la pluie d'un désert

indépendance - attente
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Fotografia di rosiehardy

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Tutto si muove in assoluto silenzio
come se ci stessimo ancora cercando.

Ho costruito una palafitta
nel mio deserto
per espormi alla cantilena del vento
e lì incontrarti
dove nidiano le rondini d’inverno.

Farmi pioggia
fra le dune che nulla nascondono.

Dissetarmi ogni giorno
da una bottiglia vuota e lanciarmi in mare,
con un granello di sabbia
per custodirne la perla.

Pregare che qualcuno mi raccolga,
nuda e preziosa come il
riporto del mare
di una Murice.

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trovato?
forse

un autre regard

indépendance - regard
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Fotografia di Jessica Rigley

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Per tanti anni ho creduto
d’essere seriamente malata
e mi sono curata con la vita
eccedendo in tutto.

Ora che la malattia
è il dubbio dell’Amore
o, semplicemente il suo frutto,

guariscimi tu
con qualche infuso di ortica
perchè non senta il prurito
del tuo sguardo

proprio lì dove da anni mi cerco
e dove inizia la mia infinita
periferia.

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trovato nelle mani
in un giorno pieno di attimi.

Attimi, che meraviglia.


jours

calendario di parole - Beatrice Niccolai

 

 



Da oggi nella colonna a sinistra del blog
c’è questa versione più avanzata del calendario di parole
che presto sarà presente anche sul sito.

Ci tenevo a ringraziare Pamar Bjornson
per aver pazientemente creato ad hoc
per questo blog, il calendario.

Entro breve sarà mia premura
aggiornare il calendario con le date invernali.
Posso solo anticipare che fra gli eventi,
ci sarà anche uno spettacolo teatrale
nato sul pezzo "Le nostre donne"
che partirà da Venezia per arrivare
laddove verrà accolto.

Un grazie anche alle persone
che da tempo silenziosamente e pazientemente
 mi sono vicine e mi sostengono.

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Ovviamente A Giacomo, Stefania, Gina, Elvio, Alessandro,
Angela, Inge, Barbara, Anna Rita, Monia, Roberto,
e alle grandi assenze, motore di tutto

courtisane

indépendance - silencieux
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Fotografia di December Sun

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Lamenti spesso
un dolore intervitale,
sottraendo alla vita,
piccoli, brevi, istanti di gioia.

Lamenti un dolore
che ha in Adamo la sua origine
ma tu stesso sai
che della nostra genesi,
io sono solo la foglia sul pube.

Mio padre non andò mai in guerra
e mi disse di diffidare
da chi coltiva le stelle
e da chi pianta grane per niente.

Nel cortile delle probabilità
ho dolori da archiviare,
o pesi da smaltire.

Guardami pure sorpreso  fra le maglie
dell’incredulità.

Io perdo tempo a giocare
come fossimo ancora al primo incontro,
con la tua intimità. 

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trovato masticando vita

à cœur battant

indépendance - aller
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Fotografia di Russell Wade

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Torno a me,
quasi sempre per raggiungerti,
per ricordarmi che eri e forse ancora esisti.

Ogni dolore s’intona sempre
su un disco rotto.

In te,
il mio credere ateo si fa preghiera
e lo strappo che ho sul cuore,
una piaga che non si può ricucire.

Contano i brevi giorni fino a sera,
le sere senza luna
e quelle più feroci in cui anch’io
sono la mia assenza.

Rimani odore di pane nell’aria
e il morso della fame
che spinge a correre verso ogni miraggio.

Aggrappato al primo dio di turno,
quasi a mendicare comprensione
 sprofonda in un lamento,


il silenzio.

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trovato nell’ansia

des murs

indépendance - bouche
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Fotografia di rosiehardy


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Vorrei chiederti
laddove memoria ci tradisce
se eri Tu con me,
mentre abbracciavo la tua ombra.

O se,
più probabilmente era la tua ombra
lontana dalla tua essenza
a mostrarmi la vastità del mio regno.

Quel luogo in cui solo i ragni
contano le perle di pioggia
depositarsi fra l’intercapedine
e i vetri rotti.

Fuori da questi luoghi
ci sono i luoghi dei colori,
dove nulla è immutabile,
tranne gli odori.

Tu non puoi sentirli,
non da lì dove non sarai mai
i tuoi passi generosi
affrettarsi e salire fino al cielo,

le scale.


dentro a un’idea

la vie

indépendance - pieds
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Fotografia di *Imogen


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E’ per te,
che cammini la vita senza inganno,
che dei piedi
conosci le dita e i sassi che calpesteranno;

insegna a me,
il segreto dello stare in equilibrio
su un granello di sabbia.

L’entrare nella vita
come abitare il segreto della terra
con un figlio in grembo
e farmi fiore nella magnificenza
del silenzio.

Una fortezza di spine protegge dagli urti,
lo sguardo che scava
altre, nuove domande.

Tu non darmi mai risposta,
accoglimi come ti fossi figlia,
nella pancia dell’incertezza

lanciami nell’abisso del vivere,
e guardami andare.

E’ così la vita:

un unico tuffo
e l’iniziare disperatamente
a nuotare.

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senza salvagente

sur le bord du lit

indépendance - pèrles
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Fotografia di Neverletmego

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Leggermente indisposta dal vento
non lascio asciugare da altri
quello che tu bagni.

Gli occhi perforano il tempo,
erranti di sponda in sponda,
attraversano l’ombra del grande universo.

E sono stata una steppa
dai colori quasi spenti,
fino a cogliermi arbusto senza foglie
nel Deserto di Thar.

Tu poi m’hai incontrata già bianca
fra le onde.
Ero la schiuma che veniva soffiata
in direzione opposta al cielo,
dal vento.

Tante cose sono ancora,
senza conoscere la forma,
se non il languore del cuore,

spinto una sera
con tutta la forza della disperazione
su un masso levigato dalla nebbia.

Naufrago così ogni giorno
di passo in passo,
– errando –
aggrappata all’idea di una terra ferma.


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Ritrovando casa