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Rimani dentro me
a ingravidare i silenzi mai muti della donna,
a rompere argini e irrigare giorni,
a proteggere con antica premura
tutto quel fiume che scorre.
L’acqua che scende
bagna la radice, inonda spazi e inguine
e nel sole che scende,
alla sua sorgente, torna.
Tu rimani lì nella immutevolezza dell’anima,
dove femmina e donna
sono un fiore di pazienza
che ingravida te uomo e me donna
il futuro dei nostri giorni
.
Dal caffè che abbiamo bevuto