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Tu non la senti mai
quella voce che urla mentre niente
sembra far rumore.
Quell’urlo che evapora
in una lunga notte femmina di vino,
e che si ricompone, cauta donna al risveglio
Sui tacchi
ho frantumato i sogni contro un marciapiede senza strada
dove il cielo era ancora troppo lontano
ma così vicino all’infamia del destino
Tu non l’ascolti mai
ma ha la tua stessa voce
e urla l’emancipazione di Dio,
senza annunciare niente ch’io già non sappia.
Una voce dentro,
in qualche vicolo abbandonato, piange,
senza destinatario è l’odore del domani,
l’oggi ce lo giochiamo a dadi,
poi magari dopo un quartino di altra vita,
mi baci.
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Non userò più il rossetto
per leccare un francobollo
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Trovato nel bicchiere vuoto
e nel tuo acino acerbo per farci il vin santo








