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C’è una terra benedetta dagli angeli
sconsacrata dal passaggio degli uomini.
Un esercito di clandestini
nella lingua di terra che li ha baciati tutti,
poi, volgendo gli occhi altrove,
mai li ha dimenticati.
Un templio abbandonato
come l’antica abazia dove ci nascono,
dopo il passaggio del fuoco, i fiori.
C’è una donna con un destino non scelto
e un fiore che ancora fiorisce
nel tramonto della sera.
Se solo m’avessi baciata oltre la carne,
avresti trovato radici senza terra
e avresti trovato, cercandola,
come fosse cosa viva,
attaccata alla virilità di qualcun’altro
la tua ombra.
Trovato nell’inquietudine dei giorni








