coup d’œil

Fotografia di Katia Chausheva

Carezze di terra
e tu qui con me
a organizzare, d’amore,
una rivolta.

Quando anche gli alberi
pensarono ch’era cosa buona e giusta,
spostarono i rami
e liberarono le foglie
perché la vita
ci conducesse all’incontro.

C’è qualcosa di sacro
mentre t’osservo.

T’osservo,
mi basta saperti accanto.
E anche questa cosa
è buona e giusta.

Trovato
nel risveglio del filo d’erba 

QUI
una versione recitata
da Roberta Bedogni che me ne ha fatto dono

terre d’accueil

Fotografia di Tina

Ora la collina non è più in fiamme,
il fiume si adagia sui sassi
e il canneto copre il passare dei giorni.

Ora è tempo di ripulire le pietre,
di sentire il profumo delle zolle
e di conservare i segreti della terra.

Radici lontane riaffiorano
con la forza dei ricordi.
La stessa forza del filo d’erba.
La stessa forza del perdente
che non teme sconfitta.

Il bisogno
ritarda solo la pioggia.

 Lo senti urlare in silenzio?
I nostri passi non sono passi.
Sono quello che siamo.

Vento sul canneto
e terra su terra.

Niente di più vero
che del semplice esistere.

Trovato nella terra, 
ogni giorno, mentre la tocco, la lavoro
e m’insegna

cigué

indépendance - tout-bas

.
Fotografia di Nattil

.
Il tempo
avrebbe tracciato sul volto
impavide voragini
fra quello che è stato
e quello che non sarebbe mai
successo.

Anche la cicuta
ha un suo senso.
 
Dentro al tempo
anche uno sguardo si trasforma,
diventa preziosità dell'attimo,
quello in cui le cose cambiano,
lasciandoci stranieri
entro le brevi mura del ricordo.

Ti avrei bevuto fino
all'avvelenamento.
Tormento di vita, 
mi allentai il cuore in cerca d'aria.

La cicuta era in te,
anche questo.

Fu d'improvviso
come un temporale estivo
prima della notte,
dentro la dismisura dell'impotenza.

La vita
m'avrebbe voluta ancora al suo fianco,
con una spina conficcata nella mano.

Il tempo mi sarebbe
cresciuto solo
intorno.

.
trovato nella mano, sotto a un pruno

 

voix d'attente

indépendance - jeune fille
.
Fotografia di Nika Fadul

Anche la voce
sarebbe tornata a tacere
per gli spazi infiniti del silenzio.

Pensai che fossi tu le parole
per la mia bocca.
Ed ebbi fame ed ebbi sete
senza riuscire a chiedere acqua o pane.

Diventai l’attesa,
un dialogo fra sordi
e diventai acqua e diventai pane.
Diventai lo stupore di qualcosa
che è troppo vivo per morire.

Imparai la gioia della sete
e la fortuna della fame.
Tu eri breve e prezioso
 come le briciole.

Furono foglie d’autunno
a ricadere morbide sul tempo
ed io t’avrei lasciato la vita
per eterni sospiri d’inferno.

Anche la musica diventò silenzio
e s’assopirono sotto le foglie
le radici, le pieghe del cielo,
i giorni.

Nessuno poteva immaginarlo
dove ebbe inizio il tramonto.

Doloroso come un pruno sul cuore
– ruppi il silenzio –
e parola dietro parola
inseguii la sete e rincorsi la fame
e iniziai come fossi rinata,

ad urlare.

.
Trovato giorni fa e riuscita a postarlo solo oggi.
Curiose cose fa la rete.

au fond des choses

indépendance - histoire
.
Immagine trovata in rete e rielaborata

.

Rumoroso silenzio,
commuove come d’autunno l’aria
e il sospetto si fa certezza
dietro le ombre della pietra.

L’avevamo previsto.
La vita separa sempre
l’inseparabile
e spezza pane bianco
alla tavola di chi non ha fame.

Ce l’eravamo detto
anche prima che accadesse:
la vita è un treno che deraglia
mentre ci prepariamo all’incontro.

Doppiamente stretto
alla fronda più fragile del salice,
il cordone che ci unì in vita
si sprigiona nell’assenza
come un vento senza patria
in vagiti di tenerezza.

Uno strappo in cielo
bagna la terra,
e ancora più oltre
dove nulla è visibile,

rafforza e protegge
gli abbracci della radice.

.

Nell’ora della memoria.
Diciassette mesi dopo, manchi mamma.
E quante cose vorrei poter condividere ora che…

le soupir d'une pensée


.
Fotografia di A. Snaps

.

Mi ritrovai alla fine di un pensiero,
seduta in disparte,
già di spalle all’estraneo
che credevo di conoscere.

Di spalle va e viene il tempo,
qualche volta piove sulla solitudine:
i sospetti riscaldano l’aria
ed evapora la pioggia.

I colori arrivano d’imporvviso
in stagioni senza tempo,
scolorite per eccesso di memoria.

I piedi del viandante
provano amore
anche per la capigliatura d’un albero.

L’ombra del cercare
ristora il viaggio
dei carcatori di coralli
che hanno le mani impigliate
fra le radici e le zolle di terra.

.
Trovato credo principalmente
nella scarsa disponibilità di tempo
e dunque nello stupore.

c'est inutile

indépendance - femme
.
Fotografia di E. Mantarai

.

Inutile rammendare i ricordi
o cercare lo stesso filo rosso
con cui un giorno cucimmo sogni.

Inutile
rovistare nel dolore di turno
per trovare lo stesso presupposto
che perdona ogni sbaglio.

Tu eri il tarlo
del mio cuore di legno.
Ciliegio accertano i conoscitori dei frutti
perchè ti mangiavo un poco alla volta
come tu entravi in me,
bucandomi nel profondo.

Inutile ora
catalogare i giorni
che non hanno nemmeno il peso
della memoria.

Di quello che fu,
solo tagli e incisioni
strillano sulla corteccia;

ma nel silenzio trafigge la luna
 quell’albero senza foglie.

No, nessun innesto.

Usato e provato più volte
questo mio
è un dolore sempre vergine.

.
trovato in antichi cassetti
che non si svuotano mai

c'etait hier

indépendance - Noel
.
Fotografia di Kelp

.

Ci sarei arrivata
a quel giorno ch’è già ieri
e che mi guarda
attraversare il tempo.

Era ieri
quel gracidare di rane
dietro al primo sole
di un’infanzia a colori.

Poi il divenire si sa
perde colore e acquista forza
come il vento nel mare.

Oggi è tempo di saltare per sassi
per non cadere nei fossi
o inguaiarsi nell’inseguire passo passo
le ombre lunghe
che non hanno più lo sguardo
nemmeno per consolarci.

Stacco così ogni giorno
un’ala all’angelo che mi perseguita
per disegnare nel cielo
una direzione da seguire.

Caldo di scirocco,
inusuale per essere inverno
questo vento che cambia
le traiettorie mie e del tempo.

Sbocciano anche sotto la neve
certe rose in dicembre.

.
L’evento che era previsto per il 19 Dicembre a Prato
è stato rimandato a data da definire
per le pessime condizioni del tempo.

.
Qui
con un ricordo di Alda Merini
il mio augurio di Natale

.

Trovato in un periodo intenso

femme d'eau

indépendance  - encore
.
Fotografia di M. Rocket

.

Quando finisce un Amore,
– ci raccontavano –
ne nasce subito un altro
(di quelli senza confine, sul confine delle stelle).

Qualche carezza attraversa l’aria,
come fosse vento nel canneto
poi si ricompone sui campi da arare
e si fa rosso
come un cuore trafitto al tramonto.

Solo la nebbia
avvolge le ombre e le allontana
dal filare di pioppi,
dalle lacerazioni dello sguardo.

Sono sempre a fare buchi per terra,
a seminare giorni
per farne motivo di raccolto.

A guardare basso s’impara
la preziosità della pioggia.

L’accarezza, stringe e la penetra
come fosse una donna.

Lei s’abbandona in una pozza
e diventa celeste come il cielo
riflessa come un raggio di vita
nel segreto dell’acqua.
 

.
trovato sulla linea di confine
fra la terra e il cielo
dentro l’acqua.

les feuilles d'automne

indépendance - après les temps
.
Fotografia di H. Tulla

.

.Ancora sogno.

Il tempo è una carrucola nello stagno,
preleva fango
come nell’esistere giorno dopo giorno.
Solo le foglie anticpano i passi.

E ancora piovere.

Dal basso verso l’alto,
come i primi fiori di maggio,
come una vertigine
che danno i voli, gli abbracci
o questo tempo
dalle pareti spoglie.

Le prime luci dell’alba
sono sempre i ricordi,
poi diventano miraggi dello sguardo.

Nella pioggia d’autunno
cadono anche le foglie.

Dietro le tende del vivere
si avvicinano le parole.

Solo loro.
Come ogni giorno.

.trovato nel tempo che passa,
che cambia e non cambia mai.