sur le bord du lit

indépendance - pèrles
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Fotografia di Neverletmego

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Leggermente indisposta dal vento
non lascio asciugare da altri
quello che tu bagni.

Gli occhi perforano il tempo,
erranti di sponda in sponda,
attraversano l’ombra del grande universo.

E sono stata una steppa
dai colori quasi spenti,
fino a cogliermi arbusto senza foglie
nel Deserto di Thar.

Tu poi m’hai incontrata già bianca
fra le onde.
Ero la schiuma che veniva soffiata
in direzione opposta al cielo,
dal vento.

Tante cose sono ancora,
senza conoscere la forma,
se non il languore del cuore,

spinto una sera
con tutta la forza della disperazione
su un masso levigato dalla nebbia.

Naufrago così ogni giorno
di passo in passo,
– errando –
aggrappata all’idea di una terra ferma.


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Ritrovando casa

goût légèrement rétro

immagine rimossa

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Ancora vedo quelle mani goffe,
timide allo sguardo,
farsi strada nella tenerezza.

Frugarmi nel cuore
e trovare, lieve come un sussurro,
una donna.

Un tappo, una bottiglia
o un’etichetta che è oggi,
il ricordo del primo sorso.

Dolce col retrogusto di bosco
e l’anima che litiga col tempo
perchè da lì mai nulla si sposti.

Riflesso nello sguardo della tua ombra
è rimasta appesa come una foglia d’autunno,

una carezza.


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trovato nella pioggia

l'eau du désert

indépendance - pieds
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Fotografia di Nuran’s

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Torno sempre ai giorni
in cui tutto era ancora sabbia.

Tu eri l’onda
e la vita una partita già persa.

Rilancio nella disperazione
su tavolo impiallacciato
i pugni che contengono e trattengono
il fiato degli atti d’amore
per sentire il respiro profondo
delle nuvole.

Oggi vorrei trovarti quasi per caso,
camminando fra l’acqua  la terra,
in quello spazio che naturalmente
si bagna.

Chiamarti per sguardo
e lanciarti in una bottiglia
per accoglierti nel canto dei gabbiani.

Certe lune nate di traverso
illuminano il profilo di Dio
e restituiscono tutto alle onde.

L’odore del mare
è percettibile e invadente
come non mai

in un assolato deserto.

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trovato nelle mani

sourire

indépendance - rire
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Fotografia di Jim Blob Blann

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Dev’essere così un ultimo sguardo,
quel lasciarsi cadere da dentro gli affanni;
smettere di rincorrere il tempo
perchè tempo ci raggiunga.

Cadono ancora le foglie,
s’accendono sulla vita pensieri distanti.

Dalle cantine presto arriverà
l’odore del mosto e di un altro inverno.

Spareranno ancora fucili nel bosco
per gli odori della domenica che non tornano
ora è  più povero della mensa dei poveri
il mio piatto più ricco.

Sono tutte in bianco e nero le fotografie
dei miei giorni felici.

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trovato negli odori
e nelle assenze

entre le rêve

indépendance - regard
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Fotografia di Vasili Andreyev

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Mi porterò in un sogno,
dove tutto esiste
come per magìa
come nei colori d’India
e negli odori di spezie
che non sai mai da dove provengono.

Sarà come esserci
per disincantato passo
o per lavare i peccati di anni
in un fiume che scorre.

Ti porterò in sogno,
dove nulla oltre noi esiste
e coglierò per bisogno
il frutto dal segreto del tiglio. 

Non ci saremo mai stati
se non al risveglio,
con il peso di una mela
entro e oltre questo tempo.

Aggrapati ad un torsolo
– in eterna partenza –
fra i sassi di un qualunque
torrente.

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Trovato prima di un riposino domenicale

au vent

indépendance - le vent
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Fotografia di z-nub

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Alle dottrine del vivere
preferirò l’incoscienza dell’Amore;

quella perplessità
che esce come sangue dal naso
per una sola vena rotta
per uno starnuto.

Alle preghiere dei santi
preferirò le bestemmie
dei non vedenti.

Ed è vento
quello che passa nella storia:
la mia e quella degli altri,
scompigliando del cuore

la radice e i capelli.

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trovato in un vento settembrino
e nella tenerezza di casa

temps pluiant

indépendance - l'attente
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Fotografia di 7

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Finalmente sta piovendo
e come per sete
gli uccelli stanno ancora cantando.

L’asfalto restituisce
un tempo già fatto a pezzi
che sembra quasi intatto
dentro a una pozza.

Hanno lavato i vetri tutti i discorsi
e giù in cortile
c’è un peccato che ancora t’aspetta
in bilico fra il deserto e l’acqua.

Sta all’angolo con la noia
come se tu fossi l’odore del pane
ed io la bocca che ha fame.

Sei tutte le ombre
delle mie trasformazioni,
vagabondando senza nome

 fin dentro la pelle
e al respiro ferito di un animale.

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poco prima di tornare a sognare

le secret de l'eau

indépendance - vent
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Fotografia di Hélène Desplechin

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Il risveglio,
è un rumore d’acqua
che non sai mai se sia pianto,
placenta o pioggia.

E’ nella ricerca di sete
il catapultarsi fuori
da uno stagno antico
per diventare il perchè della pioggia.

E’ una macchia di peccato
che si allarga sui fianchi
e scrive il silenzio delle voglie.

Schiudere così gli occhi al giorno
per essere di tutte le attese
quel tempo sempre nuovo

che non passa.
 

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trovato osservando il mare
da uno stagno.

l'enfer vert

indépendance - tendre
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Fotografia di Evalti

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Potrei raccontarti ancora
di una lunga notte senza cielo
o di camelie che fioriscono senza terra
nei segreti del silenzio.

Potrei ubriacare le stelle
per immaginarne almeno una cadere
dove il desiderio
è dimenticanza della carne
e ogni segreto
è un chicco di di grano
da dare in pasto ai polli.

Le nuvole rosse
sono le labbra di una sposa
che morirà vergine
allattando la madre e mai la figlia.

Labbra rosse che baciano
attraverso l’aria, gli angeli,
che parlano con le proprie sconfitte

e s’incaminano nel sogno
coi piedi nudi, bianchi,

morsi anche da Dio
sull’erba sempre verde dei perdenti.

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trovato prima di coricarmi

maintentant que…

indépendance -  les temps
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Fotografia di Angy Holcomb

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E ora
che non abbiamo più nulla da dirci,
ora che la polvere è ovunque
e ogni bottiglia è vuota

posso tornare a  coltivare ortiche
e giocare un solitario
sul tavolo del divenire.

E ora che la siepe non delimita più confini
e i miei cassetti han perso
le lettere che conservavo,

aspetto il forire dell’inverno
– o solo la capacità di un idraulico –
come fosse ancora prezioso

il tempo che,
senza più guarnizione

sto perdendo.

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trovato nella punta di una matita