protéger

shhhh

di un A-More Ferarum

ci sono cose che vanno protette ad ogni costo
quel Nostro blog di là è una di quelle cose

Non è chiuso. E’ solo "protetto"

***

Si apre il cancello del giardino
con la docilità della pagina
che una frequente devozione interroga
e, dentro, gli sguardi
non hanno bisogno di fare caso agli oggetti
che sono già precisamente nella memoria.
Conosco le abitudini e gli animi
e quel dialetto di allusioni
che ogni raggruppamento umano ordisce.
Non ho bisogno di parlare
né di mentire privilegi;
bene mi conoscono coloro che qui mi circondano,
bene sanno le mie angosce e la mia debolezza.
Questo è raggiungere ciò che è più alto,
ciò che forse ci darà il Cielo:
non ammirazione né vittorie
ma semplicemente essere ammessi
come parte di una Realtà innegabile,
come le pietre e gli alberi.
 
Jorge Luis Borges

vagin

giardino fiorito

 

Al laboratorio ci è stato chiesto di guardare la nostra vagina con uno specchietto in mano.
La mia vagina mi ha lasciato stupefatta. Era meglio del Grand Canyon, antica e piena di grazia. Aveva l’innocenza e la freschezza di un vero giardino all’inglese. Era buffa, molto buffa. Mi ha fatto ridere. Poteva giocare a nascondino, aprirsi e chiudersi. Era una bocca. Era il mattino. E poi, per un istante, mi è venuto in mente che era “me”, la mia vagina: era chi ero “io”.
–       Ho perso la clitoride. È sparita. Non avrei dovuto portarla mentre nuotavo.

(Eve Ensler  – monologhi della vagina)

étrone

ullallà

(    .    )

die Bouleversant si sedette sulla poltrona bordeaux.
A tutti i costi quel principe volle provarle la scarpetta.

– Senta principe, a me sta scarpetta non entra, non vuole entrare e mai mi entrerà. C’ho il 41, io
– Ma se le entrerà la prenderò in sposa.
– Appunto. Sono certa che la scarpetta non mi entrerà!
– Senta principe lei c’ha 84 anni, se mi garantisce che entro tre mesi muore e mi nomina erede universale potrei anche provare la scarpetta. 

 

la fete de la femme

dio che palle

ieri, ore 17:15

Esco dalla doccia, mi regalo una maschera volto che ho ancora l”asciugamano avvolto intorno al corpo. Aspetto un’amica che dovrebbe venire a farmi la piega ai capelli.
Suonano alla porta. Penso sia lei. Vado scalza con maschera volto e asciugamano ad aprire. C’è un tocco d’uomo…

– E’ lei la Signora ……..  ?
-Sì, sono io.
somiglia al rappresentante della folletto, gli sto per  dire che ho tutto della folletto e che non possono spaccare le palle di continuo… tira fuori dal taschino interno della giacca un tesserino. – cerco di mettere a fuoco (senza occhiali non vedo niente).
– cazzo!!!!! penso
-ma che vuole sto tipo della Rai ora?  penso con rabbia
-Le è arrivato il bollettino della Rai, signora?
(mai pagato il bollettino Rai)
– No. Non capisco perchè non mi sia arrivato. (volto angelico dietro maschera verde)
– Non si preoccupi signora. Glielo do io. Tenga.. ma senza fretta ha due settimane di tempo per pagare.
(85 euro)
Mi saluta e se ne va.

Mavaffanculo!
Fanculo Fanculo Fanculo!!!!

le moi et le non-moi

specchio

l’io

L’Io è fatto di labirinti
ma io non sono che il mio essere sconosciuto.
Ho, non so perché,
un altro modo di vedere…
nella quale vedere è conoscere,
la cui vita è fede, afflizione
respinta dalla mano del dubbio.

(Fernando Pessoa)