le vice

indépendance - la main du temps

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Fotografia di Labo Lau

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Sciogli vizi e giorni
con quella mano con cui
accarezzi il maschio e i ricordi.

Ho annodato
anche un tormento di fumo che sale
fin sul dorso della luna
a proteggere memorie.

Niente di diverso
da quello che appare.
In un sorso di vita galeggia il mio tempo
e quello che ne rimane.

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trovato nella consapevolezza
che i miei vent’anni son passati da vent’a
nni

QUI
un articolo su "Vivi Piacenza"
su Deborah Marini e me

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femmes IV

indépendance - Martina Furlan

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Martina Furlan di
‘paso libre’
durante lo spettacolo di poesia di Beatrice
‘le nostre donne’, Venezia.
Fotografia di
Giuliano Brandoli

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Le nostre donne: serata indimenticabile
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E’ stato un successo!

Le poesie di Beatrice Niccolai hanno incantato il numeroso pubblico (auditorium esaurito).
L’attrice Valentina Longo ha interpretato le opere di Beatrice con sentimento,
accompagnata dalla chitarra di Andrea Marzari;  
la ballerina di flamenco Martina Furlan ha trasportato i presenti dentro i vortici dei suoi passi andalusi;
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il poeta mestrino Alessandro Bon ha parlato del suo percorso artistico e personale,
declamando alcune sue composizioni.
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Infine Claudia, con la sua voce vellutata, si è esibita in un pezzo dolcissimo
accompagnata dalla chitarra di Andrea.
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Molto apprezzata anche le scenografia dell’auditorium:
atmosfera soffusa con tavolini attorno ai quali erano seduti gli spettatori, in ogni tavolino una candela.
Le luci ed l’impianto audio sono stati magistralmente gestiti dai tecnici
della compagnia teatrale Arte Povera con il coordinamento del regista Francesco Boschiero.
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Associazione Culturale Territori e Paradossi – VE

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E’ stato il primo spettacolo creato esattamente come volevo io.
Giuliano dell’Associazione Territori e Paradossi ha coordinato perfettamente le persone
seguito l’evolversi della creazione dell’evento.
Un lavoro di due mesi…
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Oggi credo che Giuliano abbia capito il senso dei tavolini,
delle candele, della luce soffusa,
della voce e delle movenze delle donne.
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In questo evento è stata fondamentale la partecipazione degli uomini.
Dal regista, i tecnici audio e luci, i musicisti.
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Dietro le quinte erano davvero tanti.
una quindicina di persone che hanno reso possibile tutto questo.
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Ad ognuno di loro, agli Amministratori,
alle donne dello spettacolo,
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le nostre donne
dicono

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grazie.

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trovato vivendo

femmes II

indépendance - Martina Furlan

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Martina Furlan fotografata da Giuliano Brandoli
allo spettacolo ‘Le nostre donne’ di Beatrice
Venezia, Sabato 1° marzo 2008.

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il gazzettino del nord est
Venezia Kataweb

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… In finale di parola poi mi hanno chiamata sul palco
e quello di sicuro non è il mio posto.
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Trovato nello stupore, nella commozione
nella bellezza degli abbracci,
nel cuore delle persone.

demain

indépendance - prière

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Sai di sale
inodore è in te ogni onda del mare.
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Mi placo con rassegnazione
e nella vita che non chiede,
mi lascio trasportare dalla corrente.
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quante mani hanno sorretto
il tuo crollo?
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Giorni a perdere
s’incamminano nel domani
come qualcosa che non ha senso
il finale dei miei giorni.
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Come un mare tenuto vivo
dallo scroscio di un rubinetto.
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Ho pernottato nel tuo pensiero
una vita sola
ed ho già prenotato
per tutte quelle vite che ci  separeranno,
per vederti solo entrare e uscire
la notte
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dalla porta socchiusa del bagno.

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QUI
un articolo che parla di Gramigna

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Per TE!
Se arrivi, rimani.

soirée

indépendance - toute une vie

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Con domani si apre un primo ciclo
di serate di poesia
a "l’Orologio caffè" il caffè della piazza centrale
di Borgo San Lorenzo (FI).

La serata di domani
"Cos’è poesia"
con poesia – arte visiva, musica e  teatro danza,
quest’ultima sotto la direzione artistica di Leonardo Terranova.
(Tango argentino)

E’ un progetto che avevo in mente da molto tempo
e siamo nella mia eterna fase sperimentale.

Ringrazio ogni persona abbia contribuito
alla realizzazione di questi eventi:

– Leonardo Terranova e i ballerini della sua scuola di ballo
– Massimiliano Aiazzi, musicista nella serata dedicata a Faber
– La Castelvecchio Editrice di Borgo San Lorenzo
– Fabio Innocenti – Per i filmati e le rarità su Fabrizio De Andre’
– La libreria del Corso, Mondadori di Borgo San Lorenzo (FI)
– Gina, Elvio, Alessandro per Esserci Sempre
– Deborah Marini per il suo contributo Fotografico
– Radio Mugello per il sostegno
– Marzia e i suoi dipinti per ricordarci il valore del colore
che può nascere nel silenzio delle donne.
– L’orologio caffè per dare spazio e ascolto alla poesia.
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Sarà tutto sottovoce
che a urlare basta e avanza Beppe Grillo

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Qui
un articolo uscito su me recentemente in Toscana

Qui invece
l’articolo che mi riguarda uscito
settimana scorsa in Lombardia

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– Trovato nelle cose che accadono –
(sottovoce o in silenzio ci diremo le cose migliori)

vague

indépendance - à la plage

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Ti ricordi ancora quei giorni
in cui ci divertiva la sabbia
e io lì sotto con la testa fuori?

Mi dicevi
‘mamma, mamma, attenta, arriva il mare’
la testa fuori si lasciava schiaffeggiare dalle onde
fin quando scoprimmo la preziosità del silenzio
che sta nelle conchiglie.

Ti ricordi ancora
quando scavando in me,
trovammo il deserto nel mare?

Il mare un ricordo lontano
come l’orizzonte.

Cercasti di dissotterrare un’anima dalla polvere
e la donna che piangeva
rispondeva quando la chiamavi mamma.

Ti ricordi ancora
la mia paura delle onde?
O quando mi pregavi di uscire dalla sabbia
per giocare alle biglie?

Castelli di sabbia
ricordano ancora quella storia.

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Nella mano con cui mi regalavi l’infinita fiducia,
la prima pietra da scagliare
contro le eventualità.

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***

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Notizia di poco fa…
Stasera al telegiornale di Tele Ducato
(Emilia Romagna – Basso lodigiano)
nell’edizione delle 19.00 e in repliche notturne
parleranno di me e delle fotografie di Deborah Marini,
in relazione a un premio di poesia.

Non volevo ancora darne notizia,
da Settembre diventerò presidente di Giuria
di un premio poesia itinerante in tutta italia.

E l’inizio sarà nel lodigiano
per ricordare tutti gli insegnanti
che ci hanno insegnato le prime parole.

Il premio è dedicato a
Piera Micheli Rossi

 

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Dalla memoria delle carezze

fantôme II

indépendance - fantome

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Oggi sul Corriere di Firenze

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Dietro la nebbia
me lo ricorderai, fioriscono le nuvole
dove per dispetto si nasconde 
e dove non l’aspettavamo più, il cielo.

S’apre come un sipario
su un monologo già iniziato,
in un nuovo copione di giorni.

La ballerina sogna ancora
e il giocoliere funambolo costruisce sogni
per chi non ne ha.

Hanno un nome le ombre.
Viaggiano nel cuore senza documenti
e ognuna dice d’essere te.

E’ così che inciampando,
ho ingoiato il cuore bevendo un sogno
da una lattina vuota

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da qualche parte, inciampando

les autres

indépendance - les autres

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Poi ci sono quelle parole che faticano a uscire
e che rappresentano per me,
la più elevata e la più difficile delle poesie:
 "gli altri".

Gli altri sono l’incontro, l’abbraccio
e la possibilità di un infinito gesto d’Amore.

Qualcuno proprio oggi m’ha scritto, chiedendomi
perchè scrivo spesso d’amore,
nelle sfumature (negli squarci!)  d’assenza o di presenza
d’un sentimento che non conosce uguali.

Sopporto meglio un abbandono di un abbraccio:
dal dolore ho imparato a difendermi, dall’amore no.
Ho esaurito tutte le difese
e se arriva, travolge, mi schiaffeggia e quasi fa male
tanto sono indifesa.

Dietro le mie parole, o forse meglio, Accanto
ci sono persone straordinarie che silenziosamente fanno volontariamente,
per Amore, quello che io, per tutti i miei limiti, non potrei mai fare;
io sono carta assorbente delle mie ansie.

Quando non sono qui,
sono magari con loro  – spesso direttamente dal pc –
a organizzare, creare, stabilire,
verificare le cose che stanno prendendo corpo
nei giorni che mi danno idea di futuro.
Per me, il cui futuro era ieri,
senza alcun dopodomani.

Michele è una di queste straordinarie persone
che fra le tante cose che sta curando per me
ha organizzato una prima raccolta della rassegna stampa,
suddividendola per bimestri.
Alla rassegna stampa mancano inevitabilmente
quegli articoli usciti in toscana e che io,
non sono riuscita a reperire ma che ho richiesti.

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rassegna stampa  luglio-agosto 2006

rassegna stampa settembre-ottobre 2006

rassegna stampa novembre 2006
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Sono presenti in archivio ma non messi ancora in rete
alcuni miei interventi radiofonici e interviste televisive

Stiamo organizzando le prossime date
in giro per la penisola con la formula che
vedrà unite più forme artistiche
(in fase di organizzazione
)

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Questo post è per ringraziare chi mi sopporta e supporta
e che lavora minuziosamente e silenziosamente
giorno dopo giorno dietro ai miei fogli di parole.

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Dedicato a chi con me, in tanti,  formiamo un Noi

mots

La Sesia - Vercelli, 14 novembre 2006

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La Sesia – Giornale di Vercelli,  14 novembre 2006

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Di quell’incontro di poesia ricordo diverse cose.
Come ricordo tutti gli incontri,
non per le parole dette, ma per gli incontri fatti.

Io non amo leggere le cose che scrivo.
Le parole ascono silenziose, in me
ed è nel solo silenzio che riesco a leggere,
dove ancora mi concedo il lusso dell’intimità.

Preferisco, quando posso, ascoltarle
da voci migliori della mia,
come successe proprio in quell’occasione.

Preferisco raccontare l’origine della parola,
ch’è l’unica cosa ch’io posso dare
dove ci si incontra in mezzo alle parole.

Quest’incontro lo ricorda nel suo blog
Remo Bassini, firmatario dell’articolo
apparso su "La Sesia".

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Di tutti gli incontri, diverse sono le poesie
che vengono "richieste" più di altre.

– La bambina e il ciliegio
– Le nostre donne
– Inguine

– Femmina devozione
– Inchiostro nero
– Reati d’esistenza

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Le nostre donne è le mie radici.
Quelle che non si vedono ma tengono in vita più vite…
Le Nostre donne è di me, la poesia che Pino Roveredo più di tutte ama.
Credo sia l’unica io riesca a leggere meno peggio.
Letta in doppia voce con lui, fu una grande Emozione.

La bambina e il ciliegio
è quella che più volte ho sentito leggere a doppia voce
maschile/femminile nei vari incontri.
Roberto e Amelia di Albenga (SV) credo abbiano fatto la versione
più bella, nell’intreccio di voci.

La più versione più emozionante de "La bambina e il ciliegio"
 fu ad Enna, letta senza alcuna preparazione
da una giovane coppia di studenti del liceo Lincoln.
In quell’occasione io ero seduta fra i ragazzi
e loro in piedi, davanti la platea.
Furono bellissimi.

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Gli incontri di poesia ripartiranno a Gennaio.
Prossime tappe, Toscana, Emilia, Liguria, Campania.

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Io non amo leggere,
io amo solo scarabocchiare le mie emozioni.
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(musica: Roberto Benigni – Quanto t’ho amato)

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Liberamente tratto dalle cose che accadono