des racines et des ailes

pieds

.

Me lo diceva sempre mamma
che i poeti muoiono di fame e che d’Amore non si vive.

Me lo diceva quand’ero bambina
che avrei dovuto sposarmi con un bravo ragazzo,
di quelli composti, obbedienti, con un bel lavoro in banca.
Anche i banchieri sanno amare, diceva.

Il mio cuore s’è sempre innamorato
di uomini che piangono e che si perdono nella luna
e che invece di camminare, volano senz’ali.

Piccoli voli, s’intende.
Da un ramo d’albero alla terra,
 da una bicicletta a un fossetto, o da un cavallo al prato,
però i miei eroi,
il loro piccolo volo l’azzardavano
per rialzarsi sporchi di fango o di terra.

Aveva un anno più di me, il primo bravo ragazzo
di cui i miei genitori potevano sfoggiare vanto.
Ora è un bravo direttore di un gruppo bancario.
Ma non ha mai volato se non prendendo in prestito
le mie non-ali.

Me lo diceva la mamma, che l’amore
è sì importante e che ci sono anche avvocati come il babbo
che sanno amare.
Fui sottoposta alla conoscenza di vari bravi ragazzi
con laurea fresca in decenza,
fui persino invitata a far parte dei Rotaract.

Dissi anche allora no
per volare dall’albero alle foglie
di qualche pazzo che viveva di sogni.

Dai voli dagli alberi avrei perso
pian piano tutta la mia corteccia
per rimanere, radice.

L’ha sempre detto mamma
che di ribellione non si vive;
le ho sempre risposto che senz’amore però si muore.

Scuote sempre la testa quando mi vede
che non capisce da quale albero
io accarezzi ogni sera, la luna.

Non chiede più niente, mamma…
poi, con il tatto di chi ha perso ogni speranza
mi guarda e chiede su quale albero io sia salita
per un altro pindarico volo.

Mamma, è un ciliegio in fiore!
E’ così grande e bello
che cadere dal Suo ramo garantisce un gran bel volo
Come cadere da una sequoia
e volare…

Pensa,
con Lui mi sono spuntate
persino le ali

.

liberamente tratto dal ramo
e dagli occhi di mia mamma

reveil IV

reveil

.

Mi risveglio sempre così,
incastonata nei Tuoi pensieri,
in un cielo dove trovano spazio ancora incerti aquiloni
dove ancora il sole nasce dentro agli occhi,
scuciti fra le mani e un bacio,
nuove tenerezze.

Mi sveglio sempre così,
fra gli anni che passano e quelli che non dichiaro,
funambola senza desiderio di reti,

desiderosa di cadere,
come nel primo volo,
il primo bacio, il primo respiro che m’hai tolto,
e quello che morbido T’ho restituito,

fra le Tue braccia,
ancora
per ogni esigenza non respinta d’Amore

in Te, senza desiderio di ritorno,
cadere

.

liberamente tratto dalle ciliegie che rubo sul Tuo ramo in fiore
dall’odore di cui non riesco a fare a meno,
dal mio aquilone che in Te vola ancora

l'ombre

peau

.

Ha strane ombre, fra le foglie,
il ciliegio.

Catturo la luna per salirci sopra,
non che abbia desiderio di una luce,
il tatto delle foglie sul mio fiore,
i rami annodati in un abbraccio,
la tenerezza della sera.

Curiose ombre, giocano col Tuo sole
ombre cinesi sulle pareti dei nostri giorni,

noi che dei muri
siamo i graffiti,
i graffi,

e un pò di colore
.

liberamente tratto dal Tuo maglione blu
e da me che mi ci nascondo dentro

aquilon

prière

.

Nel vuoto di futuro si stancheranno
di cadere anche le foglie.

Ho bevuto senza fretta, tutta la Tua bocca,
di parole per Te, io mi sono svestita,
d’un pudore di bambina.

Ho percorso i contorni del desiderio,
in una mano, racchiuso un sogno,
la Tua tenerezza,
nell’altra, la Tua a indicarmi come cresce
dentro agli occhi,
il cielo,
uomo che coltivi incantato, le stelle.

Perle senza filo,
la collana dei miei giorni.
Una perla al giorno,
sul Tuo glande, m’incoroni bambina peccatrice,
ghirlande di foglie intorno alla vita,
intorno al cuore
muore senza più nemmeno il nome,
un dolore.

Nel Tuo odore
torneranno a germogliare,
sugli alberi, di Noi,
come foglie,

gli aquiloni

.

liberamente tratto dal cielo nero dei Tuoi occhi

mains fortes

embrasse-moi!

.

In ogni abbraccio avrei perso
un pò di quella pelle che protegge il cuore,
per arrivare a Te,
sbucciata d’Amore,
scarnificata.

Le mani forti della Tua Anima,
proteggono il mio cuore ancora vivo.

La Tua bocca,
fonte d’ogni nuovo sapore
stringe fra i denti,
senza ucciderlo,

il mio cuore

liberamente tratto dal Tuo cuore che stringo fra i denti

une chanson

Toi et moi, c'est Nous

.

Quante volte ho preso a calci la vita
inseguendo un amore.

Quante volte ho strappato fiori ai miei giorni
per cercare in forti braccia, le mie radici.

Di campo, i miei fiori.
Senza terra, la mia terra.

Passi, sulle mie traiettorie,
di stelle, il cielo.
Senza cielo, le mie notti.

Stasera suonerà nel silenzio,
una canzone

liberamente tratto dall’amore
dalla sua essenza, dal suo odore o forse dal bisogno

joie

jolie

.

Un suono, interrompe la dispersione
di pensieri nell’aria grigia di fumo.
Il richiamo della memoria
uno stupore che invita alla dolcezza.

Non vuoi che Ti regali  una copia del libro.
"No, i libri vanno comperati,
soprattutto quelli delle persone che si Amano."
Mi zittisci così fra le carezze.

La lontananza è una carezza improvvisa
con la Tua dolcezza
mi dici gioiso che oggi sei stato a ordinarne tante copie.
Tante, tante, tutte per Te.

Tu arrivi in sorrisi e carezze
dove raramente arriva il sole,
dove la dolcezza aveva perso destinazione.

Tra le foglie e il desiderio,
il Tuo ramo, di me,
matura il dolce stupore.

Mordilo dalla mia bocca,
io nelle Tue labbra,

succo che cola dal desiderio di Vita
la nostra,
di poche parole,

Poesia
.

liberamente tratto dal senso dell’Amore

renaissance II

Jean d'Arc

.

Arrivi come un forte temporale,
senza inibizione,
scivoli fra le mie gambe, la Tua erezione

Senza chiedermi niente, muovi
la lingua in incantata preghiera
in ogni mio labbro,
scuci sospiri rubati al tempo

Adorabile mia Poetessa Puttana
Sei un orgasmo continuo,
Tu sei Tutto il mio cazzo,
Tutto!
Tu sei l’Amore!


Lo dice la pelle, lo dicono gli occhi,
lo racconta per noi, l’odore.

Scivolo così nel Tuo inguine
per riposarmi poi sulla Tua dolcezza,
in incantata poesia,
sono fioriti fuori ogni attesa,
nel nostro giardino,
nuovi ciliegi.

I Tuoi occhi, persi nell’icrocio
distratto del destino,
accompagnano le mie labbra
sulla bocca dove silenziose,
nascono indecenti nuove parole.


Mi commuove ogni Tua carezza,
ogni Tua irrequieta perversione,
fino al gioco che originò
il piacere del peccato.

Le stagioni cambiano
al cambiare del vento
senza nemmeno l’esigenza di una sponda a cui ritornare,
senza difese, ancorarmi per un attimo alle Tue labbra,
bevendo dal mio silenzio,
 le richieste del cuore,

in Te, col Tuo odore,
con il pronunciato e dichiarato Amore
arriva, senza vento, una nuova stagione.

.

Dal fiume che generò il mare.
Dalle zattere che si rincorsero fra le onde
dalle ali di un uccello
dalla bocca socchiusa del cuore.

Da Te e da me
Odore di Noi
è nato l’Amore