temp de neige

sous la neige, sous la vie

 

C’è sempre un ultimo giorno.
L’ultimo giorno in utero, l’ultimo giorno di un Amore,
l’ultimo giorno di scuola, l’ultimo giorno di vita
l’ultimo giorno di un anno.

C’è sempre un ultimo minuto di quel giorno in cui tutto accade.
Quello che accade, arriva sempre inatteso 
con la dolcezza della neve e con la forza di un uragano.
Ed è il ripetersi delle novità a rendere tutto irrimediabilemente uguale.

Ed è solo la forza della disperazione a farci credere che poi sarà diverso
– e siamo straordinari noi a crederci –

E’ l’ultimo giorno di un anno di merda.
Dai capelli castani mesciati di tempo, bianco.
E’ l’ultimo giorno di un anno di pensieri
meno bianchi dei miei capelli.
E’ l’ultimo giorno di un anno difficile
come un cavallo imbizzarrito.
E’ l’ultimo giorno di un anno di consacrazione di un Amore
che si rinnoverà a mezzanotte
sotto al vischio e chilometri di distanza.

C’è sempre un giorno per misurare il tempo
e le latitudini dell’esistenza e della sua follia.

Arriva poi l’anno in cui
si presenta il cambiamento
e pensi allora che  il tempo, davvero, passa

Ma se era ieri
la dimensione del tempo che non so
e che rincorro fra le pieghe di una bocca
e nelle mutande che mi sfili
lentamente

Arriva poi il tempo della neve
dove s’attutisce il ramo duro
che sembra primavera

 la stagione della neve assorbe i rumori della vita
e rende silenzioso ogni passaggio
di quelle impronte invisibili, che, seppur invisibili,
potrai riconoscere

Dai, facciamo a pallate
mi nevica dentro quella neve che mi sciogli sulle labbra
e nella quale io, Sempre, mi confondo.

(è il tempo in cui i figli crescono e Noi si torna bambini)

liberamente tratto dal calendario
dei pensieri