voix d'attente

indépendance - jeune fille
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Fotografia di Nika Fadul

Anche la voce
sarebbe tornata a tacere
per gli spazi infiniti del silenzio.

Pensai che fossi tu le parole
per la mia bocca.
Ed ebbi fame ed ebbi sete
senza riuscire a chiedere acqua o pane.

Diventai l’attesa,
un dialogo fra sordi
e diventai acqua e diventai pane.
Diventai lo stupore di qualcosa
che è troppo vivo per morire.

Imparai la gioia della sete
e la fortuna della fame.
Tu eri breve e prezioso
 come le briciole.

Furono foglie d’autunno
a ricadere morbide sul tempo
ed io t’avrei lasciato la vita
per eterni sospiri d’inferno.

Anche la musica diventò silenzio
e s’assopirono sotto le foglie
le radici, le pieghe del cielo,
i giorni.

Nessuno poteva immaginarlo
dove ebbe inizio il tramonto.

Doloroso come un pruno sul cuore
– ruppi il silenzio –
e parola dietro parola
inseguii la sete e rincorsi la fame
e iniziai come fossi rinata,

ad urlare.

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Trovato giorni fa e riuscita a postarlo solo oggi.
Curiose cose fa la rete.

patience

indépendance - patience
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Fotografia di Nika F.

Muta e incerta pazienza
cavalca la sera sul dorso di una foglia.

Noi eravamo le corse
delle gocce sui fili d’erba,
la bellezza di una coccinella
dove fortuna manca.

Stavamo su due piante diverse
impollinati dal tempo,
 stuprati dalla storia.

Ed eravamo quel silenzio composto
e mai volgare
come la grandine nelle corolle dei fiori.

Ma la pazienza
ci cresce ancora dentro
dove il vuoto è viottolo impavido e brullo
che porta e allontana l’inferno.

Di tutti i sentieri
oggi si è nostalgia di futuro,
curiosità acerba
o due semplici gocce d’acqua
che pazientemente si avvicinano
sul dorso di un’unica foglia.

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trovato così, stanotte.
fra due ventilatori.

au fond des choses

indépendance - histoire
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Immagine trovata in rete e rielaborata

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Rumoroso silenzio,
commuove come d’autunno l’aria
e il sospetto si fa certezza
dietro le ombre della pietra.

L’avevamo previsto.
La vita separa sempre
l’inseparabile
e spezza pane bianco
alla tavola di chi non ha fame.

Ce l’eravamo detto
anche prima che accadesse:
la vita è un treno che deraglia
mentre ci prepariamo all’incontro.

Doppiamente stretto
alla fronda più fragile del salice,
il cordone che ci unì in vita
si sprigiona nell’assenza
come un vento senza patria
in vagiti di tenerezza.

Uno strappo in cielo
bagna la terra,
e ancora più oltre
dove nulla è visibile,

rafforza e protegge
gli abbracci della radice.

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Nell’ora della memoria.
Diciassette mesi dopo, manchi mamma.
E quante cose vorrei poter condividere ora che…

à l'ombre des étoiles

indépendance - l'autre regard
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Fotografia di Karine

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Su quale traiettoria
si levano le stelle
e ammutoliscono il silenzio
come se viverci addosso,
non sopportasse
il peso dell’aria.

Le strade di polvere
indicano la sorgente,
il rifugio o il parapendio
da cui lanciarsi.

Non saremmo morti
nemmeno stavolta.
succede sempre così
ogni volta che ci riesumano i sogni.

Un certo vivere è
coniugare tutti i verbi dell’inferno
ed essere all’infinito la carne
della sua presenza.

Una linea sottile divideva
il cielo dalla terra
come disegnata dall’equilibrio
delle stelle,

ombreggiata di luce,
la notte.

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trovata nel silenzio

un jour seulement

indépendance - aimée
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Fotografia di J. Kalyn

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Quella certezza
che accompagna ogni mio dubbio,
che lo mortifica
ogni volta che sogna
e si sveglia in altra distanza
dove per nostalgia
già inizia il ricordo.

Sono già aperte
le finestre da cui la vita entra,
da dove il moscone esce.

Si formalizzano solo le ombre,
dietro i drappi scesi sui vetri
come occhi socchiusi di donna.

Un giorno soltanto
potrà rimediare a tutto questo.
E arriverà di sorpresa
dalla porta lasciata inavvertitamente
socchiusa.

Si siederà al centro del fatto
e tutto sarà compiuto.

Naturalmente porterò per bocca
altri nomi, altri luoghi,
altre storie e l’attimo sarà lì
– vicino ai drappi mossi dal vento –
a sorprendere il mio stupore.

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Trovato nella vita che succede
e che mi soprende
a rubarmi fragole dal mio frigo.

là-bas

indépendance - fleurs
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Fotogrfia di Janaiz

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La vita scandiva la vita,
come ad intonare quel "la"
dove tutto ebbe inizio.

Là ci incontrammo un giorno
e sempre là ci perdemmo,
come se quel "la"
fosse il non-luogo assoluto
in cui la vita ancora si compie.

Tanti "la"
non sono mai arrivati qua
e mai vedrò
e mai ti ritroverò.

Eppure siamo entrambi in un "la"
di lontana appartenenza,
"là" appunto.

Dietro il prato fiorito
dei nostri inverni.
Al di "là" delle cose.
Entro questo là che non ci appartiene.

"Là"
Negli angoli sopresi
della vita che surccede.

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Trovato nel sonno
o forse solo nella stanchezza
prima di coricarmi.

memoire du vent

indépendance - le vent
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Fotografia di Nika

Per muta pazienza
s’increspano prima dell’orizzonte
le onde.

Qualche pensiero stride
laddove  non arriva la foglia.
Il remo in barca
ne è una conseguenza.

Eppure
per solo dovere di memoria
non vorrei scordare nulla,

Nemmeno il grido d’impotenza
di me perdente
o quegli artigli di vento
arpionati sulla mia resa.

Solo per muta pazienza
apre e chiude gli occhi,
nei gesti di un faro,  il tempo:

quel tempo senza giorni 
che nonostante tutto
prima che arrivi l’orizzonte

passa.

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Trovato così, nell’aria di primavera

réveil du printemps

indépendance - reinassance
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Fotografia di Nika

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Le stanze vuote
respirano la notte
e sembra che partecipino al sogno.

C’è un nuovo odore
in cui m’addormento:
il resto è sussulto di ombre,
di incensi di sandalo bruciati,
di una catena che il vento ha spezzato.

La vità che succede
ha la sua verità
in quello che non è successo
e l’attesa è un albero
che si riveste di timide foglie.

La brace
è la costante di un tempo
che si consuma fra gli alari.

La certezza dell’immediato ora
è il rintocco del cuore
il sasso che riconosce la mano,
il sole che filtra dalla distanza,
riconoscendomi nell’errore
e non dalla forma.

Eppure la costante è sempre quella:
inquietudine e tenerezza
al risveglio.

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Trovato così senza cercare, fra le mani e il cuore.

l'ange et la femme

indépendance - la pensée
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Fotografia di Barbara D.

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A caro prezzo
pago la tua assenza
e ancor più cara mi è oggi
la mia presenza.

Un mutuo con la vita
che si estinguerà
con l’ultimo volo degli angeli,
fra le larghe foglie
degli angeli della terra.

Succedono d’impovviso stagioni
come certi temporali estivi
racchiusi dentro la notte.

Riflette la stagione migliore
sugli asfalti
che non abbiamo mai percorso.

I nuovi incampi
come incensi di sandalo,
ripuliscono l’aria
dai vecchi ricordi.

Si alzi prima dell’alba
la donna che aveva perso nei tuoi occhi
interi calendari senza giorni.

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Non esattamente voltando pagina.
Decisamente cambiando libro.

le soupir d'une pensée


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Fotografia di A. Snaps

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Mi ritrovai alla fine di un pensiero,
seduta in disparte,
già di spalle all’estraneo
che credevo di conoscere.

Di spalle va e viene il tempo,
qualche volta piove sulla solitudine:
i sospetti riscaldano l’aria
ed evapora la pioggia.

I colori arrivano d’imporvviso
in stagioni senza tempo,
scolorite per eccesso di memoria.

I piedi del viandante
provano amore
anche per la capigliatura d’un albero.

L’ombra del cercare
ristora il viaggio
dei carcatori di coralli
che hanno le mani impigliate
fra le radici e le zolle di terra.

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Trovato credo principalmente
nella scarsa disponibilità di tempo
e dunque nello stupore.