parole a rendere

tre secoli di punte

 

Avevo diciott’anni quando i miei genitori
pensarono bene di regalarmi qualcosa di particolare.
La maggiore età è data da ricordare…

Andavo tutti i giorni nello studio di un maestro d’arte
un anziano eclettico
artista di bronzi e ritratti in rilievo.

Mi sedevo puntualmente sullo sgabello
mentre lui plasmava la creta umida
cercando di dargli la mia anima.

L’anziano artista mi parlava addosso i suoi quasi
ottant’anni di vita
misurata dal borgo benpensante
e evasa dalla sua anima ribelle.

All’epoca frequentavo un tale di una comune
vent’anni più grande di me

L’anziano mi guardava e diceva…

– "Sei giovane. Hai tutta la vita davanti. Assaporala tutta. Anche quella che non vuoi."
– "Facile da dire. Ma come?"
– "La gente parla molto nei paesi. (Fregatene) e vivi"
– "Non m’importa molto del giudizio della gente"
Sai. Sono stato a confessarmi settimana scorsa e parlai a lungo col parroco.
Avevo molto di cui farmi perdonare. Chiesi al prete di perdonarmi di tutto
quanto io non ho fatto nella mia lunga  ma purtroppo breve vita.
Avrei avuto molto da fare ma che non ho fatto. Tu vivi. Non rinunciare"
– "Lo farò. Cercherò di vivere anche per lei, professore. Ci conti"

Iniziai a sbagliare tutto nella mia vita
in cerca della vita da vivere
o quella sfuggita all’anziano professore.

Sono passati vent’anni da allora
e penso che il regalo più grande
non fu il bronzo che mi guarda qui nello studio
ma le parole dell’anziano proessore

Riecheggiano sempre
come parole a rendere
come una danza solitaria

Ma quegli errori
Dio, che cosa meravigliosa
come la prima doppia piruetta
di  Hanne Heinel