amis

protege-moi

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Sai Tì, Marco, m’han detto che sta bene
e col lavaggio dello sperma ha avuto anche due figli;
non vedo più gli amici che abbracciavi con gli occhi
prima che la malattia te li saccheggiasse
per donarti, in ultimo l’ottavo senso,
ch’è l’autoironia.

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Ancora vociferano per le vie del mondo
che la tua malattia sia la malattia delle puttane,
dei froci, degli sconclusionati  e dei tossici.
Se solo sapessero, le comari 
che quei vicoli in cui ci si Amava anche con tenerezza
passavano interi pomerggi i loro maschi;
se solo sapessero che la malattia è nei loro letti,
se lo sapessero in quali lenzuola non hanno mai condiviso il cuore,
forse inizierebbero a confondersi ai rossetti rossi
con cui ci si truccava intere giornate
per imparare ad addolcirsi di baci, il cuore.

Il cuore di chi Ama rimane
sempre impigliato in qualche nassa,
in qualche antico gesto di tenerezza
che sa di mare anche in città.

Ora a Firenze ci sono i gabbiani
che volano come se fossero su un mare,

grigi e senza cielo,
sulla discarica

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Tiziano, Maria Teresa, Luigi, Marina, Fabrizio, e tanti, tanti ancora... troppi... troppi

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1 Dicembre  – giornata mondiale per la lotta all’Aids

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Liberamete tratto dalle Assenze