saison

indépendance - tendrement
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Fotografia di Nikaa

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Attraverso silenzi
disegnando pensieri diversi
dalla realtà delle cose.

Un dipinto ad acquerello
 sotto a un temporale
dissolve i tratti ma non i contorni
delle stagioni.

La memoria
è il nome delle cose
anche quando il silenzio sa tacere.

Ero altro e altrove
mentre aspettavo sulla porta dell’autunno,
l’estate.

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Trovato, lavorando alle cose:
a settembre uscirà il terzo libro

excisé

indépendance - au bord de la vie
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Fotografia di N. Fadul

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Nessun oltraggio alla memoria:
strappata o recisa
sarebbe nata e mai oltrepassata
la storia.

Dita inseguono sul dorso delle cose
le ombre dei pensieri,
quasi si perdono dove il giorno finisce.

E’dove nascono i pensieri
che la memoria diventa forma
e nel più doloroso dei casi,
assume lo sguardo di un odore.

L’odore di una spezia sconosciuta
fuoriesce sempre dalla borsa grande
di tela indiana rossa.

Ogni volta che la rovisto
escono immagini:
Il chiosco di legno con noi due dentro.
Il grande prato del parco.
una camera da letto senza vista,
il ritardo che già ci aspettava.

E’ così che si guarda alle cose
quando a illuminarle è un ricordo.

Come una trottola antica
dagli intagli ancora vivi
su un mobile moderno.

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trovato alla soglia del sesto anno di parole.
Tu eri il silenzio. Il silenzio delle cose.

voix d'attente

indépendance - jeune fille
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Fotografia di Nika Fadul

Anche la voce
sarebbe tornata a tacere
per gli spazi infiniti del silenzio.

Pensai che fossi tu le parole
per la mia bocca.
Ed ebbi fame ed ebbi sete
senza riuscire a chiedere acqua o pane.

Diventai l’attesa,
un dialogo fra sordi
e diventai acqua e diventai pane.
Diventai lo stupore di qualcosa
che è troppo vivo per morire.

Imparai la gioia della sete
e la fortuna della fame.
Tu eri breve e prezioso
 come le briciole.

Furono foglie d’autunno
a ricadere morbide sul tempo
ed io t’avrei lasciato la vita
per eterni sospiri d’inferno.

Anche la musica diventò silenzio
e s’assopirono sotto le foglie
le radici, le pieghe del cielo,
i giorni.

Nessuno poteva immaginarlo
dove ebbe inizio il tramonto.

Doloroso come un pruno sul cuore
– ruppi il silenzio –
e parola dietro parola
inseguii la sete e rincorsi la fame
e iniziai come fossi rinata,

ad urlare.

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Trovato giorni fa e riuscita a postarlo solo oggi.
Curiose cose fa la rete.

il me reste la pudeur

indépendance - femme
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Fotografia di D. Composed

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Nella pagina accanto
continua la storia.

Le sette che hai strappato
e con cui ho acceso il mio tepore,
sono quella cenere
che alimenta dal mio gheriglio,
le foglie.

Un buco nero
rigurgita ogni notte le stelle:
qualcuno vedendole cadere
ha persino pensato
fosse già espresso più di un desiderio.

Anche gli alberi vanno in amore
quand’ancora sembra inverno
e chiedono di esistere
nell’impossibilità d’altro.

Sguardo senza fondo
osserva i vicoli bui del silenzio
scansa le folle e i rumori,
diventa vento.

Vento controverso
asciuga e nulla disperde
in questo tempo senza senso.

Solo il senso di pudore 
dsegna su me,
il suo bersaglio.

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trovato così,
non trovando altro.
In realtà cercavo un accendino.

derrière l'hiver

indépendance - dèrriere l'hiver
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Fotografia di R. Natan

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Magari già dormo
quando mi sveglio in un sogno
e tutto è
l’incorreggibile niente.

Cantano la solita nenia
gli antichi giorni appesi sui rami
fuori da ogni logica,
come se fosse già notte
ad ogni risveglio.

Accendo uno sguardo
e l’insipiro così per noia
o solo per debolezza.

Il calice è ebbro
prima che lo riempia,
prima che lo guardi.

Mi nausea anche
vederlo vuoto
sul lato occupato dell’Assenza.

Le stoviglie hanno la patina
della nostalgia
nel lusso di un fiore sullo smeriglio.

Cresce solo l’erba
dove non passi, dove non arrivo,
dove m’incontro:

nella liturgia della passione
bagnato di notte
dall’inguine sfiorito

del mio sguardo.

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trovato mentre guardavo come tu ora sei.
Invecchiato persino dentro.

air de neige

indépendance - regard
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Fotografia di Elsvo

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Quel giacere dei discorsi
dove il silenzio è già altro
e il passare della vita,
il succedersi di un altro giorno.

Guardarla dai vetri opachi di fumo,
e viverla come fosse aria,
percepirne gli odori
e starci dentro
quasi come fosse silenzio.

(Chissà quale sguardo avrà oggi, il giorno…)

Ruggisce il cuore
come un gatto da poco nato
che si rotola sulle ombre
cercando di vivere, acchiappandole.

Così mi distrae la vita:
urlando echi per sordi,
come il fioccare di attimi,

teneramente.

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trovato nella tenerezza

 

il pleut encore

indépendance - mains
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Fotografia di P.Uzkle

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Sarebbe successo
(per pudore, di nascosto)
ch’io scucissi gli orli agli occhi
per diventare
la giocosa cmprensione
d’essere me
in attesa di qualcosa
nell’atrio di un altro giorno.

Certi giorni
è sempre un piovedo
come quella lunga stagione d’inciampi
che continua a cadere
sulle ombre
degli stessi errori scalzi.

Le tue madonne
si sono tutte rivestite
ogni volta che altre ombre
più complici del peccato
mi spogliavano.

Qualcosa di sospeso
ingombrava l’aria
come l’incomprensione
del tuo sguardo.

Piove ancora sai
nella genesi di un tempo infinito
ora già stanco
al risveglio.

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da un semaforo rotto
nella geografia del cuore

siècles du silence

indépendance - draps
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Fotografia di Iollah

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Ho appesi agli occhi,
lavati di lavanda
gli sguardi;
 
ancora pronunciano silenzi
con tenero smarrimento.

Solo un raggio di luce
evidenzia due piastrelle rosse
come fossero i passi silenziosi
delle mie labbra.

S’inondano ancora
come fossero gemme di sale
le brevi giornate senza ore
a cavallo della polvere.

Ci sono sempre
a farmi compagnia,
i passi del tempo, gli errori, gli accadimenti,
le sedie vuote intorno alla mia assenza.

Neanche la madonnina di legno
piange più sua figlia ribelle.

Le accarezza il volto
e con una scheggia del suo mantello
semina cicatrici e rose

nel deserto.

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trovato in giorni di cure

souvenir IV

indépendance - printemps
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Fotografia di B. Ferra

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Pensieri incarnano lo spazio,
diventano nomi, storia,
o semplice radice di cui mi vesto
o in cui
–  pioggia fra i rami –
mi spoglio.

Parlano
per voce muta i gesti,
quel ballare del vento
fra i canneti
ed essere aria fra le rovine
dietro il nascere dei campi.

Nulla ci appartiene
solo le visioni di noi nel tempo,
come gazze ladre fra i rami
a rubare alla memoria
– da occhi chiusi –

i nostri giorni migliori.

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trovato in una giornata inquieta
vorrei nuotare in un mare placenta

d'odeurs

indépendance - reinassance
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Fotografia di Esther

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Ancora fermo
il muoversi delle foglie
per trattenere il rumore delle ombre
quando s’incontrano.

Indossano i nostri sguardi
e non lo sanno.

Si scrivono da soli
questi giorni di lavanda
in cui il sentimento
come trasudato
 dall’odore di pioggia sui tigli,
vive e
prende forma.

Succede d’improvviso
e diventa il frusciare viola
come odore senza terra

la lavanda.

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trovato nel cuore
e nella fase del pre innamoramento, credo.
O forse post.