une certitude

indèpendance - le réveil

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Mi sveglia ancora una volta l’assenza di tempo;
qualche foglia si sposta
dal ramo alla terra.
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Lunghi sono gli anni
in cerca di una certezza
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La caffettiera regala un colore
arrivato con dolcezza dalla posta.
Apro piangendo la tua assenza
e per tutti domani sarà un altro giorno di festa.
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Le prime parole solcano
dove gli occhi non guardano.
Due amanti che si abbracciano
volando nell’aria che ci aspetta.
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Brucerò anch’io un giorno dentro l’acqua.
Specchiandomi nel silenzio,
calpesto con gli occhi il mio sguardo.
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Mi si è spalancato il cuore
come una finestra in un giorno di vento.
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grazie  per il quadro "Dono del cuore"
Di Umberto Mazzone
:
…" Per la profonda stima che nutro nei tuoi confronti
come poeta e come donna"…

eau de feu

indépendance - eau

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Eri nella goccia che ha alimentato
la curiosità dell’acqua,
e scavando dentro,
ho trovato in te la sorgente che cercava la mia sete.

Secoli di noia,
ristabiliscono il desiderio di pioggia.

Una mano nasconde,
l’altra trova
e siamo dell’altro la scoperta
della propria storia.

Nella mia sete,
come fosse cielo, o fosse acqua
ma sempre del tuo odore

sta volando un aquilone

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Dal volo del cuore

Femmes III

indépendance - jeune  fille

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Poi ci sono quelle parole
che faticano a uscire perchè sono troppo grandi
da sostenere.

Domani, venerdì 18 maggio in San Lorenzo a Roma

 in una manifestazione di beneficienza
con musica, spettacolo, poesia in sostegno alle donne d’Africa,

attori e attrici leggeranno poesie
di Alda Merini, Patrizia Valduga e mie.

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Trovato nelle cose che accadono
e non capisci perchè

papier III

indépendance - papier

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Oggi, ore 14:00
Giardini di Palazzo Reale – Napoli
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Destinazione del libro:
Biblioteca Nazionale di Napoli

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Una mail mi regala una decina di scatti del libro
alcune del libro per terra nei giardini del Palazzo Reale
altre del libro in mano a una hostess,
fotografata all’interno del palazzo Reale di Napoli.

Questa è la copia che entro pochi giorni
sarà trovabile presso la stessa Biblioteca Nazionale di Napoli
nel reparto Poesia del Soggettario Femminile.

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Blog: Macchè Bea, ti commuovi?
Bea: Sì.

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trovato nel cuore

vie III

indépendance - peau nue

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Stamani la cassetta di posta
accoglieva un plico bianco a timbro postale ligure;
La liguria è terra che m’ha accolta
è diventata la mia terza terra.

Uno spettacolo teatrale sempre in liguria
aprirà a marzo con la mia poesia
"Le nostre donne"

Dentro al plico, un libro rilegato
come si rilegano le bozze
(non ho mai rilegato nemmeno una bozza)
accompagnato da una lettera.
La lettera, bellissima di un poeta ligure 
d’altra generazione rispetto alla mia,
si scioglie in:

(…) Pur non scrivendo io versi d’amore
ho scoperto nel suo libro  un’intensità tale
che mi ha convinto che l’unica presentazione che desidero
sia solamente quella scritta da
Beatrice Niccolai (…)

Ed è così che mi ha accolto oggi il giorno,
nonostante i pianti di pioggia
che la terra da tempo reclamava.

Si apriranno presto nei nostri campi
 anche i girasoli.

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Liberamente tratto dalla cose che accadono

la grenier

Indépendance -  atto d art

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E’ nato oggi
un piccolo luogo, molto intimo
dove sono raccolti i vostri pensieri,
le traduzioni delle parole che cucio
fra il cielo e la terra
passando per i vicoli del cuore.

E’ un pò di tempo che mi vengono richieste
traduzioni in spagnolo e francese delle mie parole.
Guidu, ha il privilegio, come me, del bilinguismo
lui col francese, io per motivi di destino, col tedesco.
Il suo regalarmi immagini per me e le traduzioni delle mie parole
mi ha fatto pensare a un luogo preciso
dove raccogliere questi bei regali.

atto d art

letto al contrario, produce la parola
"tradotta"

!.Non sostituisce alcun blog.!
E’ la memoria degli incontri fra parole
ed arte, dove custodisco con premura e Amore

di me e di voi,
 le cose

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Dalle voci fuori da ogni coro

avé

indépendance - à la fenetre

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E’ nel porto senza nasse
che arrivano
corrosi dal sale del dolore, col cuore sanguinante
a portarmi ogni giorno fogli di parole
scritte con le lacrime.

E’ l’immagine dell’anziana donna
che donava ogni sera il chapati al Gange.
Non mangiava e nutriva il fiume che sa di lacrime.
Lo poggiava piangendo e pregando.

Piangendo lacrime d’altri, senza dio
leggo i dolori che arrivano da chi, non diverso da me,
sopravvive con la dignità del sahri
la mutilazione invisibile ai più

e porta senza paura,
proteggendolo come fosse di creta
fra le mie poche cose,

il suo cuore

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Liberamente tratto dalle cose che accadono
dalle lacrime, dall’Amore

caresse III

embrasser

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Lo stupore arriva sulla pelle
lieve come una carezza, come quelle carezze
che prego ogni dio, ogni sera,
di non farmi mancare mai.

Le carezze, quelle inattese, preziose,
che spostano i ciuffi dagli occhi
per ricordare che esiste ancora un angolo di cielo da guardare
da cui ancora piove quando da qualche parte
qui in terra, nella terra arida,
non finisce la siccità.

Nella terra arida a volte
ci nasce anche un filo d’erba
ed è quella la grandezza della speranza:
un anonimo, sottile filo d’erba.

Avrei bruciato tutte le stelle
per accendere un abbraccio, una carezza,
per rompere le nuvole
e ancora tentare un ballo solitario
sotto la pioggia.

Il primo giorno di pioggia dopo troppo sole
è il filo d’erba che si fa fiore
per essere colto.

Le Tue mani, sono la lontananza,
il Tuo abbraccio, la memoria,
la mia carne, il Tuo verbo.

Senza pioggia e senza sole
passano abbracciando il cielo, le nuvole;
 qualche volta si fermano sopra la mia testa
a disegnare il profilo morbido
di una carezza 

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Liberamente tratto dallo Stupore
e dalle carezze