
Nella vita non si smette MAI di imparare
Questo post è dedicato alle donne che non sanno come sopravvivere ad un marito, ai figli, alla suocera,
alle lavatrici, alla casa sempre linda e profumata,
al frigo sempre pieno, alle bollette che arrivano
e la cui colpa è sempre sua a detta del marito.
Conobbi S il sette anni fa, quando trasferitasi da poco nella mia zona, inserì il figlio nella scuola che frequentava il mio. Ultraquarantenne dai capelli neri cortissimi. Occhioni alla Betty Boop, occhiali e sempre vestita classica, come si conviene a una brava signora.
Ovvio con me, apparentemente una tipa così non ha molto da spartire. Ricordo che quando la conobbi non faceva che parlarmi dei figli, delle lavatrici che faceva, della casa, della spesa. Due coglioni immensi. In quel periodo ero tornata dai miei due mesi in india e avevo decretato la separazione dal padre di mio figlio.
Passarono gli anni. Lei ogni qualvolta mi vedeva, rinnovava le sue lamentele da brava donna su cose a me incomprensibili. Poi successe che due anni fa ad una delle mie feste, dietro al solito tam tam che richiama le persone, arrivò un tam di quel tam tam anche a lei.
Non l’avrei mai invitata perchè una tipa così "perfectly" non è che si sposi bene coi contenuti delle mie feste. Quando arrivò la guardammo tutti. "che cazzo ci fa lei qui?" "E ora addio canne. Se fumiamo, domani lo saprà tutto il paese". (furono questi i pensieri di molti – pensieri non detti, ma silenziosamente condivisi).
Qualcuno iniziò a rollare. La vidi attenta su quei movimenti di mani, fumo, tabacco, cartine, filtro. Le vidi allargarsi quei già grandi occhi neri. Mi si avvicinò e d’improvviso mi abbracciò. "Sei una grande Bea", disse. Non avevo fatto un cazzo ma quella sua frase non la capii. "Odiiiiooooooo che bello quiiiiiiiiiii" emise con la sua voce stridula. Aprì la borsetta e tirò fuori un tocco di fumo che cazzo, io mica l’ho mai avuto un tocco di fumo grosso così.
I miei occhi diventarono il doppio più grande dei suoi occhi. "Ma guarda questa" – pensai… zitta zitta ci fa le scarpe a tutti.
Quella sera ci stroncammo letteralmente dalle canne. tutti. indistintamente.
Quella sera finì all’alba, come al solito. La domenica passò stanca e rilassata con gli amici. Il lunedì mi chiamò la S. e da quel lunedì iniziò a venire tutti i giorni a casa mia (verrà anche oggi) con la scusa del te’ fra le amiche, trova la sua ora di libertà, fuggendo da un marito che troppo giovane è già in pensione. La S ha raddoppiato l’uso di certe sosotanze da quando il marito le sta fra le palle tutto il giorno. Infatti se io alla mattina prendo un caffè lungo tedesco, lei si chiude in bagno e lancia il primo razzo. (non riuscirei più a fumare la mattina, no, non ce la farei). quando arriva da me alle 17,30 circa, lei è già al sesto o settimo razzo. Mi trova sempre vergine. Ma sono certa che se dovessero fermarci per strada, ovvimente perquisirebbero me, non certo lei, apparentemente è così distinta e così ingenua e così apparentemente casalinga. Quindi…
Lesson One.1: l’apparenza inganna
Identità di una donna saggia
49 anni
coniugata con un bell’uomo (ma palloso)
due figli di 14 e 17 anni
due fuoristrada e una macchina d’epoca
insegnante e interpreste di inglese, tedesco e francese
villa propria con parco in perfetto stile mediceo
segni particolari: F U R B A !!!
Lesson Two: Economia domestica
Economia domestica 1.1
non le manca mai niente. E’ sempre ben vestita. I figli pure. Ha sempre accessori firmati, usa creme costosissime e il frigo h solo prodotti griffati al suo interno.
Il marito era un impiegato di banca, lei fa qualche lezione privata a dei ragazzi. Arrivano fra pensione, e qualche affitto a 2600 euro al mese. Hanno un tenore di vita pari al doppio.
Un giorno incuriosita le chiesi come facesse..
– "Senti S ma come cazzo fai te?"
– bene, non pago.
– Come non paghi?
– Eddai che ci vuole, la frutta e la verdura cambio i pesi e poi so dove sono le telecamere, Porto sempre la borsa grande. I burri tartufati e le cose costose le metto in borsa. Di solito pago la metà di quello che prendo.
– emisi un sottile vaffanculo.
Economia domestica 1.2
Cazzo Bea sono stata da Coin e ci ho speso 80 euro.
E che hai preso?
Ufficialmente mutante e una camicia per Gianni, un pigiamino per Lorenzo.
Poi non ufficialmente ho preso tre paia di pantaloni che ho messo sotto ai miei, due reggiseni per la SIlvia, un foulard per me e questo pull.
La guardai: Susy, mavaffanculo!
Economia domestica 1.3
Senti S è il compleanno di I. Andiamo prenderle un regalo?
Che pensavi di prendere?
Un libro.
(esco ovviamente senza borsa e do il mio portafogli a S che lo tenga nella sua borsa).
Entriamo in libreria. Lei fa scivolare due libri in borsa ed esce con la scusa del disco orario.
Io prendo anche un libro per me che come sempre, pago.
Non trovo il portafogli. E’ nella sua borsa.
Rimango 40 minuti ad aspettare la S che ha da farsi al solito un sano tegamino di cazzi propri.
Sudo.
Provo vergogna per qualcosa che non ho fatto.
Mi sento osservata da tutti.
Torna lei col suo fare frivolo e da 6 toni sopra i miei.
Prendo il portafogli. Faccio mettere i punti sulla scheda, così mio figlio potrà godere dello sconto quando andrà a prendersi un libro.
Usciamo.
Senti S: ma vaffanculo triplo !!!