l'attente du jour

indépendance - mains

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Occupo la stanza numero quaranta
che ha una finestra aperta su tutte le precedenti.
Da lì vedo tutti i treni che sono partiti
senza conoscere le destinazioni.
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S’intravedono solo
le finestre dei palazzi vicini,
con le luci accese.
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Qualcuna si spenge solo all’alba,
senza aspettare l’odore del pane
per le strade d’inverno.
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Si muove con pudore
solo il rumore che fà il silenzio
senza svegliare il desiderio.
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All’alba chiude bottega anche il vinaio,
legge prima di entrare nel suo destino
le ultime notizie sui giornali.
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Fischietta da sempre un motivo ancora da musicare
che sono le madonne appese alle attese
coperte da fiori di bestemmie.
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Apre l’uscio di casa, sale le scale,
accenna un saluto alla sua ombra,
si siede a vedere sparire nel chiaro del giorno
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le ultime stelle.

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trovato guardando fuori.