le chariot traînard

indépendance - réveil

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Capirai mai 
il capovolgersi dei giorni?
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Capirai mai dov’è che mi sono persa?
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Era un giorno di vita
la sua esplosione è di ogni mia notte, ora,
l’ascolto del frusciare delle stelle.
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Una noia che si sopravvive
pensando ad altro,
come un analgesico
cercando con le dita i contorni
del niente.
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Chissà sotto quale menzogna
vivono gli angeli
e perchè mai tu li accompagni.
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L’ora più breve
è quando sciolgo sulla sera i capelli,
quando degli arcani non hai mai avute le  risposte
e diventi nel gioco di fumo,
le domande.

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Trovato nel mazzo degli arcani maggiori

feuille étanche

indépendance - un jour

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Arriverà quel giorno
in cui mi sorreggeranno le foglie.
Stasera erano un infinito tappeto stanco,
stanco come il rumore d’autunno
di certi discorsi.
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Sotto ai pensieri dei tigli
ho trovato le mie scarpette laccate
ch’erano le mie fotografie
nell’aiuola di rose rosse.
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Era il tempo prima dell’avvenire,
era il tempo di fragole e passeggiate,
era il tempo prima che iniziassero
a cambiare le stagioni.
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Nella preghiera del silenzio della notte,
i rumori dei vetri rotti
mi riaccendono i tuoi occhi infranti
laddove ora ricordano i morti
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Un faro illumina la memoria
e oscura il silenzio dei perdenti.
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Si muovono come d’autunno i  mie passi
mentre stride il buio al cuore
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nel rumore delle foglie

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trovato camminando nel buio del parco stasera

réveil blanc

indépendance - les nuits

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Rammento ancora l’ultimo risveglio,
ero dentro me,
tornata fuori, solo per cercarmi
con la mano.
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Ho trovato me
negli appuntamenti mancati
e in ogni traccia smarrita del sogno.
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Un fazzoletto,
dopo aver  trovata la mia mano
sventolava dalla mia vita,
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infinito e bianco

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Trovato nel giorno in cui
ho cucito un paracadute da un fazzoletto bianco

comme d'habitude

indépendance - passé

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Ti scrivo ancora da quel luogo nascosto
dove candendo nel mio abisso,
ho perso le parole
e trovata la capacità di dirtele.
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Dicono nasca una luce viva
negli occhi di chi deve farsi strada nel buio.
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Ho lucciole come anelli,
sono i maschi che richiamano le femmine.
Sono odori d’estate e ricordi,
sono la femmina che fievole s’illumina e cerca aria
come una candela che brucia nel buio.
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Odore di distanze lavate a mano,
tempo, speranza, attesa,
 che nei giorni non consumano la memoria.

Ceneri, fiori e mirtilli
su davanzale dove dormono i gatti,
dove si rincorrono e perdono
come sempre, come mai,
affilandosi il cuore
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i soliti discorsi

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Trovato nelle mie stanze
nella penombra del destino

âme jeune

indépendance  - la jeunesse

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Guarda alla vita,
come guardi al sogno.
Non un rimorso arresta il giorno.
Fortunatamente
ci hanno regalato la libertà del pianto.
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L’alba è la ricchezza
di chi conosce la notte,
una sorgente aperta nel cuore
disseta le stelle.
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L’anima bambina  è un coro d’angeli 
che gioca a campana
sui marciapiedi rotti
del mondo

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Trovato all’alba

contour

indépendance - contour

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Sempre mi ricorderò di me,
quando la notte abbandona il buio
in un buio chiaro
dove la vita è il già vissuto,
dichiarato e perso.
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Delle mie sconfitte
non sarò mai la battaglia,
forse il campo abbandonato
dove la vita si consuma.
..
Nel dopo,
l’anima mi cammina fuori dal pensato,
come se stesse passeggiando
su un sospiro.
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Sempre mi ricorderò di me,
quando anche il giorno si spoglia del sole
e si veste delle solite ombre appese al cuore.
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Sempre
giocando a rincorrere l’ultima stella
caduta su un marciapiede,
accarezzando con un dito i contorni del vuoto
.
 la vita succede

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Trovato nelle mani

inscrit

indépendance - dans le noir

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E’ un odore che non tradisce la memoria,
che sopravvive la dimenticanza.
L’odore inconfondibile dell’appartenenza.
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Siamo stati il latte del nostro tempo
e l’impossibilità di avariare nel monologo dei giorni.
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Ho seni sempre pronti ad allattare
la sete di appartenenza
e la donna è già oltre i sassi levigati dallo scorrere
del fiume, prima della foce.
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Erano buoni certi odori
che ancora vedono nella luce delle lacrime,
visioni lontane di ricordi.
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Piccole barche di carta
costeggiano, percorrendo il mare delle lacrime,
i nostri giorni.
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In una ancora è iscritto alla vita
il mio nome

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Trovato nelle mani e nella sigaretta

viens II

indépendance - viens...

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Allora vieni e conducimi oltre.
Del mio buio son quasi chiuse
tutte le finestre.

Vieni
e solo attraversandomi lo sguardo
tu capirai dove nascono
gialle e profumate le ginestre.

Tante cose raccontano bocche d’altri
senza mai chiedere
cosa abbiano raccolto negli anni
i miei sensi.

Ed è vento,
un vento forte che sbatte
tutte le persiane.

Io, da oltre il già successo t’osservo
e ho aperto il mio porto al mare
perchè tu possa

come onda che restituisce
il respiro al sale

arrivare

.
Per Te
anche se sembro distante

dans le noir IV

indépendance - regard

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Stai oltre,
molto oltre le insenature
dove abbandoni in me il mare,
dove il riflesso di un giorno
trafigge il lento ritirarsi nella marea
delle onde.

Tu sei oltre,
dove non bagna la terra, il mare,
dove il vento trascina memorie,
dove abbiamo ormeggiato
in un giorno eterno ogni futura esistenza.

Più costante del vento
è il labirinto in cui esisti
in me e oltre.

Rumori lontani
come il frusciare delle foglie morte
ricordano che nella vita
qualcosa simile ad
una maledizione,
o forse solo come la condanna a ritrovarla

esiste

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Dal buio, dal mare che nuota le mie onde
nel maremoto io sto sempre sotto

chouette

indédpendance - tout bas

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Certi piccoli sogni
non svaniscono nemmeno se li svegli,
sembrano così veri anche se dispersi
come un saluto di ieri
che apre nel ricordo, ogni domani.

Accompagnano la fatica del vivere,
come un vizio da cui dipende
il volo degli stormi.

Solitaria
nel tronco d’albero,
nidifica i suoi lamenti, la civetta.

Squarcia il silenzio
come un lamento di donna,
per la vita, tutta la vita che ci dà il buio.

Nido di rondine
è l’arrivo della primavera
e lei l’aspetta solitaria nel fiorire della notte.

 Donna dai grandi occhi
addestrata a guardare solo nel nero del buio,
come fosse il suo diritto di sopravvivenza,

senza più alcun lamento,

aspettandoti,
canta

 

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dalle mani e dagli alberi