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Michela oggi se vuoi
puoi tornare nel silenzio della mia casa.
Oggi puoi, se torni, accendere la luce.
Diventano lunghi i silenzi d’inverno
in una casa senza suoni, luce e riscaldamento.
Tre i miei.
Uno lontano dal silenzio dei fatti,
uno nel silenzio senza fine di una donna.
uno con te qui
e quel silenzio finiva quasi ogni sera
in una risata, in una bevuta, in un abbraccio.
Poi ognuna di noi due, piangeva.
Ed era bello giocare come bambine
stanche di scappare.
Ed era rinascere ogni giorno accanto
di sangue diverso, sorelle.
Michela oggi se vuoi, puoi.
Puoi se vuoi, non cercare le stanze nella memoria,
e respirare odore di bucato di lavatrice.
Michela se tu fossi qui, sarei un pò più famiglia,
sarei meno sola del vuoto
con una collana di noci al collo.
Puoi lavarti non più al lume di una candela
sotto all’acqua gelida delle docce d’inverno
con in sottofondo quel mio piangere
più freddo d’ogni silenzio.
Tu sei arrivata sempre con l’estate
senza sparire mai d’inverno.
Michela oggi se vuoi posso offrirti un te’ caldo,
in tazza di ceramica elegante
come m’hanno insegnato in famiglia.
Non chiedermi dov’è ch’è iniziato
il cigolare del destino.
Iniziò prima che sparisse la luce in me
il caldo in me, oltre la porta violata
senza cardini, i giorni.
Michela, oggi se vuoi, puoi scaldarti.
Ho cambiato per i nostri giorni
anche gli asciugamani.
Nella dispensa c’è ancora
quel pezzo di cioccolata da pochi centesimi
prezioso come la miseria.
Michela, oggi se vuoi
io posso apparecchiarti la tavola.
con un pezzo di pane e del sale
e Tu sai,
solo tu sai
quanto quel pane sia benedetto.
.
Dalle cose che accadono,
dalla caldaia nuova in casa,
dalla vita