feuilles V

indépendance - jouer la vie
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Fotografia di Karine

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Riempiono silenzi,
certi pensieri non poi troppo distanti,
assumono i contorni d’una certezza;

le braccia forti
sembrano quelle del vento
sul viale autunnale dei tigli.

Di tutto quello che scompigliano,
puoi vedere solo il muoversi dei capelli.

Cadono sospetti
e noi là dentro
a raccontarci che la vita
è l’errore
che non abbiamo ancora commesso.

Un cenno arriva
dai luoghi non sospetti dell’incoscienza
o dal bisogno d’essere insieme

 foglie d’autunno.

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trovato nelle mani
e nell’aria pre-settembrina

sans le vouloir

indépendance - mains
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Fotografia di Karine

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Nell’ora muta del silenzio
cercherò uno sguardo da dirti
senza che te ne accorga,
senza che il pudore mi svegli

o ci conduca allo strano gioco
degli equivoci di finimenti
già adulti.

E saranno sottovoce
quelle frasi
che stanno dentro l’ombra di un cespuglio,
fra le rose che non
si sa se fioriranno.

Ci sarà complice
il tempo bugiardo
di un’uva matura fra i filari
di gennaio.

Luna distratta
coprirà con una nuvola
gli occhi alle stelle

perchè tutto succeda
nel migliore dei modi

– per entrambi –
inconsapevolmente.

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il caldo da alla testa e al cuore


soif

indépendance - larme
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Fotografia di Erika

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Consuetudini
– quelle in cui non saremmo mai cascati – 
come i tranelli
dei giorni e delle notti senza luna.

Ed ho passato notti intere
affacciata al balcone
disegnando col pensiero
uno sguardo, un tempo,
una luce che non fosse la finestra
del palazzo di fronte.

Che non fosse questo tempo assassino
che mi uccide lentamente,
di ora in ora, di giorno in giorno,
con la triviale scusa del vivere.

Ed ho passato notti insonni
a caccia di un motivo
da ricordare, eseguire, sognare.

E’
– per chi non lo sapesse –
come avere sete
e una muserola intorno alla bocca
costretta, chiusa.

sotto ad una fontana
che non smette di cantare.

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trovato nella prima notte insonne
e nell’agitazione
che da la disintossicazione da tossine

il fegato reagisce
ed è buona cosa

une fleur

indépendance - fleur
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Fotografia di Bettina

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Non fermarla
questa mano di vento
che accarezza il giorno
sui capelli della terra.

E’ già una frase dell’eterno
che si esprime e confonde
in un istante.

Il fiore si piega
all’andare della vita
senza chiedersi come verrà reciso
chè anche gli angeli hanno come ali,
le foglie.

I sogni dei perdenti
sanguinano in ogni istante
e colorano di pudore
il volto stanco del giorno.

Prima del tramonto
dentro ai riccioli della sera,
anche noi eravamo altro.

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trovato in una giornata di domande
e di poche risposte.

a volte è preferibile il dubbio.

pleurant

indépendance - tendresse
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Fotografia di S. Sabor

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Per i motivi del cielo,
è qui in terra che sfioriscono
i miei giorni.

Perchè i tuoi passi
costeggino i miei passi,

perchè io in te
diventi l’ombra del tuo andare
o il silenzio che tutto traduce.

E’ per te
che scuoto ogni giorno le nuvole,
battendo,
– piangendo –

i piedi.

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Trovato nelle inquietudini
e nella tenerezza della pioggia

en ce temps-là

indépendance - liberté
.
Fotografia di Penny J.

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Quelle lunghe ore senza tempo
e quell’esserci così per forza,
come se stessi per vita mia
già scrivendo l’undicesimo comandamento.

Vorrei estirpare la pesantezza
come una radice dalla terra
e sfamare il bisogno di colori
dall’arancione di una carota.

Ci sono giorni che si scrivono
con la luna di traverso
o il sole fuori posto.

Certe ombre si vedono anche al buio
e occupano verità e menzogne
come il filo d’erba al prato.

Mi soccorra la Speranza
quando la notte
copre tutte le radici nella terra
e quando anche la terra
si veste di silenzio.

Vorrei frugarmi dentro la vita
in cerca solo di una stupida certezza,
o di una noce fossilizzata
come amuleto.

Sentirti vibrare in quest’eterno
ch’è dichiarazione di vita

per noi che inciampando
stiamo solo passando.

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c’è il solito rumore che parla dentro.
la vita fuori fa il suo corso.
ancora mi sto guardando per vedere
se mi riconosco almeno di spalle.

en plein air

indépendance - solitude
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Fotografia di L. Martin

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Assumi contorni lievi
nella lontananza
dove i tratti della gioia
ancora colorano i tramonti.

Sei già
sul trono delle assenze
– il più alto che le mie radici consentono –
dove nutri i rami, le nuvole,
i miei dubbi
e quel brillare di stelle fra le foglie.

Arrivare a te,
è salire a piedi scalzi
le mura alzate a secco
pietra su pietra
come linea oscura o d’orizzonte
della nostra reciproca assenza.

Ci salvano i voli delle anatre,
il loro schivare gli spari
fra il frusciare d’alberi
o il correre dei daini per boschi,

in loro,
in quel levarsi d’ali,
diventa

indubbia vastità
del nostro piccolo regno d’aria.

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trovato respirando la tua assenza

l’amour, la fleur et la pluie

indépendance - l'ivraie et la fleur
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Fotografia di Bethy

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E ancora cresci a dismisura
come l’ortica fra le pietre
e ti fai silenzio nel mio silenzio.

Tacciono nel loro muoversi
anche i fili d’erba.

Macchiato di pioggia
accompagni le nuvole in altri cieli
e ti fai sorgente fra le ortiche
per la mia sete.

E ancora emergi come cosa viva,
come uno fiore fra le macerie.

Petali timidi coperti di buio
cercano
attraverso gli spiragli e la polvere
d’intravedere il cielo più distante

quello oltre i rami e le foglie
e che ancora si ferisce
coi chiodi arrugginiti

dove abbiamo appeso
tutte le nostre stelle.

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trovato dove ovunque esisti

J'Aime

indépendance - jeunesse
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Fotografia di Pluja fina

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Amo in me
quell’orizzonte chiamato Speranza
E Amo ogni giorno di pioggia
in cui ho abitato
più le pozze per terra
che non me stessa.

Amo le ginocchia rotte
nel mio riflesso
e quello più alto, chiaro,
nascosto dietro stormi di nuvole.

E Amo la brevità
del mio essere,
per poter stare in qualcosa
che mi contenga.

Come l’esserci
sia pur per distrazione, casualità o sbaglio
in questo rumore
generato dal silenzio.

Amo in me
l’Amore che cade e si rialza
solo per dichiarare al nulla
che ancora esisto
e che amo, canto, urlo e piango.

Poi mi accendo un pensiero
sulla bellezza del tuo sguardo
come fosse ancora vivo
il ricordo.

Oppure
come se avessimo per secoli,
instancabilmente
fatto l’Amore coi fatti della vita
e un po’ narcisi,

anche con noi stessi.

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Bon, ora esco e vado a fare la turista
a Firenze.

au plus tard

indépendance - feuilles
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Fotografia di Grenka

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Al più tardi,
– tu sai dove ancora siamo –
ci troveremo seduti
come le foglie,

con quella tenerezza
schiusa alla vita,
pronta al nuovo incontro.

E sarà il miracolo di germogli
sugli alberi stanchi,
le ghiande nutrono porci e terra
noi abbandonati all’altro
dove per un attimo solo,
per una carezza di vento,
tu torni. 

Notte d’autunno si fa brevità
e cadranno altre foglie
al di là di te

in quella me senza dimora
dove solo un cane abbaia

al muoversi
del tuo odore nel vento.

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trovato dove io cerco altro