amie

sur les pointes

 

Avevo un’Amica.

Di quelle Amiche rare in una vita.
Avevo un’Amica fino a ieri e oggi non l’ho più.

Le ho detto "vattene da me"
io non ho bisogno di un Giuda nella mia vita.
Mi basto io a tradirmi.

Mi ha richiamato tutta la sera
lasciando messaggi ovunque, piangendo.
Ha chiamato altri Amici per sapere dove fossi.

– "sono morta"  – le ho risposto.
– "Ma non portarmi neanche un fiore
quello riservalo al tuo culo,
forse ne godrai"

C’avevo un’Amica di quelle che pensano d’essere indispensabili
e uniche,  forse.

M’ha detto che sono cocciuta
e che ho un carattere del cazzo
che stare accanto alle mie turbe non è facile.

"Eh lo so", le ho risposto.
"non lo sapevi?" ho continuato.

Mi manda sulle punte il suo buonismo
e pensa che mi possa passare.

Rido per tutte le volte che ho mollato pezzi
che hanno avuto la presunzione
di essere indispensabili alla mia
inutilità d’esistenza.

Rimango sulle punte
nell’a solo della vita. Perchè soli siamo
senza ripensamenti, senza rimpianti.

Senza un motivo.
Non ho mai amato le giustificazioni.

Sono assente
ancora una volta nella mia vita
per inventario

per invenzione
o per scelta

liberamente tratto dai miei passaggi d’esistenza

histoire III

Mémoires 

Mi stringo la vita
recuperata dai segni della Storia
Silenziosa
come tante storie silenziose
che non reclamano un primo posto
fra le notizie del mondo.

Eppure del mio mondo è l’essenza
che silenziosa scrive la storia che verrà ricordata.
Perchè la Storia non la vivono
i nomi illustri.

Loro la scrivono col sangue
dei tanti nessuno
che la Storia mai ricorderà.

liberamente tratto dai pensieri
album di famiglia

histoire II

pauvre

 

"Mutti Mutti, ich hab’ Angst"

La Storia m’avrebbe restituito le origini
e regalato tre lingue alla mia tavola.

La Paura non ha lingue
La Rabbia e il Dolore nemmeno

liberamente tratto dall’album di famiglia

histoire

histoire de db

 

Ognuno ha una sua storia.

La mia accade per caso.
La fortuna di nascere con capelli biondi e occhi verdi
nella Berlino del 1941
ha permesso al mio utero di sopravvivere all’olocausto.

A me, sangue bastardo, di esistere
e assistere alla storia.

Anche la mia

il silenzio, la musica del giorno

liberamente tratto dalle mie origini
album di famiglia

retour

culotte

 

Ritorno alle mutande come tu torni alla vita.

Se guardo fuori, io, lo sai,
vorrei rimanere dentro.

In quel fiume che travolge gli argini
da te, così minuziosamente costruiti
di sassi, di emozioni, di mutande.

Le stesse che mi sfili mentre cucino
la cena di poche parole
al lume di una candela stanca
e solitudini dolorose
di come può far male l’Amore.

Un paio disteso al sole
e uno di scorta, sempre in borsa.

Capirai la nudità di chi non si mostra
e la sensualità delle cose lasciate immaginare.

Ritorno alle mutande
così, per coprirmi un pò
per raccontarmi le favole che si raccontano ai bambini
che la vita è sacra e che c’è un sole in attesa.

Ritorno alla vestizione dei pensieri
così nudi nella bocca
e pieni di te, ovunque.

Ritorno a me
come un boomerang lanciato lontano
e come te, più forte ritorna
dentro, ancora più dentro, fino in fondo
con lo stesso ritmo
dell’Appartenenza.

sacralità assoluta

fino a dentro l’invisibile

liberamente sfogliato dai pensieri
jeux de mots

ouverture

je ferme ta bouche

 

Quando mi  schiudo la bocca
escono sempre le idee migliori.

Nate da un pensiero
e morte lì
per rinascere ancora
e rimorire, così, all’infinito.

I pensieri hanno per questo il dono dell’eternità.

L’eternità è un soffio fra la testa e il cuore;
se soffia tramontano porta via mutande e altro
ed io, sì, potrei gelare.

Non amo i pensieri gelati.
Amo mangiare gelati, pensando.

Rimangono, pensandoci bene
solo pensieri immortali
ed una mano schiusa in un gesto
come fosse mano mia

liberamente scivolato dai pensieri

mâle

sur les ailes des pensée

 

T’incrocio spesso nei pensieri.
Quando t’incrocio passo volutamente col rosso
per starti ovunque sulla pelle

e non solo nei pensieri

Lampeggi rosso
prendo fuoco

non chiamare i pompieri
e non spengermi mai

sarò io, l’acqua
e sarò la vite dei tuoi acini
e sarò quel silenzio che cerchi mentre
fuori tutti gridano
quella confusione imbarazzante di parole
per non dire mai niente.

Mi stai oltre il pensiero,
dietro ogni gesto,
in movenza sincronizzata
come se tu fossi di me, da sempre
la mia parte maschile.

 La mia parte migliore

liberamente tratto dalle parole
jeux de mots