encombrant

indépendance - sourire
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Fotografia di Helena+

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Quand’anche la notte
ingombra il passo ai sogni
mi faccio strada, come acqua fra i sassi
un riflusso di vita
dove come un pesce,
muovo le acque.

Mi troverai in una sorgente senza scale,
o, dove la corsa finisce,
in un fonte battesimale.

Vorrei nascere ancora
più di allora,
dentro la corolla di un fiore,
accanto al palmo della tua mano,
mentre mi cogli già nel futuro,
come fragile certezza

della storia del tuo più breve
e ingombrante

passato.

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trovato sempre lì.
fra l’intercapedine e il volo di un moscone

claire

indépendance - regard
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Fotografia di frawis

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Entriamo così
senza bagagli nel sogno
per cogliere quello che di più vero,
oltre la vita stessa esiste.

E’ il tuo respiro
che accende e rimarca
la preziosità della Presenza
fin dove cielo e abbisso
sono la visione differente
di uno stesso riflesso.

Non vedi che tutto
sta di nuovo succedendo?

La storia, la mia e del popolo stanco
e di te che sei il passaggio in India
o il volo su una risaia.

E’ chiaro ormai
che non voglio essere
riassorbita dal tempo:

piuttosto
perpetua tenerezza
e timido vagito di soccorso

prima di ogni morte,
come vita comanda,

al risveglio.

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trovato nelle mani, nei giorni
e anche durante le notti insonni

libre comme l'air

indépendance - le monde
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Fotografia di .-Emma-.

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Il tempo sta modellando i fatti
e mi trovo ricurva sulla sera, ogni sera
libera come l’aria.

Con te ho sceso
tutte le mie profondità
fino alla luce generata dall’oscurtà.

Basta poco.
Basta un timido raggio
filtrato da tante, troppe memorie
per dare forma alle ombre.

Oggi sei
al di là delle cose,
l’anima che impazzita
non abita più la carne.

Entri semplicemente
come vento
dalle mie finestre chiuse,
molto meno libero dell’aria.

Ti accendi la vita
e aspiri l’essenza del giorno,
seduto sulla poltrona comoda

del mio inferno.

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trovato aspettando Lorenzo
prima di lavorare sulle pagine del sito

rien à perdre

indépendance - fille
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Fotografia di SemicharmedLife

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Se con una mano
fermi la forma del tempo,
con l’altra immortali
la frazione del mio smarrimento.

C’insegnano i gabbiani
che si mangia solo se si vola basso,
fino a sfiorare i capelli della terra.

Quanta vanità
ha l’Amore quando si sveglia
e recupera la forza 
tipica del perdente.

Fra morsi e fame
il niente si fa ricchezza
per chi non ha più nulla

da perdere.

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Trovato troppo tardi
per poter svegliarmi presto.
E’ un po’ come noi. Dove sei te, manco io
e viceversa.

à la fenêtre

indépendance - à la fenêtre
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Fotografia di Pluja fina

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Sogno spesso
di risvegliarmi dentro a un fiore
o di non essere più il petalo
che qualcuno strappa
per esorcizzare incertezze.

Settembre si risveglia
nella lonananza.

Ancora il sole accarezza le finestre
e più oltre, la mano che cerca.

E vivo come dentro a un fiore
a succhiare dalle mani,
gli acini duri prima dell’autunno.

Acerbi come certi discorsi,
come le gemme della terra
che urlano dai segreti del buio

un forte bisogno di pioggia.

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trovato nell’ansia di settembre

au-delà du ciel

indépendance - la musique
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Fotografia di Emma Zunz

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Ricorderò come eterna,
quella sequenza di gesti
sempre in fiore alla mia finestra.

I viandanti ignorano il fiorire dei ricordi.
La voce ha mille suoni
e arriva come un coro
là dove guardo.

Il corpo molle
s’adagia abbandonato,
fra le pieghe dei discorsi.

E sarà sera ogni sera
prima del nuovo giorno.

Di lino bianco senza trine,
l’odore di terra che nella pioggia,
come risorta

sale indisturbata
oltre il cielo.

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trovato lavorando ad altro

un pied sur la rive

indépendnace - fleur
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Fotografia di
France Dubois

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Di poco fanno ombra
i pini alle finestre
e in ale diverse, sullo stesso viale,
si affacciano
le finestre dallo sguardo
di donne.

Il destino di figlia
porta a una camera bianca
con una donna sempre più piccola
che mi chiama mamma.

Il giro delle scale
non si fa su una sedia a rotelle.
dove i piedi diventano ali
atrofizzate in un sospiro
fatto da una bombola d’ossigeno.

Il destino di donna
in discesa, verso l’uscita
è tappa consueta in psichiatria.

Hanno quaderni e fogli appuntati
che chiamano diario.
Due portano il mio stesso nome.
un’altra ha un nome corto.

Il dolore più o meno è lo stesso.
La stessa storia che scrive un abbandono,
una negligenza, un abuso,
l’indifferenza.

Nascono fiori
dalle loro mani sgrammaticate
e disegni di donne felici.

Mi chiedono di scrivere di loro.
Si deve sapere sai  – dicono – quanto male fa
non riuscire a metabolizzare il dolore.

Quella luce fievole nei loro occhi
è la luce con cui mi faccio giorno,
in cui vedo aurore farsi
sole alto.

Tornerai domani?
Che dobbiamo scrivere anche di Basaglia
e della legge centoottanta.

Un pugno di tenerezza
mi richiama alla vita,
in abbracci che abbattono

le sorde mura
del dolore.

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Trovato nelle cose che accadono
quasi tutti i giorni

l'heure du thé

indépendance - tristesse

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Fotografia di James Sagi Kirshenfeld

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C’è un tempo possibile
dove invertono la loro rotta,
senza lasciare traccia di passaggi e distruzioni,
le impercettibili sensazioni.

L’ora del te’ non  è detto che sia
per forza alle cinque.
Se sapessi che sete nasce
nelle tazze vuote.

Come la mia,
come la credenza  senza altari,
senza padroni,
senza preghiere.

Anche lo zucchero
è un Lusso.

Nulla da aggiungere o da togliere
al vizio che si vive
disperando.

Eri da qualche parte in me,
con il mignolo alzato
a sventolare bianca,

la mia bandiera.

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trovato poco prima della pioggia.

l'aube claire

indépendance - parmi les femmes, je suis l'errante!
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Venezia 2008
Tavolino visto dall’alto
"le nostre donne"
..
Fotografia di Giuliano Brandoli
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Nascono nella dismisura del tempo,
foglie di giorni
per tornare ad essere linfa e corteccia
o radice del senso degli alberi.
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Frutti dal velluto rosso,

ci scaldano nell’infinitamente piccolo
in cui ci racchiude e protegge
la notte.
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Del risveglio tu sei il mistero
che mi estranea dalla vita
pur standoci dentro.
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Antichi ricordi sfiorano nuovi giorni:
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dev’essere così che nasce dipinta
quasi sofferente di rosa
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l’alba.

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trovato nella stanchezza

avec le vent II

indépendance - avec le vent

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Con e dentro al vento,
corrono come trattenuti dal niente,
i giorni.
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Stoviglie si accumulano
prima e dopo i pasti
come quando della fame
troveremo i morsi.
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La fiocina che arriva dritta al cuore
nella pesca
svela cimeli d’esistenza,
ci consegna e libera dalla nassa.
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Indicami dov’è che inizia o finisce
 il senso del viversi contro.
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Incaglia lo stesso pensiero
nel silenzio d’ogni giorno.

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Venezia ascolta fra vento e mare
ogni urlo di silenzio