
.
Anche il cielo s’è vestito di nero
e la notte è una coperta troppo corta
di solitudini incontrate.
S’accende d’un timore antico,
un bacio.
Non coprirò mai la vita di menzogna
ne’ corprirò al vento, le ferite.
I seni culleranno le sue notti insonni
e la mia pelle scucita dal tempo,
nei suoi occhi, come una bambina, riposerà.
In ogni ricucitura, la mano divina
lembisce brandelli di tempo
sostituiti al tempo prezioso senza memoria.
E’ in quella dolorosa memoria
la memoria d’un giglio che sfiorisce
agli artigli sempre affilati delle esigenze dell’Amore.
Carnefice delle mie debolezze
di reciproca maledizione
In quei suoi occhi così vicini
alla lontananza di Dio
s’addormenta nella dolcezza antica
l’abbraccio eterno dell’Amore
No,
Non si finisce mai di morire
liberamente dis-tratto dalle distr-azioni