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Recuperata dai Tuoi occhi,
la mia capacità di guardare,
T’osservo perderTi nelle mie parole
ed è il più dolce degli incontri,
di noi, senza la necessità di dichiarare l’evidenza alla voce.
L’Amore è una carezza che gli occhi lucidi
danno senza pudore, al cuore.
Il mio Ti è familiare
come una cucina in disordine,
come un letto da disfare
nelle capriole delle foglie baciate dal vento.
Potrebbrero mai le parole tradurre il Tuo sguardo?
Quella tenerezza che mi sfoglia
ogni nascosta nudità,
che nella morbidezza dell’abbraccio
erige ogni senso
fino al bacio degli angeli
incapaci di pregare le preghiere dei fedeli.
E’ il nostro più feroce peccato
essere nati angeli senz’ali
stremati dalla fatica
di risalire, scalando senza corde
le pareti senza appigli
dell’inferno
.
Liberamente dedicata all’uomo che parla la cuore
senza il rumore della voce