo

con un morso ai frutti maturi
e uno sul cuore, fino a colorare
il nostro piccolo universo.

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l’autunno torna ogni anno più forte.


raison d'être

indépendance - jeux
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Fotografia di Susan B.

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Mi sveglia ogni giorno
quel pensiero fra le costole
e il suo esserci che batte.

Sembra una persiana rotta
semichiusa su un ricordo.

Solo i cerchi d’un lancio
incantano i voli delle anatre,
o semplicemente uno sguardo.

Che bella ricchezza
l’esserci ora nonostante tutto;
percepirti presenza
in quella forma ch’è già eterno
in un dove che non sappiamo
ma dove stiamo
– per separate vie –
andando.

Respirarmi nel muoversi delle foglie
ed essere radice e resina
d’un giorno in cui
fosti tu il motivo esatto
del vento.

E ancora sbatte
come una persiana rotta
sul quel nodo triste ch’è oggi

innesto o frutto selvatico
nato
in una notte di luglio. 

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trovato in due ore di sonno

dernière étoiles

indépendance - fille
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Fotografia di H. Tulla

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Credo di non aver scordato nulla:

neanche il tuo nome
inciso nel cielo e nella radice del faggio
e sul mio cuore che batte vertigine
anche senza tacchi.

A due passi da Dio,
proprio quando ne vedevamo l’ombra
siamo caduti nella voragine dell’inferno,
smarrendo del tempo,
lancette e quadrante.

Un fiume largo si stringeva
in viottolo di polvere
perchè tornassimo dove l’attimo
s’era smarrito
o dove credevamo d’averlo intravisto
come un animale morente.

Ora che ho attimi
si muove la luna fra le foglie
la donna piange il suo silenzio;
corre slegato anche da Dio 
l’animale ferito 

fra le ultime stelle.

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trovato fra diverse cose.
in realtà cercavo l’infradito sinistro
da usare come ala destra.

les feuilles d'automne

indépendance - après les temps
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Fotografia di H. Tulla

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.Ancora sogno.

Il tempo è una carrucola nello stagno,
preleva fango
come nell’esistere giorno dopo giorno.
Solo le foglie anticpano i passi.

E ancora piovere.

Dal basso verso l’alto,
come i primi fiori di maggio,
come una vertigine
che danno i voli, gli abbracci
o questo tempo
dalle pareti spoglie.

Le prime luci dell’alba
sono sempre i ricordi,
poi diventano miraggi dello sguardo.

Nella pioggia d’autunno
cadono anche le foglie.

Dietro le tende del vivere
si avvicinano le parole.

Solo loro.
Come ogni giorno.

.trovato nel tempo che passa,
che cambia e non cambia mai.