professeur

indépendance - Francesco Guccini

Canzone delle domande consuete

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Buon compleanno professore!

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Chi mi conosce da tempo
e chi conosce il mio "qui", sa quanto io sia
"malata" di Francesco Guccini.

L’ultima volta che ci siamo incontrati su a Pavana
– era settembre e l’odore dell’appennino, intenso –
guardammo brevemente insieme le bozze del mio libro.

In quell’occasione parlammo del più e del meno
e gli chiesi un saluto da estendere
a chi segue questo blog.

Il Suo saluto
scritto di pugno lo ho dato ad un blogger;

era il modo migliore perchè il Suo saluto
non rimanesse solo a me.

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Trovato negli odori di casa

les mots

en pensèe

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C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
 
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Cosí trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
 
Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.
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Cesare Pavese

 

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(musica: Francesco Guccini canta  Lontano lontano di Luigi Tenco versione mai edita – 1997)
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Liberamente tratto dalle cose che mi piacciono