l'intruse

indépendance - histoire
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Fotografia di H. P. Living

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Come un’intrusa nel mondo
vivo i sospetti dell’aria,
le lacerazioni del tempo
e prego che almeno la pioggia
lavi me e quello che guardo.

Ci vuole amore anche a crescere
il prezzemolo nelle conche.

Ci sono silenzi
che si muovono scalzi
sui vetri rotti.

Scappano ogni sera
nel destino accanto
come se esistersi fosse
peccato eterno.

Dillo tu alla vita
che quei piedi con cui inciampo il mondo
sono gli stessi con cui
ho scalato le vette tue

e quelle
dell’inferno.

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Trovato nelle mani
e nei giorni di famiglia intorno

je voudrais encore

indépendance - soupir
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Fotografia di Sarah Azavezza

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Vorrei sedermi accanto al tuo silenzio,
frugare la curiosità
del tuo sguardo:

saperti addormentato
sul mio sempre
nelle forme che fa la mente
quando ancora sogna.

Ci sono sere in cui
le nostre ombre
ancora s’incontrano.

Vorrei essere in te, altrove
in ogni sempre,
anche quando seppur a occhi chiusi,
è quel tempo già conosciuto

che con una mano nascondi
e con lo sguardo rassegnato

ancora cerchi.

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trovato in te

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la voix de la mer

indépendance - la mer
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Fotografia di Pluja fina

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Sono col tempo,
diventata l’attesa e il ritorno
e quale tenerezza
quell’aspettarmi ansiosa
solo per rivedermi.

Nel tempo che passa
suonano le sirene
nell’ora dell’addio e quello più nascosto,
della fame.

In una bisaccia
i contorni della sete,
le venature delle conchiglie,
le parole del mare.

Sono col tempo,
diventata un silenzio che ascolta
o l’onda che s’infrange e frantuma
su se stessa.

Col tempo è attesa d’altro:
diventa consolatoria, quasi vitale
la voce rassicurante

del ricordo.

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Trovato sulla mia riva e nel mio largo

pénombre

indépendance - voix
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Fotografia di Seckator

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E mi chiedi cosa sia
quello che non esiste.

Siamo già oltre la verità
in quel luogo fatto di luci sciolte
sull’ultimo asfalto.

Non hanno un nome
neanche i nostri passi;
la pioggia lava e non cancella
i tratti duri del ricordo.

E’ in me
che una voce sconsolata
prende forma ed esiste.

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trovato nella penombra di me
 

père

indépendance - Giovanni e Beatrice Niccolai - 1971
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 Firenze 1971

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I tuoi anni, i miei sbagli,
mentre tu voli la vita,
qui prende forma il gracchiare nero
nel silenzio.

Niente è come ricordi.

La tua assenza ha aperto la porta ai corvi
e gracchiano fuori e dentro le mura
dal giorno in cui andasti.

Non c’è notte che la luna
non si trattenga sugli angoli degli occhi
preparandoci al risveglio.

Spaventano ancora  tua moglie
l’hanno violentata a turno sempre più forte:
ora è l’ombra di un’assenza
e chiama, cercando anche te
 "mamma".

Niente è come avevi previsto,
Anche il giudice è ormai corrotto.
Per fortuna esiste l’acqua corrente
che espia, lavandosi le mani, le colpe.

Poi arriva sera
qui fra il legno e la pietra,
in questa nostra vita che è oggi,
anche la tua storia.

Tutto è
come tu non avresti voluto mai.

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Trovato nella nostra storia
e in quello che non avremmo voluto mai.

 

le vide

indépendance - fleur de la pluie
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Fotografia di Christine Lebrasseur

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Mi nascondo ormai
nella fame
e nello sguardo distratto
di chi vive l’abitudine del giorno.

Da quando ho scoperto
che in te ho amato solo
un fantasma che non esiste,
la cui circonferenza esistenziale
è una capochia di spillo,

vivo il vuoto
di chi sta aggrappato
ad un acino acerbo
che non sà se diventerà mai
almeno la giocosità di un giorno.

Strane forme disegna la vita,
intorno al niente.

Sono giorni che parlo
monologando ricordi
il delirio di chi cerca di dare una forma
anche alle assenze.

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trovato accarezzandoti,
nella nebbia

huître

indépendance - l'aube d'une vie

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Quante albe conterò ancora
fino all’ultimo risveglio?
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L’assenza è certezza di vita
e misura del tomento.
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Un lungo sorso di vita
per i miei stanchi remi in barca.
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Fra alle onde
ho trovato solo lo straccio della mia vita
impigliato nella nassa.
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M’aspetta a riva
il segreto della conchiglia

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Trovato nei pensieri nascosti

entre moi

indépendance - prière

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Rientro nelle mie mani,
per raccogliere quello che Tu non hai colto,
per strapparmi giorni, mesi, anni,
e una spina dal silenzio.
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Rientro nel rumore di una preghiera
che non ha santi in paradiso.
..
Nella premura delle mani
torno ad essere sabbia del mio tempo
di una classidra che lentamente
.
si svuota
.

Trovato nelle mani

père

indépendance - boulevard beatrice

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"… Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione,
chi tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi,
per consegnare alla morte una goccia di splendore,
di umanità, di verità…"

Fabrizio De Andrè
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***
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Ricordi ancora quando scrivevo parole
partendo dal lato destro del foglio verso sinistra?
Tu mi dicevi: " scrivi, scrivi come senti, scrivi come ti va’".
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Ricordi ancora le punizioni che prendevo a scuola 
perchè scrivevo al contrario e tu
scendevi dalla tua cravatta
per prendere in braccio la mia ragione?
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Ottobre, mese d’uva nera
di odore del primo fuoco nella stanza.
Ottobre, mese della dimenticanza.
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La tua casa ora è un odore di malattia,
dove la donna invecchia tutta la tua assenza.
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Non un organo del corpo
le suona più la melodia della donna.
"Quando mi ha conosciuta – dice ricordandoti-  
ero anche io così bella".
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Lo sguardo le cade sul posto tuo rimasto vuoto
e il cucchiaio scandisce memorie.
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Ottobre segnò nascita e prima distanza.
Le rose bianche supplicavano ritorno,
le tante rosse, mescolate alle zolle
pregavano per noi dal cuore della terra.

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Una fotografia ci ritrae ridendo
come se stessimo ancora camminando.

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Dalla più feroce delle assenze, babbo.