fleur de pommes

indépendance - regard

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Mi è colata un po’ di vita dal Tuo sguardo,
ch’è come sciogliersi i capelli in sogno.
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E’ come attraversare la vita in un bacio col rosso,
è come ubriacarsi di pioggia
per non raccontarsi d’avere pianto.
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Sanguina la femmina
come il possente odore del viaggio,
come un paesaggio che si trasforma
laddove in Te,  senza destinazione,
 la sposti.
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Se la tua mano non mi accompagna il respiro,
con cosa coglierò io i nostri frutti
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dopo la fioritura del melo?

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trovato nelle mani e se guardi bene,
anche ne cuore

et puis rêver…

indépendance - et puis rêver...

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E poi sognare.
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Costa poco,
giusto un presupposto per non morire.
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Sopravvivo ancora
rincorrendo quel nulla
che porta l’odore
di una primavera dalle gambe corte.
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D’ozio e vino
saranno le pareti ombrose di silenzi.
Anche la lavandaia ha smesso di scendere al fiume
per non cascarci dentro.
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Ci salverà il sogno
dall’incapacità di viverlo.
Usciamo allora dai discorsi intelligenti
in una pianura di fiori e sassi.
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Perdermi fra l’erba e il cielo
masticando silenziosamente un pensiero.
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Lì rincorrerti e abbracciarti,
e prendere in prestito dal sogno
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silenziosamente
la capacità di farlo

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Trovato nel reggipetto

l'ombre des anges

indépendance - dans le noir

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Il buio è già arrivato da un pezzo,
era stamani, mentre il timido settembre giocava
a nascondino dietro ai nostri discorsi.

il buio è una condizione;
camminando attraverso i secoli,
inciampano persino le foglie.

E’ giocare con l’ombra della tua mano
e passarla sulle labbra,
non per eccitare la vita,

ma per accarezzare la mia,
nell’amara consapevolezza
che tu ci sei e esisti,

Ombra silenziosa
che vive nel gioco di ombre e specchi.
Dei nostri fantasmi,
io sono quello che nemmeno se lo abbracci,
stringi

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Dal silenzio,
dalo bisogno di addormentarmi

maintenant

indépendance - baume

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Dove niente più esiste
si estende alla ricerca di qualcosa che manca,
quella mano astigmatica che cerca.

Le sere diventano presto notte
e la luce trema al respiro della luna.
qualche lucciola entra a ricordare
l’inizio di un altro tempo senza storia.

Pile disordinate
si accumulano negli anni
e al solo sfilare un foglio, il futuro crolla.

Aumentano le transaminasi
aumenta l’acqua negli occhi,
e il domani ce lo siamo già giocati
in una partita senza fine,
in bocca.

Ho stappato un’altra sera brindando al vuoto,
urtando il mio cuore, anche l’ultimo calice

s’è rotto

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Decisamente dal calice.

à tâtons

indépendance - recherche

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Quanti anni abbiamo perso come spiccioli sull’asfalto
quanta memoria ci negherà i ricordi.

Potevamo garantirci qualche giorno di futuro,
un panino all’ombra del molo,
o un sorso di vita come fosse vino.

Quante notti ci siamo persi
aspettando l’ieri ai bordi degli occhi,
dove il domani è una puttana che piange
 e solo la virilità dell’eco, cresce.

Appoggia al mio destino la luce del giorno
perchè io non debba più cadere
al risveglio.

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Trovato nel calice
ma non era un’oliva.

pénitence

indépendance - silencieux

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Arrivò nell’infinito un giorno
a delimitare lo spazio in cui stare;
una parentesi tonda, chiusa a utero
in cui poter riposare e bere tutta la Tua Assenza.

Arrivò come un assassino
dal mio destino a rubarmi  tutto il Tuo futuro.

Il mio destino sono stati pochi,
lunghi giorni di nebbia
che hanno una memoria ancora viva
nell’odore dei fatti.

Piccole e grandi Violenze
a cui il cuore non ha mai potuto ribellarsi
se non subìre e sottostare.

Diventai così agnella di un’altra Pasqua
che fu la  Pasqua che non T’ha ancora visto risorgere
dal pascolo delle Tue paure.

Nel mordere un Tuo bacio
sono risorta, come fosse una penitenza,

dalla Tua bocca

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Trovato nel calice