meute

meute

.

Starò muta su dove farò due incontri di poesia
a cui tengo molto.

Uno è quello con alcuni amici del Club Tenco
domani sera, dopo il reading ufficiale con altri poeti
alla Camera di Commercio di Imperia.

Sabato un incontro con i ragazzi di una scuola superiore ligure.
Incontro che non dirò dove si terrà visto
che l’incontro nella scuola mi è stato volutamente boicottato
da una pistola ad acqua.

La sera di sabato sarà in un caffè letterario di Albenga
insieme al poeta Roberto Bani.

Clandestina anche negli incontri di parole:
dopotutto non potrei avere una vita diversa.

.

Per fortuna
.
(musica: Leonard Cohen – Hallelujah)

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Hallelujah

un espace vide

moi, putain des mots

.

Mare forza sette
con tanti nodi tutti stretti
e sfociati nel cuore.

.

nodo 1. al cellulare, oggi
Lombardia

Beatrice, ho una buona notizia. Tu porti bene!
(e già la notizia è inquietante).
Una casa editrice sta valutando un mio scritto,
Forse in primavera pubblico con una casa editrice qui a Milano.
 Bea, sono due anni che non si riesce più a fissare
prendila come vuoi, ma io entro l’anno un fine settimana
torno a trovarti e verrò il fine settimana in cui fai la festa di parole,
poi magari con i tuoi amici si fa una di quelle cene indimenticabili.
Ah senti Bea, dammi qualche data per dei reading qui a Milano.
Ho il tuo curioso libro qui con me.
M.  sì, dimmi quando e verrò.

nodo 2. al cellulare, oggi – sms
Piemonte

Ciao Bea!
Stamane è già arrivato tutto!
Vedrò di mobilitarmi già da oggi pomeriggio!

nodo 3. al cellulare, oggi – sms
Lombardia

Beatrice, ho gli occhi lucidi,
la carta delle tue parole è qui tra le mie mani.
Sono così emozionata…

nodo 4. msn messenger, oggi
Sicilia

Ah! E’ arrivato il tuo libro!
Curiosa rilegatura. Bello, particolare.
Perchè anche in tedesco?


nodo 5. msn messenger, oggi
Piemonte

Bea posso farti vedere una sorpresa?
(annuisco – vengo invitata a vedere la persona in web cam)
vedo una birra che si alza in un brindisi
e la copia del libro.
Bella la rilegatura così. E’ strana ma è originale.

nodo 6. sms oggi
un compaesano, conoscente di vecchissima data
Mugello

Complimenti per il tuo reato
d’errabonda

nodo 7. telefonata sul fisso, oggi
carissima Amica di vecchia data
Lombardia

Bea è arrivato tutto.
Mandami entro ottobre tutto quello che hai su di te…
Articoli, programmazione, tutto! Sai bene perchè…
abbiamo un anno di tempo (…)
(per scaramanzia non lo dico ma è una cosa Grossa !!!)

nodo 8. incontro per strada, oggi
un editore
Toscana

Beatrice, ho letto. Ti ho letta.
Fammi avere del materiale. Martedì esco con la rivista
voglio recensirti sulla rivista cultiurale.

nodo 9. il barista del bar, oggi
in paese

Beatrice, puoi riportarmi delle locandine?
Un ragazzo ha staccato la tua locandina con cura,l’ha arrotolata
e se l’è portata via soddisfatto.
(mah!!!?)

nodo 10. msn messenger, oggi
Sicilia

Bea, qui le due librerie della città so che hanno ordinato
entrambe almeno due, tre copie del tuo libro

.

p o i

Entro nel piccolo tabacchi sotto casa
dove anche lì ci sono le mie locandine appese.

Una delle due ragazze mi dice che tutti i giorni entrano persone
a chiedere dov’è che si possa trovare il mio libro
(a 30 metri c’è la vetrina della Mondadori che mi ha dedicata la grande vetrina).
(a me, puttana di parole)

Le guardo.  Fingo di ricevere telefonata ed esco.
Faccio il giro di due – tre negozi, accordandomi con loro
sulla nuova caccia al tesoro che ho organizzato in paese.

Torno alla tabaccheria, sorridente,
con la faccia che mi ritrovo
e dico loro che il libro si trova anche in mesticheria,
la mesticheria B. lì vicino. Che sicocme li conosco, mi fanno la cortesia
di tenere il libro in mezzo ai bulloni.
Le rassicuro che è così.

Di sicuro il primo idiota che cercherà il mio libro in tabaccheria
verrà indirizzato alla mesticheria B
ignaro del fatto che dovrà farsi una gran bella
caccia al tesoro pima di trovare me,

me, puttana di parole

.
liberamente tratto dalle cose che accadono
in un paese dove ancora si balla il liscio

simplicité

simplicité

 

Cara Beatrice,
e’ arrivato quel pacco postale che tanto aspettavo.
Mi ritrovo ad aprirlo con un’emozione bambina che un po’ mi sorprende.
Ma lo stupore piu’ grande e’ dentro quella carta da pacco marrone.

E’ un cofanetto quello che trovo, (…. …. ……).
Bello nella sua semplicita’.
E bello il (…. …. ….. ………. …… ……. …… )
proprio una sorpresa.

Ora fremo per dare l’altra copia alla mia amica,
e per vedere il suo viso quando aprira’ il suo regalo,
e trovera’ le tue poesie che io amo tanto.

Sono tanto contenta stamattina,
e volevo condividere questa gioia con te.

Ti bacio!  
P.

***

Nelle parentesi coi puntini c’è la descrizione
dei fogli di parole che è come pensavo dovesse essere il mio libro.
E’ un pò diverso da come lo ci si aspetta.
Ha anche il libro una sua  personalità!

Può piacere o meno
come me

***

Stamani ero in posta dove sono partiti vari plichi
con le locandine del libro e dove necessario,
dove sarò presto, le locandine per gli incontri di poesia,
quelli con la foto in cui fumo le mie inquietudini.

Sono partiti per Milano, Como, Genova,
Cinisello Balsamo, Albenga, Agrigento, Roma,
Vercelli, Alessandria, Udine

dove arriverà a chi di voi li aspetta
per farne dichiarazione d’esistenza.

***

La ragazza allo sportello ha fatto un grido di gioia
quando m’ha vista entrare col mio zaino pesantissimo
e m’ha chiamata di nuovo per nome
e ha curato lei per me la spedizione.

Era entusiasta di aiutarmi anche se non ci conosciamo.
Le ho chiesto allora se poteva uscire
perchè le potessi offrire un caffè.

Ora no, non posso lasciare qui,
ma quando vorrai, magari ci incontriamo in paese
mi farebbe piacere sì, incontrarti.

Le ho lasciato il mio numero di cellulare,
penso che presto mi chiamerà.

***

Quante anime belle ci regala sulla nostra strada,  la tristezza.
Come chi di voi avrà cura dei miei fogli di parole
una volta che troveranno nel vostro cuore,
 diritto d’esistenza.

Penso che da settimana prossima
una copia di questi fogli sparsi
sarà reperibile in prestito  anche in rete,
Qui
.

***

Dove sarò e dove chi di voi ci sarà,
non sarebbe male mangiarci un bel panino,
seduti sui gradini di una piazza o di un vicolo delle vostre città,
magari per fare di quell’incontro,
poesia

.

Liberamente tratto dai girasoli della vita

larmes III

fleurs

 

(…)
grazie perchè sei come sei, Bea, senza giri di parole inutili,
senza finzioni o sotterfugi, perchè sei vera,
perchè sei anima e pelle e testa e dolcezza e amicizia sentita.
Grazie, soltanto grazie per la carezza in parole che mi hai donato,
per le tue parole scritte con il sangue e le lacrime,
grazie per i sorrisi che dai alla vita…ho letto d’un fiato,
meglio sarebbe dire ho riletto, del tuo libro,
delle tue parole che hai tracciato con una sensibilità certa,
con i brandelli di anima strappate al tempo ed alle intemperie della vita…
Se il tempo dà ragione ad i giusti, allora darà ragione anche a noi.
Iil tempo restituirà carezze per ogni calcio preso,
la vita ridarà sorrisi per ogni lacrima versata,
la vita ridarà vita per ogni istante in cui il cuore sembrava fermarsi dal dolore,
la vita ridarà nuovi orizzonti ogni alba trovata
ad occhi aperti nelle notti fatte di pensieri e di speranze…
.

C.
un blogger a cui sto imparando a volere bene

.
.
Ho pianto leggendola.
Per ora continuo a piangere

.
Mail ricevuta e letta poco fa.
Ho un carattere assurdo, lo so.
Non facilmente sopportabile,

seule

seule

.

Avevo chiesto di poter evitare di andare su un palco
per questo avevo proposto di poter fare la serata di poesia
da un tavolo sottostante il piccolo e di poco rialzato palchetto.

Il locale era buio nel pomeriggio;
ero andata a vederlo per capire meglio gli spazi
e per organizzarmi con i ragazzi che avrebbero fatto per le mie parole
un concerto rock.

Stabilisco col titolare del locale il tavolo dove sedermi
insieme alle persone che erano con me
e da dove avremmo dovuto fare poesia.
Poi andiamo a respirare mare.

L’aria di mare è un’aria che manca a chi come me
vive con le montangne tutt’intorno.
Era bello respirare mare, mentre leggevo tutti gli articoli
usciti sulla stampa ligure.

La sera arriva troppo presto.
Fuori dal locale, seduti ad un tavolo con alcune persone
ci raggiunge un cameriere e mi avverte di qualcosa
che avevo già previsto.

– L’organizzatore ha deciso che tu ti siedi a quel tavolo lì
e m’indica il tavolo vicino alla porta d’uscita.
Tavolo lontano dal palco.Tavolo di distanze.

Sì, nessun problema, ribadisco io.
Farò poesia da qui e se la gente non sente, impareranno a tacere
che la poesia ha bisogno d’ascolto, non di micorfoni, non di palchi.
Sui palchi ci vadano i bravi, i vincenti.

Inizia così la mia ribellione interiore,
e penso che non poteva essere diversamente.

Al tavolo con me alcuni soci del Club Tenco,
Giovanni Choukhadarian, Calogero e Michela.

Interviene Giovanni Choukhadarian a metà serata,
parlando di me, quando il rumore del rock si fa silenzio.
Dice cose belle di me che quasi mi viene da piangere.

Sappiamo entrambi che non avrò spazio per dire.
Sappiamo che non avrò spazio per fare poesia.
Opporsi in certi casi è sempre sconveniente.

Riusciamo a fare poesia in un unico folle gesto.
Un bacio lungo, appassionato nella sala che si fa pudica
negli occhi imbarazzati della gente che ci guarda.
Le mani ci scivolano reciprocamente addosso.
Le mie cercano il suo sesso,
le sue i miei seni molto evidenti.
Le mani allora salgono sulle teste e pioggia di carezze
sempre in questo lungo bacio.

E’ stato l’unico momento di poesia
che ho potuto fare in sala.

Gli Amici del Club Tenco hanno così lasciato il nostro tavolo
per creare fuori dal locale, una improvvisazione poetica
facendo loro il reading delle mie poesie,
seduti intorno a un tavolo che ho raggiunto come fosse un utero.

Lì abbiamo fatto poesia.

Sono salita, a fine serata sul palco un attimo
per rivendicare il mio reato esistere
fuori da ogni palco che non m’appartiene.
.

La notte l’ho passata su un motore con uno sconosciuto
per poi finirla a casa sua, dove aveva musiche e parole da farmi sentire.
– Dimmi poetessa, ma che ne pensi delle mie parole?
Non sono riuscita a rispondergli.
Il sonno m’ha colta ancor prima che le ascoltassi,
sul divano dove mi sono svegliata stamani
coperta, rimboccata da una coperta di lana che il giovane rockettaro dai capelli neri lunghi
m’aveva buttato addosso.

Non l’ho svegliato prima di andarmene.
Ero in collina, in alto in una bella villa da dove si vedeva il mare.
Il mio fuggire m’ha riportata dove le persone che m’aspettavano
erano preoccupate.

E anche questa è stata Poesia.

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liberamente tratto dalle cose che accadono

délit d'existence

www.ennepilibri.it

.Fotografia di Deborah Marini
per gentile concessione per la copertina del libro.
Diritti d’autore riservati

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Le prime copie sono partite oggi

.

Ho pianto scrivendo la lettera ad Alda Merini
e mi commuovo sempre per il sostegno continuo che ricevo
da due Scrittori di cui Amo la Pazienza delle Parole.

Con un sms avverto Pino Roveredo
che la copia del libro è partita
e affido a lui le mie lacrime di oggi.

La prima copia consegnata a mano
come regalo a mio figlio Giacomo
che mi consegna in cambio la sfioritura precoce di un Amore
e un abbraccio in cui mi regala le sue tenerezze
"sei particolarmente bella, oggi, mamma"

(adorabile pinocchio!)

Una copia andrà al critico letterario Giovanni Choukhadarian,
giovedì sera p.v., quando battezzerà alla Cantina "Le Grotte" di Imperia
le mie parole. 

L’ultima, col beneficio della Libertà di acquistarla nuovamente,
andrà al ciliegio in fiore.

***

Una telefonata sul mobile mi avverte che la stampa locale e provinciale
vuole le mie parole. Aspettano un comunicato che non sto inviando.

La stampa on line e cartacea inizia a ricordarmi
che ci sono e che per un pò ancora ci devo essere.

Ho trovato oggi, girando in rete,
questo articolo
apparso su Sanremo News

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Sono giorni di forti temporali dentro,
di emozioni che non riesco a decifrare.
Fatico quasi a scrivere da quanto piango.

E’ tutto così strano…

.

liberamente tratto dallo stupore
dai temporali
e dalle lacrime che nascono come margherite nel cuore

sans papier

ne me quitte pas

.

Non riesce a trovarlo.
Tiene la cedola in mano, alla ricerca di un numero
che mi riconduca alle parole fermate su carta.
Poi si avvicina al vetro che divide le nostre voci e me lo mostra.

Un plico quadrato, giallo con qualcosa di bianco
su cui c’è scritto il mio nome.

– Devo rispedirli, sai dirmi il costo per ogni spedizione?
– Sì, dobbiamo sapere il peso di ogni libro.
– Senti, è il mio libro, il mio primo e unico libro probabilmente,
mi lasci il piacere di godermi lo scartamento del plico?

Un ragazzo a fianco a me, all’altro sportello
mi guarda e ride incuriosito.
Anche le impiegate ridono e forse anche da dietro me,
la coda di persone, alla posta, ride di tenerezza.

Mi passa il plico da sotto al vetro, chiamandomi per nome.
Lo scarto piano, così, davanti a tutti,
come si accarezza un bambino
o come ci si commuove ancora per una somma di dolori.

– "Ecco. Questo è il mio libro".
Lo guardo credo con lo stupore ritrovato.
Un pò piango e metto tutti gli occhiali che ho in testa sul banco,
la borsa grande, tipo sacco indiano, per terra.

Manca una frase iniziale,
la più forte che il caso ha voluto non venisse impressa.
Ed è così che doveva essere il libro.
Senza quella preghiera rabbiosa
di dolcezza.

Anche la coda di persone dietro di me
s’è accorta che piangevo.
Il cellulare squillava e io piangevo anche al telefono.

Ora è qui, accanto a me.
E un pò io piango ancora.

Ora vado di là, sul tavolo di fogli
a ringraziare, con penna, carta e lacrime,
 chi ha fatto della propria Parola
le Poesie che Amo

.

(una telefonata dall’ufficio postale, qualche minuto fa,
 mi dice che per me
ci sarà una tariffa particolare, con costo minimo, non so perchè.
Si sono lasciate un appunto scritto, per quando stasera o domani, spedirò.
 Forse ha parlato tanto o  forse troppo, quel mio pianto silenzioso, oggi)

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(musica: Jacques Brel – Ne me quitte pas)

Liberamente tratto dalle emozioni,
dalle stelle, dalle rincorse folli verso le nuvole,
e dalla tenerezza