nœuds

indépendance - soupir
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Fotografia di K. Chausheva

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Esce dai nodi del tempo
come una crisalide ingiallita
la mano di gelso
che sfiora i capelli.

Gira più volte le dita
sui riccioli della sera
e si accascia sull’autunno
in primavera.

Intreccia attimi,
sposta le nuvole
ai confini della tenerezza
e lì inizia
l’autocondanna alla rinascita.

Le mani di gelso
districano carezze sul petto
e come piante essiccate dal gelo,
tornano a piantare foglie
nell’aria.

Con quanti nodi
si sono scritte storie senza voce,
con solo gesti
fra il pomo d’Adamo ed Eva 
in quel disperato bisogno 

 d’Amare.

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trovato nei miei capelli tornati un po’ più chiari

ailes

indépendance - au bois
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Fotografia di Szeike

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Disegno confini ogni giorno
e prendo in prestito dalla vita
le bugie brevi delle stelle.

Hanno braccia appese al vento
gli incontri delle foglie 
mentre il vento sta cambiando.

Nessuno sa
verso quale dove stia andando
cosa porterà con sè
e cosa lascerà appeso alle domande.

Anche il colore degli occhi
è un pretesto per descrivere uno sguardo
senza interrogarsi dove nasca il sale
o su quale pensiero
 inizi il suo tramonto.

La direzione è sempre quella.
Perfettamente sincronizzata sul ritardo,
sul dirupo del cuore
che non ammette sosta,
prima del cedimento.

Così è la vita dentro i confini della notte:
ali di falena per volare
almeno all’ombra delle stelle.

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trovato fra le cose che accadono
senza capire perchè.

du feuillage

indépendance - encore
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Fotografia di C. Lebrasseur

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Ci rapì un giorno:
un giorno più distante.

Fatte silenzio eravamo già ombre.

Nulla riemerge dal tempo
solo la vita ha in sè oggi
il senso di essere ricerca e tormento.

Rimangono quelle ombre ch’eravamo
a fare da eco ai nostri passi.

Nessuno conosce la destinazione
neanche noi che ci siamo dentro.

Tutto è ora,
– come tenerezza riportata dal vento –
quello scorgere primavere
nei colori d’autunno.

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trovato ai piedi di una tagliola

comme deux amants

indépendance - lit
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Fotografia di Pluja fina

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Di silenzio in silenzio
nei contorni della luce
si muovono le ombre.

Mi riconscerai risalire la corrente,
aggrappata al solito muro che crolla.

Anche i nostri nomi
li incidesti nel vento
e sono ora
suoni di tamburi nella notte
che non si sveglia.

E’ saperti ovunque
qui nel grande niente
dove memoria e storia
passeggiano felicemente costretti
come due amanti.

Sembriamo noi,
nell’epoca distante della fantasia,
al di là dei fatti,
al di là delle cose e dei gesti.

Al di là del sole e dei recinti.

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trovato nelle mani
fra le stoviglie, le pentole

je voudrais encore

indépendance - soupir
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Fotografia di Sarah Azavezza

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Vorrei sedermi accanto al tuo silenzio,
frugare la curiosità
del tuo sguardo:

saperti addormentato
sul mio sempre
nelle forme che fa la mente
quando ancora sogna.

Ci sono sere in cui
le nostre ombre
ancora s’incontrano.

Vorrei essere in te, altrove
in ogni sempre,
anche quando seppur a occhi chiusi,
è quel tempo già conosciuto

che con una mano nascondi
e con lo sguardo rassegnato

ancora cerchi.

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trovato in te

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La chanson du pecheur

indépendance - souvenir de vie
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Fotografia di Stephanie
la foto che mi ritrae di profilo è invece di Giuliano Brandoli

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Trattienimi il fiato,
non vorrei partorire prematuramente
un inutile discorso.

Il cuore ha già le doglie
e le stagioni si succedono
deliberatamente come i fatti.

Le voci attraversano mille sguardi
e si soffermano sui silenzi.
Il tuo mi è sempre
incontrollabile dolce interferenza
fino a suonare come le corde di un violino
sui fili tesi nell’aria.

Non ho avuto voglia di morire
neanche oggi.
Temo sempre il peggio:
che si vociferi di me
e di una morte voluta per Amore.

Anche oggi ho scelto
di pizzicare le natiche alle nuvole
e innamorarmi del tuo andare
dove nulla torna.

Spingi forte le tue mani
sul mio campo incolto d’ortiche.
come fosse il ventre di un dolore.

Entrano nell’acqua
tutti i sassi che ci tira il destino,
per demolire un fiume
o costruire una casa.

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Trovato così
tanto per cambiare

entre la soif

Accompagni ancora il silenzio.

Ne fai parte
come gli abissi al mondo.

Nella vita che succede
sei tu quello che strappa baci
alla vite e ai suoi tralci.

Sei quello che arriva
dalle visioni di un occhio appannato
e dall’angolo buio di una stanza.

Ho imparato ad ubbidire al dolore
solo per contare le stelle
sul fondale di latta
della mia sete.

Tu sei l’abbraccio
che mi stringe e mi assale
mentre la notte di fa verità
di tutto quello che non succede.

Nei silenzio che traduce le attese
in speranza di tempi migliori,

io sono quella che coltiva
nel cielo di dicembre,

i limoni.

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Trovato sul un mac di passaggio
ascoltando Garbarek
tu stai nel graffio anche di cd nuovi di pacca

ou le soleil…


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Fotografia di F. Bird

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Ora lasciami dormire
sulle foglie di fine inverno,
prima che altra stagione
mi risvegli.

E sarà sempre d’ieri
la tua immagine migliore,
quella che osservo in una cornice vuota
mentre cerco nel tuo non-esserci,
una presenza.

S’incamminano le nostre ombre
dove il sole alza la testa
e regala altre nuove sottili e grigie visioni.

Era di maggio
il primo vagito d’un autunno
che chiedeva già soccorso alla terra.

Ora che il tempo
è solo un pretesto per rimandarci
ad un improbabile "a rivederci"
mi chiedo se sia stato più feroce

l’aver perso la strada
o le dita dei piedi.

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trovato nello studio di Adriano
e nei pensieri antichi che anche se mi sposto,
m’accompagnano.

certitude intérieure

indépendance - l'attente
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Fotografia di Béa

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Siamo diventati altro.

Ed è ora capire
dove e perchè non siamo più
l’attimo esatto
in cui tutto va e niente torna.

M’accendo di solito di fianco
il pensiero più dolce,
quello in cui tutto ancora esiste.

Fa smorfie la vita
quando dentro un pensiero svolazzi
in eterno presente.

Mano d’uomo
intreccia tenerezza ai capelli
come fosse autentica
anche la malinconia.

Abita in tutti i miei ieri
quella certezza
senza contorni.

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trovato in giorni particolari

l'Amour ne s'arrête

indépendance - encore la vie
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Fotografia di A. Mysi

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Sarà mai che dormi,
tu che trafughi silenzi
e lasci me

– questa me che non dorme di notte
solo per intravedere gli sguardi delle stelle –

mentre tutto accade,
nel succedersi di albe e tramonti
negli angoli del solito sguardo.

E’ accendersi un motivo
al risveglio
e starci dentro.

E’ chiedersi il perchè
certi vestiti non tornino mai sui fatti
o perchè s’allarghino fuori misura,
gli occhi.

Tu sei la conferma
della me che esiste.

Anche stanotte sta arrivando
nel sonno dei miei sonni,
in punta di destino
(per non svegliarci dal sogno)

il giorno.

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trovato in una notte insolita