beaucoup

jeunesse

.

"mamma, ho cambiato idea, torno a casa questo weekend, arrivo fra un’ora"

oddio

Ho imbandito i sensi di colpa con cose da dirti e da lasciarti fare.
Ho accumulato pensieri per lasciare spazio
ai tuoi e alle tue emozioni.

– Ti sei fatta capelli e hai un trucco diverso, oggi.
C’hai pure il fard!
(come sai che si chiama fard?)
Sei proprio gnocca mamma
– Cazzo, G, appena arrivato già inizi con le stronzate?
– No, ma mi mancavi.
– Anche te mi sei mancato.
– Senti mamma, ma quanto devo rimanere lì?
Sei fuori anche la prossima settimana?

Allora mi mordo la lingua, prendo a pugni il cuore,
mi torturo così, ormai quasi per abitudine,
ingoio cemento per trovare un respiro.

miperdoneraimai?

– Non lo so, davvero. Un mese, due ancora?
Ho da pensare a me, ora,
al lavoro, alle mie cose
mettere dei punti, delle virgole
e da solo tu a casa, mentre non ci sono, …tu non puoi stare.

Mi lavo la coscienza così.
Scalo la marcia, ricerco il punto.

Ma dove cazzo sta il punto?

.

Cambio discorso, chiedo degli studi, del teatro, degli amici.
– Ah mamma, stasera rimango fuori da L. a dormire.
Posso, vero?

Come accidenti faccio a dirti, "no, non puoi"?
– Certo che puoi. Se potessi verrei anch’io.
(ma sono tua mamma e io non posso mica tritarti i coglioni)
Penso che stai crescendo, come crescono i tigli lontano dai cipressi.
Sei una sequoia giovane
hai profonde radici che non riusciamo a vedere
se non con quella trappola che è l’anima.

– Mamma, sai, mercoledi devo spiegare io a scuola
delle tecniche di disegno.
Come faccio a spiegarti che presto partirò un pò per l’estero e non per lavoro?
Bene, non ti spiego niente e continuo ad ascoltare.

ascoltare
ascoltare
ascoltare

mi guardi dentro.
chissà se tu dentro mi vedi quel punto che io non trovo.

– Mamma a che pensi?
– A Te. Mi sei mancato.

t  a  n  t   o

peròmiscappadapiangereenonpiango

liberamente tratto dall’album di famiglia