prière VII

indépendance - recherche

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Passano le stagioni,
non perde petali il fiore.

Nel sottobosco di una donna,
batte senza respiro,
il cuore.

Trattienimi in un pensiero di luce,
lontano dalle ombre
c’hanno solcato la carne,
senza sfiorare troppo il cuore.

Coprimi con premura
ogni giorno senza nome,
ogni giorno che la stanza rimane buia,
e le ombre avanzano senza storia
nella terra abbandonata
da cristo e dalla sua croce.

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Un coro di farfalle
accompagna in me, come fosse di dio
 la tua mano

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Amando

trace

indépendance - dans le noir

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Dentro al ricordo vestivi solo la notte,
mentre scrivevi un finale senza inchiostro,
e il mio sonno leggero
si sarebbe fatto sempre più profondo.

Profonda è la notte che non vuole risveglio,
che nasconde per anni
anche solo il ricordo di una voce
e un fantasma con cui dividere un pò d’erba
o qualche fiore.

Siamo stati allattati dalla disperazione
mentre dimenticavi le chiavi in un altro portone,
e l’ultima pelle nel letto caldo di qualche cuore.

Ora nascono stelle dove la notte è più scura,
e il tuo inchiostro è una matita,
per occhi, vita e labbra,
senza traccia, disegni nel mio vuoto

i contorni di una donna

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Prima di andare a camminare lungo il fiume,
e prima di tornare

souscrire

indépendance - lumière

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Trafigge le ombre,
e nelle tue mani le riconsegna al sole,
come pegno,
io risveglierò l’Amore.

Respira per presenza tua,
nel sottoscala dove ora arriva
un sussurro di luce.

Archivierò gli inverni
perchè trovi spazio per te,
la nuova stagione.

Dell’inverno tratterrò
il bisogno del manto del tuo abbraccio
mentre alla finestra
sbattono con insistenza
 tutti i nostri passati,

riordinati, come nel vento,
le foglie

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Dalla primavera fuori stagione

orchidée

indépendance - s'embrasser

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Ha un buon odore la pioggia,
quando mi piovi addosso
ed ho negli occhi, pensandoti,
la percezione del risveglio.

Sono passati mille secoli di polvere,
sulle strade del desiderio
e ora che s’apre il domani,
ho trovato un filo rosso con un ago
nel pagliaio.

Una ginestra spunta selvatica
come orchidea bianca

nel calendario

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Amando

rien à déclarer

indépendance - petite fille

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L’asfalto era una distesa di sassi,
il dolore tutto nei calzini abbassati del cuore,
nelle giglio blu con gli occhi chiari.

Gli occhi per terra,
fra le ginocchia e l’inzio di me,
rotolavano la vita.

La cicatrice è un disegno rosa
a forma di volo sul ginocchio cresciuto,
sul calzino perso e la calza smagliata.

Ho smagliato i giorni
aspettando una carezza di sole,
aspettando un destino alla fermata opposta
alla mia direzione.

E mi cerchi negli occhi,
perchè sai che lì troverai la mia destinazione.

Niente da dichiarare per il paradiso.
Solo un destino stanco di cadere.

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Pensato forse,
ma senza nicotina da 11 ore.
Quasi un delirio

passé

indépendance - jeu

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In tutto quello che non è detto
scavami con le mani,
con protettiva premura, la verità.

E sentirai anche le foglie piangere
e la vita di nuovo ridere,
un sole albeggiare
anche nel tramonto di una stagione.

Qualche volta un passato muore
per rendere fertile la terra alle camèlie
e del  biancospino,
la nuova stagione.

Nulla rimane di quel ch’è passato.
Anche Cristo è andato in paradiso
lasciando appesa all’assenza

 la croce

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Trovato in una connessione instabile
e nei giorni fertili di una donna

vierge II

indépendance - nue

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Potrei raccontarti
quanta pioggia è passata dai miei anni
quanta ne ho bevuta,
in quanta sono annegata,
senza distillare mai troppo i bisogni.

Ne ho ancora troppi
per non ubriacarmi di sogni
e sentirmi l’offesa dei miei giorni.

Dentro la carne,
tu hai preso il calice
ed hai bevuto tutta la mia vita,
sputandola per terra come si sputa
il nocciolo d’un oliva.

Sono l’offesa ch’è tornata vergine
con un vestito corto indosso,
con una collana di perline,
e una foglia di tabacco sulla solitudine.

Fumando l’essenza del giorno
non dimenticando niente,
ma solo il tuo nome

da quello sputo,
io ti rinasco

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Trovato nell’assenza di tabacco

héron

indépendance - vol

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Raccolgo la distanza
in tutto quello che non dici,
lasciando ad un tiepido pomeriggio di vita,
il pianto silenzioso della voce.

Volano oltre il cielo anche i ricordi,
e tu rimani appeso all’ultima frasca.

Quanto ha pianto il salice
mentre smuovevo la terra,
in cerca di una radice

e quanta neve
ancora sta ai margini del cuore.

Sbocciano le primule
dove altri hanno maturi i girasoli
e dove l’ombra è un privilegio
di chi è nel sole.

Volano
e nemmeno sbattono le ali, gli aironi
si lasciano planare
dove è scoperta, del destino

la radice

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Dai capitoli che la vita scrive
negli spazi vuoti.
A volte disegna meraviglie