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Suonano come violini
certi giorni senza foglie.
Le mani si preparano
da dentro la neve
ad essere vita,
ad essere germogli.
Con guanti di silenzio,
accarezzo uno ad uno i figli
dei nostri ricordi.
Ridono,
solleticando ogni angolo di memoria
questi figli del domani,
in grembo alle disgrazie.
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sulla lingua che batte dove
tutto duole.
Nel freddo mai gelido della di ora, neve.
