avec papier

indépendance - fotografia di Deborah Marini - aprile 2007

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Fotografia di Deborah Marini, 2007
 copertina del prossimo mio libro

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Sono consapevole del fatto che non sia facile starmi accanto.
Ho per molti aspetti un carattere ingestibile.
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Mi assento dalle cose che ho intorno per pensare,
poi riemergo con le mie teorie, coi miei pensieri
che dò per scontato gli altri sappiano,
che abbiano visto con me quello che io nel mio viaggio
ho persino toccato, respirato.
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Il prossimo libro è un viaggio.
un viaggio che non ho fatto da sola.
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Il prossimo libro è un Atto d’Amore.
Non tanto mio, ma di chi con me
ha fatto il viaggio, vedendo quello che viaggiando
ho visto io.
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Pochi giorni prima di Pasqua ricordo che telefonai a Deborah,
le chiesi di fotografare uno spaventapasseri,
di quelli vestiti che sembrano che parlano quando li guardi.
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Un tempo gli spaventapasseri abitavano i campi,
oggi sono sostituiti da nastri di plastica rossi e bianchi
annodati alle piante.
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Deborah ha una dote non comune.
e’ sempre silente. parla poco e quando parla,
il suo discorso ha sempre una logica.
Lei è dotata della capacità d’ascolto.
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Le parlai di come stava lo spaventapasseri
che avevo trovato, visto, amato nel mio viaggio interiore
e che avrei voluto trovare in un campo.
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Lei non aggiunse molto. Mi disse solo
"certo che sei strana,  ma forse ho capito"
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Lei costruì uno spaventapasseri,
lo vesti facendo suo il mio viaggio
e mi inviò molte immagini, tutte bellissime.
Guardando la foto di questo post,
capii che era lui che cercavo.

E sarà lui la copertina del prossimo libro.
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Ovviamente lei pensò bene che uno spaventapasseri
si annoia mortalmente da solo e costruì anche la sua compagna
ma questa è un’altra storia.
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Deborah ha la straordinaria capacità di rendere vivo
anche un sasso quando lo fotografa.
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Durante il viaggio si incontrano persone bellissime.
immagino sempre di viaggiare per lunghi tragitti
è nei viaggi che ho sempre fatto stroardinari incontri.
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Durante il viaggio mi si è seduto accanto,
con una delicatezza antica e straordinaria, Guidu.
Un giorno lasciò un suo segno di passaggio,
con una traduzione di alcune parole mie.
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Giorno dopo giorno ha preso per mano le parole
e lo ha sempre fatto sottovoce,
lasciando discreta traccia della sua bella presenza.
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Grazie a lui il libro uscirà in due lingue:
italiano e francese
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Pensai che, per come è strutturato il libro,
che è una storia brevissima entro cui si muovono le parole,
che occorressero delle immagini.
Poche ed essenziali.
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Pensai ad un artista
capace di vedere quello che vedevo io.
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Fu un pomeriggio non lontano che telefonai a mio figlio.
"Giacomo senti, sei molto bravo quando dipingi,
avresti voglia di illustrare il prossimo libro"?
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Giacomo rimase silenzioso.
poi mi disse che non sapeva se ne sarebbe stato all’altezza.
Gli chiesi espressamente di leggersi tutto il libro,
di scegliere i passaggi che preferiva e lì
lasciarsi trasportare dai sensi.
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Non sono molti, sono sei disegni.
Uno più bello dell’altro.
Lui come Deborah ha la capacità di rendere vive
le cose che disegna.
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Ha usato tecniche che non conoscevo.
E’ venuto più volte qui da me per dipingere
e sembra che la mia presenza sia servita.
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Il disegno che in assoluto amo di più lo ha fatto
con terre, sangue e caffè.
(gioventù moderna, io mi sono fermata agli acquerelli)
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E sarà il disegno di chiusura del libro.
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Sembra che il lavoro fatto per il libro gli dia anche credito scolastico
e ringrazio quegli insegnanti che gli hanno permesso
di dedicarsi a questa sua partecipazione
anche nelle ore di lezione scolastica.
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La tenerezza è stata sentirmi chiedere…
"Mamma, senti, anche piccolo piccolo, verrà scritto sul libro
che i disegni li ho fatti io? Insomma ci sarà il mio nome?"
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Certo che ci sarà il tuo nome,
e stavolta ci sarà anche il tuo cognome
e ci sarà persino la tua fotografia,
come ci saranno le fotografie di
Deborah Marini e di Guidu Antonietti di Cinarca.

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Personalmente credo, senza niente togliere alle precedenti
prefazione e presentazione avute fatte
dal premio Campiello 2005, Pino Roveredo
e dal critico letterario Giovanni Choukhadarian
per "Sans papier – reato d’esistenza di una buona a nulla"
che la prefazione di questo libro
sia molto, molto bella.
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Il titolo del libro e l’autore della prefazione rimangono ancora
nel cassetto del blog.

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Il finale del libro?
Ha intanto una costola a differenza del primo libro
che era unito da due spirali come i block notes.
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Il libro non ha un finale
e chi vorrà potrà scrivere nella zona apposita
il finale che preferisce.
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Io l’ho chiuso come fosse quello l’inizio.

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L’uscita del libro è prevista entro dicembre.
poco dopo il compimento dei miei quarant’anni

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Un grazie di cuore a chi ha fatto con me,
il viaggio