malade

indépendance - les temps
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Fotografia di M. Josè

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Non ricordo esattamente
come andarono i fatti.
La vita mi stava ruotando intorno dall’alto
e aveva tutti i volti del tempo.

Io poco distante
per tenerezza e disperazione
mi ero accanto
e mi stavo consolando.

Qualcuno ricorda un grammofono rotto,
altri mi parlano di una donna
che cercava le proprie falangi
in un ditale di cristallo.

Sembrava un angelo
stanco di stare sulla terra.

Degli anni passati
ricordo solo una porta scardinata
dal vento.

Ora la guardo l’altra me
spacciare ortiche
ai mendicanti di rose
e in un sussurro ridente, ad ognuno
come fosse ancora nelle fauci del leone

parlare d’Amore.

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trovato nel caos in casa,
fra le pile di panni da stirare,
fra i commenti su fb da seguire

e in una piccola ferita
che non smette di urlare

ajonc

indépendance - l'attente
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Fotografia di Blue Ice

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Ci sono certezze
con le gambe stanche.

Si fermano ancora i miei occhi
sulle scie delle foglie,
fra i grani di terra,
sulle zolle dei miei passi.

La verità
è un silenzio sulle labbra
che urla dentro.

Un dolore che smuove al solo passare
l’alicanto e le ginestre.

Si veste di colore la terra
che sembra diventare
 magìa e incanto.

Sono la povertà e la ricchezza
di chi zolla dopo zolla,
mette radici nelle mani
e diventa al solo cascare,

 linfa e fiore giallo.

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trovato in mezz’ora di silenzio in casa

une autre aube

indépendance - l'aube
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Fotografia di M.

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Il tuo passo muto
risuona anche nel silenzio.

Si avvicinano nella notte
i pensieri più distanti;
diventi forma autentica
o l’occhio con cui mi guardo.

Saperti al di là dei discorsi,
nei colori dell’alba
e nella resurrezione di me perdente.

Come fosse vero
quello che seppur muto,
sento.

Ha sete di te
nella fragilità degli steli
ogni mio germoglio.

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trovato dove non credevo nascesse
più nulla.

toi le roi

indépendance - l'attente
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Fotografia di Esther

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Dove ti fai onda,
divento nel mio essere,
piccola spiaggia per le tue conchiglie.

Regina senza regno
mi lascio bastare come segreto
nella risacca.

Ci sarà lontano il mondo,
nella brevità di una frase,
nell’atteggiamento costante
del vento sulla pietra
o dell’acqua che scrive suoni
nella gola delle montagne. 

Sarai il ramo che si estende
solo per scostare temporali
o un’onda solitaria
naufragata nel mio silenzio
perchè diventi parola.

Deponi tu il giorno
fra i mei giorni
quello in cui io sola
per le ragioni del cuore

non mi basto più.

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inutile opporsi al cuore.
Gli dico di non pensarti ma lui è sordo

encore le silence

indépendance - le retour
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Fotografia di J. K.

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(di nuovo a casa)

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Ancora si alzano
come assistite dal coraggio,
queste lunghe ore di silenzio.

Le vedo muoversi
entro i contorni delle piccole cose,
in loro
guardarti passare fra gli archi dei ricordi.
fermarmi laddove
qualcosa s’è perso.

Passano così,
senza chiedere niente,
senza rivolgerti parola
se non qualche sguardo,

queste lunghe ore
di ombre sugli specchi

in cui io sola,
distante anche dal ricordo,

 invecchio.

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Trovato qui a casa.
Nel silenzio di casa.
Sulla tastiera e fra le cose che non passano.

l'histoire d'une Fleur

indépendance - enfance
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Per gentile concessione di
Antonella Iurilli Duhamel

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E ancora muoversi
dentro a giorni
presi in prestito al tempo
con quella calma
del mare sotto a ogni tramonto,

come se fosse
naturale essere il filo
che tesse le ragnatele sugli anni
o quella polvere sulle travi della notte.

Trovarmi in distanza assoluta dal cielo,
così distante dalle stelle,
a girovagare per i vicoli oscuri
del mio smarrimento.

Essere certezza dell’ora
e mai del quando.

Guardarmi arrivare in ritardo
come si presenta una stella cadente
nel cielo spoglio di novembre.

Ripercorrere tutti gli odori,
dei tuoi attimi, del mio sempre.

Il fiore reciso
ha anche lui una sua storia:
essiccato fra due pagine

si fa incontro.

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trovato dove io cerco altro, sempre

encore le vent…

indépendance - des jours
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Fotografia di Surya

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Ancora vorrei approfittare
delle stagioni
per raccontarmi
che qualcosa cambia,

per inventarmi brevi spazi
sulle tue labbra
prima dei lunghi discorsi
del vento col silenzio;

oppure perdermi dove il finale
ha disegnato il suo inzio.

Esserti complice
nelle lunghe ore sotto ai noce
e mai nella dimenticanza.

Come certi pensieri
che non si nascondono
dentro la vita ancora in seme,
in un ruggito di tenerezza.

Ancora vorrei aspettarmi
dove tu mi aspetti,
dove le chiavi aprono nuovi silenzi

e mai la porta
da cui solo Tu

entri.

 

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trovato in giorni di corsa
a misurarmi con le cose che mai avrei voluto fare

ou le soleil…


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Fotografia di F. Bird

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Ora lasciami dormire
sulle foglie di fine inverno,
prima che altra stagione
mi risvegli.

E sarà sempre d’ieri
la tua immagine migliore,
quella che osservo in una cornice vuota
mentre cerco nel tuo non-esserci,
una presenza.

S’incamminano le nostre ombre
dove il sole alza la testa
e regala altre nuove sottili e grigie visioni.

Era di maggio
il primo vagito d’un autunno
che chiedeva già soccorso alla terra.

Ora che il tempo
è solo un pretesto per rimandarci
ad un improbabile "a rivederci"
mi chiedo se sia stato più feroce

l’aver perso la strada
o le dita dei piedi.

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trovato nello studio di Adriano
e nei pensieri antichi che anche se mi sposto,
m’accompagnano.

au plus tard

indépendance - feuilles
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Fotografia di Grenka

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Al più tardi,
– tu sai dove ancora siamo –
ci troveremo seduti
come le foglie,

con quella tenerezza
schiusa alla vita,
pronta al nuovo incontro.

E sarà il miracolo di germogli
sugli alberi stanchi,
le ghiande nutrono porci e terra
noi abbandonati all’altro
dove per un attimo solo,
per una carezza di vento,
tu torni. 

Notte d’autunno si fa brevità
e cadranno altre foglie
al di là di te

in quella me senza dimora
dove solo un cane abbaia

al muoversi
del tuo odore nel vento.

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trovato dove io cerco altro

comme le vent

indépendance - attente
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Fotografia di Seva

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Potrò mai raccontarti
del silenzio che è tuono
e che bagna il cielo
già in un sguardo?

Saperti dove il tempo
è già un eterno
che come un’onda che ti avvicina
e ti allontana
da dove muore la conchiglia.

Avvicinami al sogno
senza svegliarmi.

Osservarti nella spuma del mare,
in quei sentieri di silenzi
a filo d’orzzonte

e già trovarmi a cercarti
dentro e fuori la pelle,
percipire la tua corsa
dalla forza del crine nell’aria.

Respirarmi quasi dormendo,
con il tuo sguardo
forte e lieve

come un vento di maestrale
nel presente di futuri ricordi
e nei capelli.

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dovrei riordinare alcune cose.
Tu però rimani dove sei: in me, ovunque.