tout les jours

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Sai che c’è?
C’è che dimentico sempre il caffè
a bruciare macchinette
e la casa diventa una nuvola
mentre Tu cerchi le cose perse.

Non so quante pozze di lacrime Tu abbia visto
ma arrivi sempre coi piedi motosi.

Sai che c’è?
C’è la gatta che partorisce, come Te
sempre le stesse inquietudini.

A lei ormai non dico niente
a Te dico che sei un bambino.
Un pò adulto, ma sempre bambino.

Non so quante volte Te l’abbiano detto
ma so quante volte da me l’hai Ascoltato.
No, non sentito, Ascoltato.

Mi guardi e sempre ridi

E c’è quell’odore di primavera
nonostante la pioggia, ogni volta che apri la porta.
Mi piace fingere di non sentire
per stupirmi sempre
e dimenticare sul fuoco le macchinette del caffè.

Ma vedi,
a me della macchinetta nera bruciata
non importa niente.
E non m’importerebbe neanche del caffè
se, seppur coi piedi motosi,
 non ci fossi
– in questo mio vuoto a perdere –

 Te