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Suona ancora come quel giorno d’inverno.
E’ di foglie e d’incenso
lo sguardo.
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Le scale ricordano atti impuri
nella delicatezza del tramonto.
Ricordano l’urlare allegro della vita
in una stanza vuota.
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Schiamazzi diurni,
si confondono alle grida degli immigrati
meno clandestini di noi
negli odori colorati d’oriente.
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Più vuoto del vuoto
è rimasto il posto del sole a tavola
che si addormenta prima di cena
già stanco.
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Trovato nella memoria del cuore