partiture I

indépendance - musicien

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Io non sapevo che lui leggeva e seguiva il mio blog.
Poi altrove ci siamo incriociati e mi ha detto
ciao, io ti conosco,  sai ti leggo sempre.
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Mi ha inviato come dono un suo libro
ed io ho potuto leggere lui.
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Più volte ci siamo incontrati a momenti di poesia mia
ed è nata una piacevole sintonia
consacrata nel tempo sacro
della vita privata.
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Non è mai quanto pensiamo di conoscere una persona,
ma quanto permettiamo all’altro di conoscerci.
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Hai occhi puliti che sfidano anche il cielo,
in quella calma che solo
la preziosità del tempo sà dare,
e nella tenerezza di un inciampo
riconosci la fertilità del terreno.
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Costante premura
quel tuo arginare silenziosamente
l’abbraccio che non svanisce,
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ch’è della presenza
in e oltre l’indichiarabile Amicizia
certezza e riconoscenza.

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di Antonio De Rose, la prima prefazione al libro
che anticipo qui:

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L’anima nelle tasche, a cosa servono le parole

Riempite la mia vita e siete altrove
A. DE NOAILLES

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E così mi ritrovo in quel suo blog meraviglioso.
Dal principio avverto tutte le suggestioni di uno spazio dove nella visione affiorano note d’istinto e pagine preziose. Su queste ultime leggo ancora adesso un fiato che scivolandomi addosso, mi lascia in tumulto.
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Beatrice si tasta la mente già nei titoli, si immerge nelle parole perché è con queste che vuole stare al mondo, ma dentro quale spazio? Quello, palpitante, da costruire ogni sera, quando l’anima batte senza appello e la sua voce si rovescia in un autoritratto traforante due specchi, l’uno di fronte all’altro.
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Con la sua lingua di parole Beatrice Niccolai ci incanta a non esplicitarci assenti, traditi dalle verità; ci spinge ad entrare nel corpo dell’Amore come esito di affondo critico alla vita ostile.
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Alla vanità di un verseggiare retorico, oppone l’anti-poesia che nasce dall’interazione tra il testo e l’esistenza come risposta senza posa, interrogativa mise en scéne. Le mani in tasca, il tranquillo monologare della scrittura, da prospettiva notturna si cambia in dialogo vincolato a una luce di creazione, perché non cessa affatto di essere corpo.
Del resto era Leopardi a dire che il corpo è il punto da cui si parla.
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Antonio De Rose
poeta artista

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grazie