maternelle II

indépendance - Beatrice Cenci - fotografia di Julia Margaret Cameron

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Tu come me hai visto figli nascere
e ti addormenti come uno di loro
sul seno gonfio
e vivo di latte.
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Succhi la vita da un giorno di pioggia.
Quella che lava e irriga
ogni pensiero sul mio corpo di donna.
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Il mio Amore è un figlio orfano
che cerca e domanda
l’origine, il senso e il perchè
del suo essere
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nel nome sconosciuto
del padre.

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Per la difesa della Legge 194
Maternità non è procreazione. Maternità è capacità d’accoglienza.

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trovato nella stigmate del cuore

les ans

indépendance - femme

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T’accolgo e raccolgo
fin dentro la pioggia
per regalarti ai mali del mondo.
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C’è un principio d’egoismo
in ogni donna che sia mamma
perchè il futuro sia già un nome
e una storia in cui vivere
nei giorni dell’oltre.
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C’è un Amore insondabile
nelle stigmate che non mostrano le donne
come fece il cristo.
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Occhi come confini di mare
fra i giochi di biglie colorate
nella forza disperante dell’erba che cresce.

Seduta nella distanza
creo aspettando,
 l’attesa.
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Di tanto in tanto,
mentre rotolano gli anni
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un veliero appare

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Trovato in diciassette anelli
di un tronco

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Cliccando
QUI ogni giorno
puoi regalare un pasto a chi ha fame.

soleil

indèpendance - la tendresse

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Tanti inverni
conoscono il segreto
del filo d’erba.
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Anche oggi, il tempo nasceva,
nasceva e cresceva nei discorsi del padre
dove gli occhi della madre sono
il tuo specchio.
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Un timido specchio d’acqua
in mezzo alle montagne.
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Lì sono nati i nostri fili d’erba,
e sono sbocciati fra le nostre braccia,
i tuoi abbracci.
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Esiste un tempo per prendere,
un tempo per ringraziare
e un tempo infinito per restituire
senza chiedersi quanto durerà
la fioritura del melo.
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In te fioriscono prati e ginestre
anche nei giorni della merla.

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per la splendida persona che sei, Giacomo.
unitamente pensato a tuo padre, oggi.

écoutent Bach

indépendance - eau des fleurs

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Era di vimini,
il vuoto che avrebbe sostituito
i respiri dell’attesa.
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Tanti fiori sono nati,
e tanti ne hai visti calpestare
in questa mia terra
ch’è di noi, la genesi
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In ogni giorno abbandonato dal sole
trova rifugio la mia vita
nelle tue radici

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oggi, sedici anni fa avevo già il parto aperto
ed ero in casa ascoltando Bach

racines intérieures

indépendance - le rèveil

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Solo tu conosci
la fatica dell’essere figlio
di un temporale che scuote
dagli alberi le mele.
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Solo tu conosci lo spezzarsi
nell’oceano silenzio
l’albero della mia nave senza più vele.
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E conosci la profondità del buio
perchè con mano figlia
lì sei venuto a cercarmi.
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Ricordi ancora quanti anni
ha partorito il mio silenzio?
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Con la premura della mano,
mi hai tolto una trave dall’occhio,
per mostrarmi quanto fosse diventato adulto
il tuo sguardo.
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Sono figlia di quel tuo abbraccio
concepito in una domenica di neve
in una soffitta.
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Sono figlia della mia dolcezza,
quando l’albero fiorisce nella notte,
sfiorandole, una ad una
tutte le stelle.
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Del mio albero
sono radice e sono capigliatura di foglie,
tu sei, maestoso e vitale

tutta la linfa che lo sorregge 

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Dalle radici del cuore

petit homme

indépendance - les temps

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Chiedi del passato
e lo cerchi negli armadi dei ricordi,
per immaginarlo indosso ad ogni domani.
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Mi sono allargata in pazienza,
mentre si sono ristretti nel calendario, i giorni.
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Del tuo domani sii ogni tuo presente,
come arco di ogni tua freccia,
sii del tuo destino la linea d’orizzonte.
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Interroga tutti i tuoi dubbi
e finchè ne avrai, sarai re delle certezze.

Nei segreti del silenzio,
fra nuvole che pascolano il cielo
e un sole che buca l’aria
troverai la curiosità delle risposte.

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Ha una sua melodia,
come rigenerato dalla vita
il cadere delle foglie

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Guardandoti crescere

couvrons-nous

indépendance - nudité

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Tu sei la consistenza dell’abbraccio,
dove la femmina diventa
un immenso campo incolto
con un bambino che ci diventa uomo dentro.

Con quella camicia persa alla nascita,
strappata nella crescita,
ancora tenta di coprirsi la donna
mentre raccoglie nella fatica del giorno,
il fiore strappato.

Tu non lo sai, lei ti vive dentro
in un silenzio che non risponde,
dove tramonto e tenerezza
hanno lo stesso timbro di voce.

Ascoltala la vita,
pronta a rinascere ora e sempre, madre.
 Lei come me,
figlia
della tua storia

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Dal diario senza carta di me mamma

l'Appartenance

indépendance - histoire d'un jour

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Entro dal buio in camera per vedere se ci sei.

In tanti, troppi giorni, il letto è vuoto
e l’utero si fa coperta, tessuto,
pelle, sangue e abbraccio di cotone.

Una maglia lasciata nel mio vuoto
con dentro tutto il tuo odore.

Tu sei quel giardino che fiorisce anche in inverno
dove mi irrighi, fiore di campo
premuroso e attento
nenache tu fossi il giardiniere di una reggia.

Certi fiori
sono preghiere che salgono al cielo
in cerca della pioggia, di dio
o di una nuvola dove addormentare
la stanchezza della donna.

Certi fiori
vivono nel silenzio delle cose
dove oltre e dietro la fitta siepe
 la strada si fa storia

E’ di noi una donna che va
a piedi nudi nella polvere

con un maglione stretto intorno al cuore
con lei e il suo bambino
abbracciati dentro

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Dall’utero del cuore o dal cuore dell’utero.
basta che ci sei te, Giacomo

les jours

indépendance - petite

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Non ti dirò che il bosco fa paura,
non ti dirò di schivare le onde,
nè ti chiederò di sopportare le nuvole,
ma ti pregherò di avere sempre sete.

Ho spento le candele
e acceso la prima luce.
Ho riposto la bacinella e riaccesa
una lavatrice.

Non ti dirò che vivere mi fa un po’ paura
ma ti racconterò degli uccelli del bosco
e dei segreti che stanno nelle radici
per non parlarti delle belve
che si vestono con le camicie.

Non ti dirò
la fatica nel rispondere a salve
quando mi si chiede come sto,
e i miei vestiti con me dentro sono lì
e l’anima altrove.

Ho spento la testa
e acceso senza osservare precedenze, il cuore;
segnala verde anche al rosso,
e lampeggiano gli occhi,
in un pericolo che ignoro, giallo.

E’ il primo segnale
per dirti che ho quasi deciso di scendere
dalla realtà ed entrare nel sogno.

Figlio,
io domani rinasco

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Lettere a Giacomo
sperando che la tua tenda sia piantata bene
fra il cuore e l’anima – il resto è solo noia

arbre

indépendance - les temps

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Guardo a te,
come si guarda con stupore alla vita,
nella tenerezza
ch’è del tempo, conferma d’essere.

Hai piantato una tenda stanotte in mezzo al bosco.
Fragile e forte,
il vento non l’ha spostata.

Racconti della vita che vivi
nel rumore del silenzio,
dove fra le foglie che cadono,
siamo eterno divenire.

Radice del mio stare,
eri orgoglioso della tenda che ha resistito
mentre altre sono volate,
trasportate dall’assenza di fatica.

Non è altro la vita, se non rischiare
alternativa al violentare il cuore
senza farlo godere.

Prendi tre foglie e legale in una
collana di parole
e consegnala al dio del bosco,
come in preghiera,

rispettando cielo e terra,
sii della tua vita

il grande timoniere

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La tua prima vacanza organizzata e pagata da solo
facendo con gioia, nelle tue ferie, il cameriere.