
.
Fotografia di L. Martin
.
Assumi contorni lievi
nella lontananza
dove i tratti della gioia
ancora colorano i tramonti.
Sei già
sul trono delle assenze
– il più alto che le mie radici consentono –
dove nutri i rami, le nuvole,
i miei dubbi
e quel brillare di stelle fra le foglie.
Arrivare a te,
è salire a piedi scalzi
le mura alzate a secco
pietra su pietra
come linea oscura o d’orizzonte
della nostra reciproca assenza.
Ci salvano i voli delle anatre,
il loro schivare gli spari
fra il frusciare d’alberi
o il correre dei daini per boschi,
in loro,
in quel levarsi d’ali,
diventa
indubbia vastità
del nostro piccolo regno d’aria.
.
trovato respirando la tua assenza