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Ora che sono già la mia storia,
trafugo odori
per capire dov’è che inizia,
o quanti perchè ancora stanno
fra me e il davanzale,
tutti senza risposta.
Gli uccelli
almeno loro seguono
il sole o la fame.
Le dita disegnano cerchi
sul respiro sui vetri.
Il tempo che dorme
è neve che cade
su un monumento senza nome.
Si forma una luce azzurra
fra il delirio e il silenzio
dove senza tempo,
la mia anima e la mia storia
stanno di passo in passo
– ubriache di vita –
ogni giorno
barcollando.
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trovato in una giornata un po’ così
