nuit

jambes

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L’ultimo giorno dell’anno
bilanci che non quadrano mai, figlio.
No, non i tuoi.
Quelli del mondo in cui vivi, ignorandone spesso l’esistenza.
Quel mondo che detta regole e che le infrange
abusando poteri,
rendendo gli erranti così simili  a Cristo.

Oggi un peccatore è diventato Cristo
e come il Cristo Uomo, è morto solo
davanti alla folla assetata di pace.

C’è una luce strana negli occhi di chi sa che va a morire.
Più viva della luce ch’è negli occhi di chi sa che deve vivere.
Anonimi gli occhi della folla che urla "a morte per la pace".

L’ultimo giorno dell’anno,
odore di vaniglia, liquore e crema
nel giorno che richiama
più d’ogni altro la Speranza.

M’hanno già regalato mutandine rosse in pizzo,
un bel mazzo di vischio,
una giarrettiera rossa.
Indosserò tutto per ricordarmi tutti i sentieri
della via crucis d’ogni anno
che ci rende nell’odore delle lacrime così sacri,
come cosparsi d’olio d’incenso,
nella lontanza, così vicini a Dio.

Ultimo giorno d’un anno che doveva finire
per buona o cattiva sorte.
fossero i bilanci del mondo
così ricchi e puliti come il tuo bilancio,
acqua chiara negli occhi,
vento dei miei respiri,
che ancora credi in un mondo pulito

Tu che ancora sei,
respirando l’aria pulita del tuo cuore
mantieni chiara e limpida la tua idea
e se un giorno ti chiameranno a vedere morire un tiranno
 anche se porteranno bandiere di pace
tu, diserta se puoi,

se non vuoi diventare tiranno pure te.

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La mia preghiera,
sdraiata nel buio del mondo,
prima di arrivare attraverso le carezze della notte
 a te

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(musica: Serge Reggiani – Le deserteur)
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fogli di auguri

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Liberamente tratto dai pensieri